Infiltrazioni in classe e nota disciplinare: cosa è successo e perché
Un semplice scatto diventato simbolo di una denuncia: una fotografia inviata per segnalare infiltrazioni d’acqua dal soffitto dell’aula ha innescato un procedimento disciplinare a carico di uno studente quindicenne frequentante l’istituto “Pertini” di Pordenone. Il caso, giunto fino a coinvolgere la presidenza, sta alimentando uno scontro tra la dirigente scolastica e la famiglia del ragazzo, con l’intervento di rappresentanti dei lavoratori e un fronte di solidarietà che si è allargato tra compagni e insegnanti.
procedimento disciplinare per uno studente dell’istituto pertini di pordenone
Lo studente ha ricevuto una nota nel registro elettronico, collegata a un insieme di contestazioni legate alle modalità con cui sarebbe stata documentata la situazione in aula. Secondo quanto ricostruito, il procedimento è stato avviato dopo che lo studente avrebbe scattato una fotografia usando il cellulare durante la lezione, elemento indicato come dispositivo vietato. La vicenda potrebbe essere valutata dal consiglio di classe.
cellulare durante la lezione e contestazioni disciplinari
Tra le motivazioni del provvedimento disciplinare figurerebbero anche la diffusione delle immagini senza autorizzazione e il mancato coinvolgimento delle figure interne preposte alla segnalazione del problema. La contestazione assume quindi due dimensioni: il rispetto delle regole durante l’attività didattica e la gestione delle modalità di comunicazione della criticità.
diffida alla preside e scontro tra dirigente e famiglia
La risposta della famiglia non si è limitata alle comunicazioni interne: il padre del ragazzo ha inviato una diffida nei confronti della dirigente scolastica, alimentando uno scontro formale con la presidenza. Con l’inoltro della richiesta, l’attenzione si è spostata anche sul merito della ricostruzione, con l’intenzione di proseguire nella contestazione della linea adottata.
la contestazione del padre: tablet invece del cellulare
Il padre ha dichiarato che il figlio avrebbe utilizzato un tablet e non un telefono cellulare. La famiglia sostiene, inoltre, che alla presidenza sarebbe già giunta una prima diffida, mentre i genitori intendono continuare l’azione intrapresa.
risposta della dirigente scolastica attraverso l’assenza di commenti
La dirigente Alessandra Rosset non ha rilasciato dichiarazioni nel merito, affermando di non fornire commenti a seguito di richieste rivolte da mezzi di informazione non collegati a un ruolo istituzionale. Ha inoltre precisato di considerarsi un pubblico ufficiale e di ritenere non dovuto l’intervento in quel contesto. Anche alle dichiarazioni di un rappresentante dei lavoratori, la preside ha scelto di non replicare ulteriormente.
intervento dei rappresentanti dei lavoratori e confronto con lo studente
Accanto alla famiglia, si è schierato Antonio Sorella, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dell’istituto e parte sindacale. Il rappresentante ha dichiarato di aver voluto ascoltare il giovane e di essersi attivato tramite un confronto finalizzato a evitare che lo studente potesse sentirsi intimidito.
confronto a porte chiuse e richiesta di scuse
Secondo quanto riportato, l’incontro si è svolto a porte chiuse. Sorella ha riferito di aver chiesto un dialogo in un contesto protetto, sottolineando che lo studente non avrebbe dovuto percepire l’interazione come una forma di pressione. Nel racconto del rappresentante, sarebbe emersa anche la volontà di orientare la gestione della vicenda verso un gesto positivo: l’idea di dare un premio anziché una nota avrebbe preceduto le scuse formulate al padre.
solidarietà di flc cgil e richiesta di segnalazioni riservate
La posizione a favore del ragazzo è stata ribadita da Giuseppe Mancaniello, segretario della Flc Cgil di Pordenone. Le dichiarazioni riportano una forma di solidarietà piena verso lo studente, descritto come autore di un’azione finalizzata a mettere in evidenza una problematica che riguarderebbe la salute di tutti. Mancaniello ha affermato che, a suo avviso, lo studente non avrebbe violato nulla e che si dovrebbe guardare alla finalità della segnalazione. L’esponente sindacale ha inoltre invitato a segnalare situazioni problematiche presenti nelle scuole, anche in forma riservata.
solidarietà tra compagni e insegnanti
Al di là delle posizioni istituzionali e sindacali, si è registrata una forte convergenza sul gesto dello studente. La solidarietà, oltre a coinvolgere molti compagni di scuola, risulta condivisa anche da numerosi insegnanti, che avrebbero apprezzato l’iniziativa legata alla denuncia della situazione in aula.
figure coinvolte nella vicenda
La vicenda vede protagonisti più soggetti direttamente citati nelle ricostruzioni:
- Alessandra Rosset, preside
- Antonio Sorella, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
- Giuseppe Mancaniello, segretario Flc Cgil di Pordenone
- studente quindicenne, autore dello scatto e destinatario della nota sul registro elettronico
- padre dello studente, autore della diffida e portavoce della contestazione sulla modalità di utilizzo del dispositivo
