Iran usa pistacchi come petrolio effetti della guerra su prezzi e commercio
Il commercio internazionale dei pistacchi iraniani attraversa una fase critica. Dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, le spedizioni hanno subìto un brusco ridimensionamento nel periodo compreso tra il 20 febbraio e il 20 marzo 2026, con effetti destinati a pesare anche sulle esportazioni dei mesi successivi. A lanciare l’allarme è l’Iran pistachio association, che nel report mensile collega il crollo dei volumi alle difficoltà logistiche lungo rotte strategiche e alle restrizioni nei trasporti.
esportazioni di pistacchi iraniani dimezzate tra 20 febbraio e 20 marzo 2026
Tra il 20 febbraio e il 20 marzo 2026 le spedizioni del secondo produttore mondiale di pistacchi risultano più che dimezzate. Il volume scende a 9.000 tonnellate, registrando un calo del 55% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. La causa principale viene ricondotta allo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, avvenuto il 28 febbraio, insieme alle restrizioni operative sui trasporti che interessano Bandar Abbas e lo Stretto di Hormuz.
dinamica della stagione commerciale: settembre 2025-aprile 2026
Dall’inizio della stagione commerciale, compresa tra settembre 2025 e aprile 2026, le esportazioni si attestano a 109.000 tonnellate equivalenti di pistacchi con guscio. Il dato segna una diminuzione del 26% rispetto all’anno precedente. Il rapporto tra esportazioni e scorte iniziali dall’inizio dell’anno si colloca al 45%, contro il 64% dell’anno precedente e il 56% della media del quinquennio 2020-2024.
quote di mercato: csi, turchia e subcontinente indiano
Il report evidenzia che, a causa del blocco delle spedizioni nello Stretto di Hormuz, i paesi csi hanno rappresentato la quota maggiore delle esportazioni mensili di pistacchi iraniani. Seguono la Turchia e il subcontinente indiano, indicati come destinazioni principali. Le esportazioni verso queste aree vengono descritte come stabili e in crescita anno dopo anno: la quota di mercato risulta in aumento rispetto alle campagne precedenti.
calo dell’estremo oriente e cambiamento del peso geografico
In parallelo, il report segnala un arretramento deciso per l’Estremo Oriente. Dall’inizio della stagione commerciale, la quota delle esportazioni iraniane di pistacchi in questa area scende dal 25% della campagna precedente all’8% dell’anno in corso. Il mutamento della distribuzione geografica riflette la pressione sulle rotte e sulle capacità di trasporto disponibili.
effetti sulle destinazioni del golfo persico e composizione delle esportazioni
Le difficoltà operative non colpiscono solo i volumi complessivi, ma anche la struttura delle esportazioni. Il documento mette in evidenza che, a causa delle ostilità e dell’interruzione delle spedizioni verso destinazioni consumatrici come Emirati Arabi Uniti e altri paesi del Golfo Persico, la quota dei pistacchi sul totale delle esportazioni diminuisce dopo aver raggiunto un picco.
La quota si colloca al 57% nel quinto mese di commercializzazione, scende al 42% nel sesto mese e rimane contenuta al 43% nel settimo mese. In condizioni normali, la quota media annua avrebbe dovuto superare per la prima volta la soglia del 50%, ma il report prevede che, a causa della guerra, il rapporto resti al di sotto del 50% per l’intero anno. Allo stesso tempo, la dinamica viene descritta come comunque superiore alla media quadriennale del 41%.
scorte residue e impatto sulle esportazioni future
Nel quadro delineato dall’associazione, le scorte rimanenti alla fine del settimo mese commerciale sono stimate in 114.000 tonnellate di pistacchi. Il livello delle giacenze si tradurrebbe in un riporto senza precedenti alla fine dell’annata commerciale. Il documento indica che le continue difficoltà operative quotidiane, unite alle incertezze legate a un precario cessate il fuoco, potrebbero limitare le esportazioni nei prossimi periodi.
Paesi e aree citate come principali destinazioni o riferimenti di quota:
- paesi csi
- turchia
- subcontinente indiano
- estremo oriente
- emirati arabi uniti
- altri paesi del golfo persico