Industria manifatturiera italiana 2026 stabile: intesa e prometeia stimano 1.168 miliardi di fatturato
L’industria manifatturiera italiana si prepara a chiudere il 2026 con un quadro economico nel complesso stabile, sostenuto da investimenti interni e da una dinamica commerciale estera solo parzialmente positiva. La valutazione sullo stato di salute del settore arriva da Intesa Sanpaolo e Prometeia, con un’attenzione particolare alle ricadute del contesto geopolitico e ai riflessi sui prezzi di energia e materie prime.
fatturato manifatturiero italiano 2026: valore complessivo e scenario a prezzi costanti
Per il 2026 il manifatturiero italiano registra un fatturato complessivo stimato a 1.168 miliardi di euro. I dati considerano come elemento centrale la capacità dei mercati di assorbire gli shock legati a variabili geopolitiche, pur in presenza di fasi di incertezza. Nei primi mesi dell’anno si osserva una forte variabilità delle condizioni operative su scala globale, collegata al conflitto in Medio Oriente e alle sue ripercussioni sulle prospettive economiche.
Il miglioramento atteso nella seconda parte del 2026 viene descritto come insufficiente per riportare il settore su un percorso di crescita sostenuta. L’obiettivo realistico indicato dall’analisi è una stabilizzazione del fatturato sui livelli del 2025, assumendo prezzi costanti.
fatturato a prezzi correnti 2026: inflazione legata al conflitto e crescita nominale
A prezzi correnti, il quadro cambia per effetto delle tensioni inflazionistiche connesse al conflitto. Le nuove pressioni si traducono in un incremento moderato del fatturato nominale: +3,8%. Ne deriva un giro d’affari complessivo 2026 pari a 1.168 miliardi di euro, valore già in linea con la cifra complessiva stimata per l’anno.
domanda interna e investimenti: il motore principale del 2026
Il sostegno principale al settore manifatturiero nel 2026 viene attribuito al mercato interno, con un ruolo decisivo dal lato degli investimenti. La traiettoria prevista mantiene un profilo espansivo grazie a un insieme di fattori, tra cui gli incentivi fiscali e la fase conclusiva del Pnrr. In questo modo, la domanda interna agisce da elemento di continuità e limita l’impatto delle oscillazioni dello scenario internazionale.
esportazioni manifatturiere 2026: crescita presente ma effetti depotenziati
Le esportazioni contribuiscono alla dinamica complessiva, ma con un’incidenza depotenziata rispetto alle condizioni migliori, a causa della crisi mediorientale e di altri fattori, tra cui la politica commerciale americana. Il risultato atteso è una crescita dell’export con ritmi moderati.
export per settori: crescita a tassi contenuti
Nel dettaglio, i settori con performance sopra i valori medi del manifatturiero includono:
- elettrotecnica: +2,6% a prezzi costanti
- elettronica: +1,1%
- meccanica: +0,7%
In crescita sopra la media risultano anche alcune componenti del largo consumo, con la cosmesi tra i principali traini. Ulteriore impulso è previsto per settori più tradizionali del Made in Italy, come mobili e alimentare e bevande.
prospettive 2027-2030: sentiero di crescita moderata e ruolo della transizione
Nel quadriennio 2027-30 le stime indicano una crescita del fatturato manifatturiero su un sentiero moderato, pari a circa 1% medio annuo a prezzi costanti. La crescita viene considerata in linea con un contesto che dovrebbe migliorare, ma senza trasformarsi in un salto strutturale immediato.
settori con dinamismo atteso nel periodo 2027-30
Le aree descritte come più dinamiche includono:
- farmaceutica: +2,5% medio annuo
- largo consumo: +1,4% medio annuo, con la cosmesi tra i segmenti rilevanti
- elettronica: +1,9% medio annuo
- meccanica: +1,5% medio annuo
- elettrotecnica: +1,3% medio annuo
Le prospettive risultano collegate alla spinta della doppia transizione. Nel quadro indicato rientra inoltre la potenziale fase di ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dal conflitto e la riorganizzazione delle filiere più esposte alle tensioni geopolitiche.
Gregorio De Felice
