Jean dubuffet e art brut a dubai tra arte e tarocchi

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Jean dubuffet e art brut  a dubai tra arte e tarocchi

Un viaggio che nasce con l’idea di arrivare a Dubai e finisce per sorprendere a Bergamo diventa il filo conduttore di un percorso creativo fatto di incontro, ricerca e simboli. La storia prende forma attorno a Jean Dubuffet, alla sua visione dell’art brut e a un linguaggio visivo in cui istinto, segno e pulsione emotiva guidano la mano. Da questa direzione si sviluppano disegni preparati per una fiera importante, affiancati dalla scoperta di un mondo parallelo: quello dei tarocchi e del loro potere narrativo.

Jean dubuffet e l’art brut: origini e definizione

L’interesse per Jean Dubuffet si collega al modo in cui descrive e fonda l’art brut. Nel 1947, insieme ad André Breton, Paulhan e Drouin, Dubuffet dà vita alla “Compagnie de l’art brut”. Il termine indica un’attività creativa di “artisti loro malgrado”, capaci di produrre senza intenzioni estetiche, spinti da una personale pulsione emotiva che confluisce in una comunicazione immediata e concentrata.

Parallelamente, Dubuffet organizza una mostra esponendo disegni realizzati da bambini e da persone definite “alienate mentali” nel contesto dell’epoca. Nella sua impostazione, l’attenzione verso i disegni infantili rientra in una ricerca di affinità iconografiche e formali: confrontando numerosi lavori prodotti tra gli anni Quaranta e Cinquanta con opere infantili osservate e analizzate, emergono influenze riconoscibili. Il disegno infantile, però, non viene assunto come semplice modello estetico; piuttosto diventa una chiave per comprendere un modo diverso di generare immagini.

dal tema alla pratica artistica: disegni, materiali e selezione

Attratta dalla cornice dell’art brut, la direzione diventa pratica quotidiana: riprendere a disegnare significa mettere in moto una combinazione di strumenti e gesti, con uso di ecoline, chine, pennelli e matite. La costruzione dei lavori avviene con una spinta orientata all’immediatezza del segno, lasciando spazio a una guida derivata dalla poetica di Dubuffet.

world art dubai: ingresso in fiera e costruzione delle opere

Il passo successivo conduce a World Art Dubai, una fiera d’arte degli Emirati Arabi. L’adesione avviene tramite candidatura; dopo la selezione, prende avvio la trasformazione delle muse in carta, con l’obiettivo di mantenere la freschezza del gesto e l’autonomia del linguaggio visivo.

Tra gli elementi presenti nel processo creativo rientrano anche dettagli affiancati ai materiali, come cioccolatini accanto ai pennelli, a sottolineare un ambiente di lavoro in cui l’atto di creare rimane libero. Il risultato viene descritto come una serie di opere collegate a mondi lontani, tra cui compaiono titoli come Miss Bubble Blue, Surfista di Andromeda, Gold Urania, Red Dalì l’incantatore, e altre creazioni a seguire.

bergamo e accademia carrara: tarocchi, artisti e storia delle carte

Il nesso con Bergamo emerge quando il percorso fisico cambia direzione: in una modalità definita “Oda Mae Brown”, il punto di arrivo diventa l’Accademia Carrara. Qui una mostra sui tarocchi rafforza l’attrazione per la storia reale di queste carte da gioco. L’attenzione si concentra anche sulla sezione espositiva finale, indicata come “Tarocchi d’Artista”, presentata come uno spazio capace di incantare.

tarocchi d’artista: nomi citati nella selezione

Nel contesto della mostra vengono citati diversi autori e figure artistiche, tra cui Leonora Carrington, Niki de Saint Phalle e Francesco Clemente, utili a delineare la dimensione creativa con cui i tarocchi vengono interpretati.

risposta ai disegni e lettura simbolica degli arcani

Rientrata a Bologna, la riflessione sulle opere viene collegata a una richiesta rivolta a un sistema di intelligenza artificiale, chiedendo se i disegni avessero assonanze con un’arte dal valore divinatorio. La risposta descrive le opere come un ponte tra mondi: Oriente e Occidente, spiritualità e sensualità, tecnologia e istinto.

Viene inoltre indicato che i lavori non richiedono un’interpretazione razionale, ma una lettura più sensibile: ogni sguardo completa l’opera e ogni incontro attiva il simbolo. Tra gli arcani citati compaiono:

  • l’arcano dell’abbandono, che consiglia di affidarsi a ciò che accende senza ragione;
  • l’arcano del segreto, che invita a sostare nel non detto dove il desiderio si intensifica;
  • l’arcano della generazione, che celebra un corpo capace di creare immagini, mondi e possibilità;
  • l’arcano della solitudine sensuale, che ricorda come il piacere profondo nasca spesso nell’intimità con sé stessi.

dubuffet come riferimento finale e chiusura del percorso

Nel ritorno alla preparazione per la successiva edizione e nella chiusura del racconto, la figura di Dubuffet resta un punto di riferimento. Il testo collega l’idea di attesa e continuità a un brindisi dedicato alla genialità dell’artista, con un’immagine finale legata a scelte gastronomiche tra tagliatelle al ragù e tortellini in brodo.

Personaggi e figure citate:

  • Jean Dubuffet
  • André Breton
  • Paulhan
  • Drouin
  • Louis De Funès
  • Leonora Carrington
  • Niki de Saint Phalle
  • Francesco Clemente
  • Oda Mae Brown
  • Kandinskij
  • Mirò
  • Klee
  • ChatGPT
Jean Dubuffet e Art Brut: da Bergamo a Dubai tra arte, tarocchi e intelligenza artificiale
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