Jane Fonda e Robert Redford: confessione d’amore e il segreto mai rivelato

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Jane Fonda e Robert Redford: confessione d’amore e il segreto mai rivelato

La serata inaugurale del TCM Classic Film Festival ha acceso il Chinese Theatre con un momento di pura emozione e grande cinema: Jane Fonda ha raccontato pubblicamente la sua “cotta enorme” per Robert Redford, trasformando ricordi di set, battute e dettagli in un ultimo gesto romantico davanti al pubblico riunito per la proiezione di ‘A piedi nudi nel parco’.

janefonda e robert redford: una cotta enorme raccontata davanti al pubblico

Jane Fonda non ha mai nascosto di aver provato un sentimento profondo per Robert Redford. La dichiarazione è passata prima da un’intervista a Entertainment Tonight, poi dal palco, dove ha ribadito di essere stata “sempre innamorata di lui”. Durante il TCM Classic Film Festival, l’attrice ha portato lo stesso entusiasmo anche nella conversazione con il pubblico, confessando di avere avuto “una cotta enorme” per il collega.

Le parole sono arrivate durante un momento davanti alle masse al TCL Chinese Theatre, prima della proiezione del film ‘A piedi nudi nel parco’. Fonda ha chiuso la confessione con un sorriso, rendendo esplicito un sentimento che, nella sua versione dei fatti, non ha mai trovato una reale corrispondenza.

protagonista della serata: il festival tra omaggi a redford e racconti di fondon

La presenza di Fonda ha segnato la serata più di qualsiasi altro elemento, anche rispetto all’ospite celebrato: il compianto Robert Redford. Le celebrazioni hanno incluso la proiezione della commedia romantica del 1967 e di altri tre titoli capaci di raccontare la loro lunga collaborazione.

In dialogo con Ben Mankiewicz, Fonda ha ripercorso un rapporto fatto di lavoro e contatto umano attraversato da decenni di cinema. L’intervista ha alternato tenerezza e ironia, con descrizioni dirette su come Redford venisse percepito e su come, allo stesso tempo, si muovessero i loro equilibri personali.

il carattere di redford e il mancato ricambio: dettagli di un rapporto complesso

stima assoluta per redford e parole chiarissime sul suo fascino

Fonda ha descritto Redford come un uomo “destinato al grande schermo”, definendolo “brillante” e “intelligentissimo”. Al centro dei ricordi c’è anche il giudizio più esplicito: Redford sarebbe stato “il più bello” che lei avesse mai visto.

Nel racconto, però, emerge un punto decisivo: la sua cotta non fu mai ricambiata. L’attrice ha ricordato la dinamica di un timido tentativo, avvenuto quando entrambi erano sposati.

la conversazione sugli extra e la risposta di redford

Secondo Fonda, ai tempi del loro primo film insieme, ‘La caccia’, lei gli chiese se avesse mai avuto relazioni extraconiugali. Redford, racconta l’attrice, rispose con una battuta che la lasciò spiazzata: avrebbe potuto farlo soltanto con “qualcuno come una prostituta”.

Da quell’insieme di sincerità e imbarazzo nacque l’idea che, tra i due, lo spazio romantico non si sarebbe trasformato in un’equivalente reciprocità.

legame inatteso: pietre impilate, conversazioni e scene diventate simbolo

Nel corso del racconto, Fonda ha indicato un legame diverso, inatteso e concreto: una passione condivisa per i muri di pietra. Redford desiderava tornare nello Utah per costruirli, mentre lei era reduce dalla costruzione della propria casa di campagna in Francia. Il risultato fu un dialogo lungo, basato su un dettaglio pratico che, nel tempo, si trasformò in ricordo.

Parlavamo per ore” di come impilare le pietre, ha ricordato Fonda, collegando l’oggetto di conversazioni reali all’immagine di un filo narrativo che attraversa la vita e il cinema.

baci, finte temperature e mani cercate sul set

Il pubblico ha reagito con risate quando Fonda ha evocato il modo in cui in ‘A piedi nudi nel parco’ i baci lunghissimi diventavano parte integrante della commedia romantica. L’attrice ha spiegato che sul set dovevano fingere di avere freddo per permetterle di avvicinarsi: “dovevamo fingere di avere freddo, così potevo stringermi a lui”.

Il racconto ha poi incluso anche ‘Il cavaliere elettrico’, dove Fonda ha ammesso di cercare di prendergli la mano “in ogni modo possibile”.

Persino durante ‘Le nostre anime di notte’, in cui i personaggi condividono il letto per gran parte della storia, l’attrice ha precisato che non sarebbe successo nulla: “Ma niente”, sottolineando il punto davanti alle risate della sala.

polemiche, battute e puntualità: i ricordi dietro le quinte

la notte degli Oscar e la spiegazione della battuta

Fonda ha affrontato anche una polemica legata alla notte degli Oscar. La questione nasceva da uno scherzo secondo cui l’omaggio a Redford durante la cerimonia sarebbe stato reso da Barbra Streisand invece che da lei. L’attrice ha chiarito che si trattava soltanto di una battuta: “Stavo solo facendo una battuta”.

Ha aggiunto di aver trovato comunque bellissimo che fosse Barbra a renderle omaggio, richiamando il valore dell’opera: quel film risulterebbe iconico e la canzone straordinaria.

la debolezza: puntualità assente e impatto sulle riprese

Tra i ricordi più complessi, Fonda ha citato una debolezza di Redford: la puntualità. Secondo il racconto, sarebbe stato sempre in ritardo di due o tre ore, anche quando produceva un film. Un’abitudine che avrebbe trasformato la durata delle riprese de ‘Il cavaliere elettrico’, spostandole da due a sei mesi.

Molti di quei mesi si sarebbero svolti a Las Vegas. Fonda ha ricordato che le donne “correvano verso di lui” e “svenivano ai suoi piedi”, una fama che lo avrebbe messo profondamente a disagio.

sundance institute e idee industriali: la visione che nasce dalle scelte creative

Dal racconto emerge anche un legame tra l’esperienza sul set e un progetto culturale: Fonda ha spiegato che, proprio da quel tipo di contesto e sensibilità, sarebbe nato l’embrione di ciò che sarebbe diventato il Sundance Institute. Redford, insofferente alle logiche commerciali di Hollywood, mirava a creare uno spazio per film “con sfumature, diversità e complessità”.

Fonda ha citato registi come Alexander Payne e Jason Reitman, presenti in sala, indicandoli come esempi di una generazione cresciuta grazie a Sundance. Un dettaglio riportato è che Redford non avrebbe mai chiesto un centesimo a Hollywood: ogni anno avrebbe scritto “un assegno di tasca sua”.

gelosia sul set e finale politico: da ‘il migliore’ alle grandi fusioni

Lo spazio per l’emozione include anche un pizzico di gelosia. Parlano de ‘Il migliore’, Fonda ha ammesso di aver “odiato” vedere Redford baciare Glenn Close, scatenando una battuta di Mankiewicz che l’ha invitata a dirglielo di persona. Il riferimento si è collegato a una cerimonia delle impronte dell’attrice.

Nel finale, Fonda si è fatta improvvisamente politica, denunciando le grandi fusioni industriali che potrebbero minacciare la diversità creativa. L’attrice ha affermato che, se queste operazioni avessero prevalso, si finirebbe per perdere ciò che Redford ha costruito, sostenendo la necessità di combatterenel suo spirito”.

All’osservazione di Mankiewicz secondo cui quasi nessuno resta mai a vedere il film, Jane Fonda ha risposto: “Voglio guardarlo ancora un po’”. Quel passaggio ha chiuso la serata con un nuovo tocco romantico, coerente con l’idea centrale: la più grande storia d’amore mai consumata di Hollywood, secondo il racconto condiviso davanti al pubblico.

personaggi menzionati nella serata

  • Jane Fonda
  • Robert Redford
  • Ben Mankiewicz
  • Barbra Streisand
  • Glenn Close
  • Alexander Payne
  • Jason Reitman

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