Lavoro e ansia tra i dipendenti del castello delle cerimonie: i figli chiedono se perderanno il posto
Tra **paura** e **speranza** vivono centinaia di lavoratori legati all’Hotel La Sonrisa, conosciuto come **“il Castello delle Cerimonie”**. A riaccendere i riflettori sulla vicenda giudiziaria avviata nel 2011 sono le voci dei dipendenti, che chiedono che il percorso delle autorità prosegua con regole e tempi della giustizia, senza far ricadere sulle persone il peso delle decisioni in discussione.
hotel la sonrisa “castello delle cerimonie”: sospensione fino al 4 giugno
Nei giorni scorsi, dopo il ricorso al **Consiglio di Stato**, la famiglia Polese ha ottenuto almeno fino al **4 giugno** la sospensione della decisione del Tar della Campania, datata **11 maggio**, che aveva disposto lo stop alle attività della struttura ricettiva. Il contenzioso ha acquisito grande notorietà anche grazie alla presenza del “Castello delle Cerimonie” nel programma televisivo di **Real Time**, diventando un punto di riferimento mediatico e, per molti, simbolico.
lettera dei dipendenti: dietro le luci ci sono lavoratori e famiglie
Un appello indirizzato alle istituzioni locali e nazionali è stato pubblicato da Anteprima24.it tramite una lettera firmata dai lavoratori. Nel testo si afferma che, dietro il nome e l’immagine costruita da matrimoni, eventi e telecamere, esistono centinaia di persone che ogni giorno svolgono ruoli essenziali per far funzionare l’attività.
La missiva mette in evidenza figure professionali e contesti familiari: padri che iniziano la giornata alle cinque per preparare le sale, madri che servono ai tavoli con il sorriso anche quando nella vita privata pesano bollette da pagare, giovani che hanno scelto quella struttura per costruire il proprio futuro. Vengono richiamate anche famiglie intere che hanno trovato nella struttura l’unica fonte di sostentamento.
confisca per abuso edilizio e incertezza: febbraio 2024 come punto di svolta
La condizione di apprensione dei lavoratori viene collegata a quanto accaduto a partire dal febbraio 2024. Nella lettera si ricorda che, dopo la decisione definitiva della Corte di Cassazione con cui è stata disposta la confisca del Grand Hotel La Sonrisa per **abuso edilizio**, il futuro della struttura sarebbe diventato incerto.
cosa chiedono i lavoratori: continuità, tutele e dignità umana
Nel documento emerge un messaggio di richiesta di intervento concreto. Il testo sostiene che non si intende ignorare la legge, ma si chiede che uno Stato consideri anche le conseguenze materiali e umane per chi, secondo i dipendenti, non avrebbe alcuna responsabilità diretta. La lettera sottolinea che chi prepara banchetti, chi lava i pavimenti e chi serve ai tavoli non ha costruito muri abusivi e non ha preso parte a decisioni giudiziarie, pur rischiando di perdere tutto.
Le richieste formulate includono la predisposizione di misure operative, tra cui:
- un tavolo urgente permanente tra Comune, Regione Campania, Prefettura e Governo;
- garanzie occupazionali immediate per tutti i dipendenti diretti e per quelli dell’indotto;
- un piano di continuità lavorativa pensato per impedire una tragedia sociale;
- tutela delle attività economiche collegate alla struttura;
- la richiesta che ogni decisione futura ponga al centro la dignità umana e non soltanto le procedure burocratiche.
messaggio finale: giustizia senza disperazione sociale
La missiva precisa anche un punto di riferimento: la richiesta non è finalizzata alla difesa di un singolo simbolo televisivo. Il Castello, situato a Sant’Antonio Abate, viene descritto come parte dell’identità del territorio campano anche per effetto della popolarità acquisita grazie al programma tv. I dipendenti insistono su una linea chiara: la giustizia non deve trasformarsi in **disperazione sociale**.
La chiusura dell’appello richiama la necessità di non abbandonare le famiglie in difficoltà, concludendo che un Paese civile si riconosce anche attraverso la protezione di chi rischia di perdere tutto senza aver commesso colpe.
persone citate nella vicenda
- famiglia Polese


