Italia e manipolazione degli italiani: cosa sostiene Orsini su Meloni, Crosetto e Tajani al salone del libro di torino

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Italia e manipolazione degli italiani: cosa sostiene Orsini su Meloni, Crosetto e Tajani al salone del libro di torino

Le dinamiche che collegano guerre, media e potere tornano al centro del dibattito con l’uscita del nuovo libro “Disinformazione” di Alessandro Orsini, presentato al Salone del Libro di Torino. Il volume affronta il modo in cui il racconto pubblico può diventare parte integrante del conflitto, proponendo una lettura capace di ribaltare l’idea secondo cui la manipolazione dell’opinione pubblica dipenda esclusivamente dall’azione esterna di altri Paesi.

disinformazione e controllo del consenso: la tesi di alessandro orsini

La tesi del libro ruota attorno a una formula netta: “Non è la Russia a manipolare gli italiani. È l’Italia stessa”. L’impostazione mira a spostare il focus dall’ipotesi di un’unica origine esterna della disinformazione verso un meccanismo interno, individuando nei rapporti tra classi sociali e nei circuiti di comunicazione di massa il cuore della strategia.

Secondo Orsini, il funzionamento sarebbe riconducibile a un rapporto di potere così descritto: una minoranza organizzata — indicata come classe governante — manipola una maggioranza disorganizzata — definita classe governata. L’obiettivo sarebbe costruire consenso attorno alle guerre e rendere accettabili scelte legate alla violazione dei diritti umani e del diritto internazionale da parte delle democrazie occidentali.

guerre, media e potere: le crisi al centro del racconto

La mappa del libro include diverse crisi in cui, secondo l’impostazione dell’autore, il racconto pubblico entra direttamente nel conflitto. Le aree richiamate sono Ucraina, Gaza, Iran e Venezuela, con l’idea che la narrazione non si limiti a descrivere gli eventi, ma contribuisca a orientarli.

In questo quadro, i mezzi di comunicazione assumono un ruolo decisivo nella produzione di senso e nel consolidamento delle posizioni sostenute nel dibattito pubblico, trasformando la comunicazione in uno strumento collegato alle scelte politiche e militari.

italia come società sottomessa: media e lettura del contesto nazionale

Nel corso della presentazione, Orsini porta la sua tesi dentro il caso italiano. L’argomentazione ruota attorno a un passaggio centrale: la comprensione dei contenuti mediatici richiede, a suo giudizio, la presa di coscienza del fatto di vivere in una società sottomessa.

Le forme di informazione indicate sono trasmissioni televisive, trasmissioni radiofoniche e grande stampa. L’autore collega questi strumenti alla costruzione di una percezione coerente con le dinamiche di potere da lui descritte, sottolineando il peso del racconto veicolato dai media nel determinare come vengono interpretate le questioni internazionali.

italia stato satellite e sovranismo: critica alle posizioni di governo

Uno degli elementi più marcati della posizione di Orsini è la definizione dell’Italia come “stato satellite”, uno Stato la cui politica estera e di sicurezza sarebbe controllata da una potenza straniera. In questa cornice si inserisce la critica rivolta al sovranismo dichiarato dal governo.

Orsini afferma che figure come Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Antonio Tajani dovrebbero “fingere di essere liberi e indipendenti”. La motivazione indicata è il vincolo della politica estera italiana rispetto alla Casa Bianca.

Ne deriva, secondo la ricostruzione proposta, un meccanismo di comunicazione politica: il governo dovrebbe ripetere la difesa degli interessi nazionali, con l’idea che quanto più la sovranità sarebbe limitata, tanto più dovrebbe essere proclamata.

informazione “corrotta” e truppa scelta: come funziona il sistema mediatico

Il libro dedica spazio anche al sistema dell’informazione. Orsini lo descrive come “corrotto”, soprattutto quando riguarda la politica internazionale. A suo giudizio, l’effetto principale sarebbe il “moto rotatorio dell’Italia intorno agli Stati Uniti”, segnalando una tendenza strutturale a mantenere l’orientamento nazionale su una specifica direzione.

In tale scenario, l’autore introduce la nozione di “truppa scelta”, cioè giornalisti specializzati nelle narrazioni d’odio contro i nemici della Casa Bianca. Tra i Paesi citati rientrano Cina, Russia, Iran e Corea del Nord.

personalità citate nella narrazione

Nel quadro presentato emergono alcune figure politiche e l’autore che sostiene la tesi del volume. I nominativi richiamati risultano:

  • Alessandro Orsini
  • Giorgia Meloni
  • Guido Crosetto
  • Antonio Tajani
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