Italia tra i 5 paesi Nato che bloccano gli aiuti all’Ucraina

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Italia tra i 5 paesi Nato che bloccano gli aiuti all’Ucraina

Una proposta pensata per rafforzare il sostegno militare all’Ucraina sta incontrando ostacoli politici dentro l’Alleanza Atlantica. Mark Rutte, segretario generale della Nato, ha avanzato l’idea di destinare lo 0,25% del Pil degli Stati membri ad aiuti militari a Kiev, ma l’ipotesi è stata bloccata da più governi chiave, mentre le discussioni preparatorie al vertice di luglio ad Ankara restano in corso.

proposta nato 0,25% del pil per aiuti militari all’ucraina

La richiesta muove da una spinta ufficiale legata alle tensioni crescenti tra gli alleati sul sostegno militare a Kiev. A metà maggio è emerso che Rutte aveva sollecitato formalmente i Paesi membri a impegnare lo 0,25% del prodotto interno lordo, con l’obiettivo di trasformare l’impegno in un segnale concreto e misurabile.

L’idea era stata proposta inizialmente dall’Estonia, indicata come Paese in prima linea sul fronte orientale. In seguito, anche il governo ucraino aveva appoggiato la richiesta: a ottobre, per conto del ministro della Difesa Denys Shmyhal, era stata espressa apertura alla proposta.

blocchi e resistenze tra i paesi alleati: uk, francia, spagna, italia e canada

Secondo quanto riportato dal Telegraph, la proposta ha incontrato una forte resistenza. Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Canada hanno bloccato l’idea di destinare lo 0,25% del Pil ad aiuti militari all’Ucraina.

Rutte, nei giorni scorsi, ha ammesso che la pianificazione non sarebbe destinata ad avanzare: “Non credo che questo piano verrà proposto”. Pur senza indicare i nomi degli oppositori, l’andamento delle discussioni rende chiaro che la contrarietà si concentra su diversi governi.

opposizioni e richiesta di unanimità nella nato

La dinamica interna dell’Alleanza prevede che qualsiasi proposta adottata necessiti del sostegno unanime dei governi. Una fonte interna all’alleanza ha riferito che almeno sette Stati membri, già impegnati con livelli di spesa superiori allo 0,25% del Pil per gli aiuti militari a Kiev, avrebbero manifestato appoggio. Nel contempo, è stata evidenziata una posizione critica che comprende Londra, Parigi, Madrid, Roma e Ottawa.

discussioni in vista del vertice nato ad ankara tra 7 e 8 luglio

Rutte puntava a ratificare la proposta al prossimo vertice annuale della Nato in programma ad Ankara, in Turchia, nei giorni 7 e 8 luglio. In preparazione, i ministri hanno avviato questa settimana le discussioni su quella che, per il segretario generale, avrebbe dovuto costituire un segno tangibile di sostegno alla nazione colpita dall’invasione russa.

cosa intendeva Rutte con l’impegno equo

La posizione di Rutte collega la proposta al tema dell’equità contributiva. Il segretario generale ha sostenuto che la proposta, per come si presenta, non otterrebbe l’unanimità e quindi non arriverebbe all’approvazione, ma avrebbe almeno avviato un confronto interno. L’argomentazione centrale è che, se gli alleati affermano la necessità che l’Ucraina continui a combattere con la massima forza possibile e raggiunga la pace, allora ogni Paese dovrebbe contribuire in modo equilibrato.

svezia e paesi favorevoli: contributi, timori verso la russia e prestito europeo

Tra i Paesi favorevoli viene indicata la Svezia. Come altri Stati scandinavi e vari membri del fronte est, secondo la ricostruzione, la Svezia teme maggiormente la Russia. Nel quadro delle misure già in essere, viene richiamato il prestito europeo da 90 miliardi per l’Ucraina.

ulf kristersson: prestito europeo e contributi nazionali

Al vertice dei ministri degli Esteri dell’alleanza tenuto a Helsingborg, venerdì, il premier svedese Ulf Kristersson ha affermato che il prestito europeo non dovrebbe ridurre i contributi nazionali. Ha inoltre chiesto che i Paesi con un sostegno soprattutto a parole verso l’Ucraina mettano risorse sul tavolo. In quella sede la Svezia è stata descritta come “al terzo posto” per gli aiuti a Kiev.

gap nei contributi: russia nel mirino e spesa non adeguata secondo rutte

Rutte ha indicato che esiste un numero ristretto di Paesi che, oltre alla Svezia, stanno davvero mettendo in campo il massimo sostegno. Nel suo riferimento rientrano anche Canada, Germania, Paesi Bassi e Danimarca, oltre ad altri ancora. Allo stesso tempo, ha segnalato l’esistenza di molti Stati che, a suo giudizio, non spendono abbastanza per sostenere l’Ucraina.

il nodo dell’unanimità che blocca l’accordo

Anche nei segmenti più favorevoli al principio dell’impegno misurabile, la possibilità di adottare la proposta è legata a un vincolo politico: senza unanimità non si potrà arrivare all’approvazione. Per questo, la proposta resta al centro del dibattito interno alla Nato, senza una prospettiva di approdo immediato.

personaggi e figure citate

Nel quadro descritto compaiono diversi riferimenti istituzionali e politici collegati alla proposta e alle posizioni dei governi:

  • Mark Rutte
  • Denys Shmyhal
  • Ulf Kristersson
Ucraina, Daily Telegraph: “No di 5 Stati della Nato a destinare lo 0,25% del Pil in aiuti a Kiev”. C’è anche l’Italia
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