Iran guerra oggi, droni usa distrutti e miliardo di dollari

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Iran guerra oggi, droni usa distrutti e   miliardo di dollari

La guerra innescata contro l’Iran ha prodotto effetti misurabili anche sul fronte statunitense, con perdite materiali rilevanti tra i droni MQ-9 Reaper. Parallelamente, emergono ricostruzioni delle valutazioni dell’intelligence che ridimensionano alcune affermazioni del presidente americano e indicano una ripresa più rapida di determinate capacità militari. Sullo scenario internazionale si inserisce anche una proposta attribuita a Teheran riguardo allo Stretto di Hormuz, tema legato a pedaggi e traffico marittimo.

perdite di droni mq-9 reaper: quasi un quinto del totale

Durante l’operazione militare contro l’Iran, le forze armate statunitensi hanno perso quasi un quinto dei droni MQ-9 Reaper a lunga autonomia, secondo quanto riportato dalla Tass citando una notizia di Bloomberg.

Il quadro delineato riguarda il periodo dall’inizio dell’attacco contro l’Iran fino alla fine di febbraio: in questo arco temporale la Repubblica islamica avrebbe distrutto oltre due dozzine di MQ-9 Reaper. La cifra corrisponderebbe a circa il 20% delle risorse del Pentagono disponibili prima del conflitto.

costo dei mq-9 e stima dei danni: fino a 1 miliardo di dollari

Ogni singolo drone MQ-9 Reaper avrebbe un costo di 30 milioni di dollari. Il rapporto associa tali mezzi a dotazioni con sensori e telecamere ad alta potenza, oltre alla capacità di trasportare missili Hellfire e bombe guidate JDAM (Joint Direct Attack Munition).

Bloomberg ipotizza che il numero complessivo di droni persi durante il conflitto contro l’Iran possa arrivare a 30, includendo anche velivoli danneggiati e quindi non più utilizzabili. Su questa base viene indicata una stima dei danni complessivi pari a 1 miliardo di dollari.

007 usa smentiscono trump sulle capacità iraniane

Sul fronte statunitense, le fonti collegate alle valutazioni dell’intelligence contestano le dichiarazioni di Donald Trump relative alla distruzione della capacità dell’Iran di costruire missili e droni, indicate dal presidente come “all’85%” e collegate all’idea di un’azione capace di annientare la “potenza di fuoco” di Teheran.

Le affermazioni di Trump, secondo le informazioni consegnate alla CNN da due fonti a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence americana, non descriverebbero in modo fedele lo stato attuale della situazione.

ripresa della produzione di droni durante i cessate il fuoco

Nel periodo di sei settimane di cessate il fuoco, in vigore dall’inizio di aprile, l’Iran avrebbe riavviato una parte della produzione di droni. Questo dato offrirebbe un’indicazione sulla rapidità con cui alcune capacità militari colpite avrebbero iniziato a ricomporsi dopo gli attacchi israelo-americani.

Trump ha ribadito l’esistenza di negoziati, senza escludere la possibilità di un riavvio delle ostilità. In caso di ripresa della guerra, il quadro riportato dalle fonti indica che Teheran non si troverebbe impreparata.

ricostituzione di siti missilistici e capacità produttiva

La ricostituzione di capacità militari, inclusa la sostituzione di siti missilistici, rampe di lancio e della capacità produttiva di sistemi d’arma considerati chiave, porterebbe a valutare l’Iran come una minaccia significativa per gli alleati regionali, qualora la leadership americana decidesse di riaprire una campagna di bombardamenti.

La dinamica descritta mette inoltre in discussione quanto gli attacchi statunitensi e israeliani avrebbero indebolito le forze iraniane nel lungo periodo.

tempi di ripresa: capacità di attacco con droni in circa sei mesi

Le stime dell’intelligence statunitense riportate alla CNN da una delle fonti indicano che l’Iran potrebbe ricostituire pienamente la capacità di attacco con droni in appena sei mesi. La fonte attribuisce tale accelerazione al fatto che gli iraniani avrebbero abbreviato i tempi previsti dalla comunità internazionale.

Nel caso di una ripresa delle ostilità, l’Iran potrebbe aumentare la produzione missilistica, già ridotta, e allo stesso tempo accrescere il numero di lanci di droni per continuare a colpire Israele e i Paesi del Golfo rientranti nel raggio d’azione di entrambi i sistemi d’arma.

nyt: proposta iraniana di collaborazione con oman per pedaggi a hormuz

Secondo il New York Times, l’Iran avrebbe ipotizzato una collaborazione con l’Oman per imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. L’Oman è indicato come alleato degli Stati Uniti nel Golfo.

Da quando Stati Uniti e Israele avrebbero avviato la guerra contro l’Iran alla fine di febbraio, il traffico commerciale nella zona sarebbe sceso drasticamente, arrivando a un quasi completo arresto. Le conseguenze verrebbero descritte in termini di impatto sull’economia globale e sui prezzi dell’energia.

In merito alla posizione americana, Trump avrebbe dichiarato che Hormuz è una via navigabile internazionale e che gli Stati Uniti non vogliono pedaggi.

nomi citati

  • Donald Trump
  • Teheran
  • New York Times
  • Bloomberg
  • Tass
  • CNN
  • Oman
  • Israele

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