I 5 migliori film d’animazione dell’ultimo decennio: la classifica imperdibile
Negli ultimi dieci anni il cinema d’animazione ha cambiato pelle: non si limita più a intrattenere, né si concentra esclusivamente su un’estetica pensata per i più piccoli. L’animazione è diventata uno strumento capace di rendere credibili emozioni profonde, affrontare temi sociali e costruire storie capaci di parlare a pubblici diversi. In questo panorama, alcuni film hanno lasciato un segno grazie a una combinazione particolarmente riuscita tra qualità visiva, scrittura e impatto emotivo.
Tra i titoli che hanno definito il periodo spiccano opere che affrontano la memoria, la famiglia, la crescita personale e anche il rapporto con universi digitali o mondi fantastici. Ognuna di queste storie mostra come l’animazione possa trasformare il racconto in esperienza emotiva.
coco, il ricordo come forza centrale del racconto
Coco, uscito nel 2017, è un esempio emblematico di come l’animazione possa unire delicatezza e profondità. Il film Pixar trae ispirazione dalla tradizione messicana del Día de los Muertos e sviluppa una storia centrata su Miguel, che sogna di diventare musicista. Il suo percorso si scontra con il rifiuto della famiglia, trasformando quello che potrebbe diventare un conflitto generazionale in qualcosa di più articolato.
Il cuore dell’opera non risiede nel desiderio di ribellarsi, bensì nell’importanza della memoria. Il viaggio nel regno dei morti diventa una riflessione sul legame tra le generazioni e sulla necessità di non dimenticare chi ci ha preceduto. Ancora oggi, il film viene indicato come uno dei lavori più emozionanti realizzati dalla Pixar nell’ultimo decennio.
encanto, la famiglia come teatro di fragilità e aspettative
Encanto, arrivato nel 2021, si distingue per l’impostazione. Disney sceglie di allontanarsi dalla classica struttura dell’eroe contro il cattivo e concentra la narrazione sui rapporti familiari. La famiglia Madrigal vive in una casa magica immersa nelle montagne della Colombia, ma la perfezione visibile nasconde fragilità, aspettative e ferite rimaste senza una reale chiusura emotiva.
In questo contesto, Mirabel emerge come figura centrale: è l’unica a non possedere un potere speciale e diventa il simbolo di chi si sente fuori posto persino dentro la propria famiglia. Proprio questa condizione di “normalità” rende la protagonista particolarmente vicina al pubblico.
Il successo del film è legato anche alla colonna sonora, ma ciò che lo rende memorabile è la capacità di raccontare, con semplicità, il peso emotivo delle aspettative che gravano sui legami più stretti.
red, la crescita raccontata attraverso trasformazioni emotive
Red, pubblicato nel 2022, viene presentato come uno dei progetti più coraggiosi prodotti da Pixar negli ultimi anni. Diretto da Domee Shi, affronta il passaggio dall’infanzia all’adolescenza senza filtri e senza scorciatoie narrative.
La protagonista, Mei Lee, si trasforma in un gigantesco panda rosso ogni volta che perde il controllo delle proprie emozioni. L’idea surreale funziona come metafora diretta dei cambiamenti fisici ed emotivi tipici dell’adolescenza, rendendo visibile ciò che spesso è difficile esprimere con parole semplici.
Il film parla di amicizia, identità e rapporto con i genitori. La forza del racconto sta nella spontaneità: i momenti imbarazzanti e le vulnerabilità vengono mostrati senza giudicare i personaggi, mantenendo un tono diretto e autentico.
demon slayer: mugen train, il successo dell’anime tra dolore e sacrificio
Nel panorama dell’animazione contemporanea si colloca anche il fenomeno globale rappresentato da Demon Slayer: Mugen Train. Il film del 2020 ha ottenuto numeri impressionanti al botteghino mondiale, sottolineando la centralità dell’anime giapponese nell’industria cinematografica internazionale.
Il successo non deriva soltanto dalle scene d’azione animate dallo studio Ufotable. La storia mette al centro sacrificio, dolore e la forza di continuare ad andare avanti anche nei momenti più duri. In questo quadro, il personaggio di Rengoku è diventato iconico per milioni di spettatori.
Lo spettacolo visivo si accompagna a un racconto umano e drammatico, capace di colpire profondamente, superando le aspettative legate allo schema tipico di uno shōnen.
bella, belle di mamoru hosoda e il mondo virtuale “u”
Belle, diretto da Mamoru Hosoda, chiude la selezione con un approccio che mette in evidenza l’interesse del regista verso l’animazione giapponese. L’opera rilegge in chiave contemporanea la fiaba de La Bella e la Bestia, trasferendola in un gigantesco universo virtuale chiamato “U”.
Nel mondo digitale, la timida Suzu trova finalmente uno spazio per esprimersi attraverso la musica e diventa una cantante amatissima online. Il fascino del contesto virtuale apre però a una riflessione attuale su solitudine e difficoltà di comunicare nella vita reale.
Hosoda racconta internet senza idealizzarlo: può offrire libertà e connessione, ma anche amplificare crudeltà e isolamento. Belle colpisce soprattutto per la sensibilità emotiva e per un comparto visivo indicato come straordinario.
personaggi principali citati nei film
- Miguel (coco)
- Mirabel (encanto)
- Mei Lee (red)
- Rengoku (demon slayer: mugen train)
- Suzu (belle)


