Gruber guerra all’iran e violazioni del diritto internazionale gestite meglio

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Gruber guerra all’iran e violazioni del diritto internazionale gestite meglio

Nel corso di un acceso confronto televisivo a Otto e mezzo (La7), Lilli Gruber e Italo Bocchino, ex parlamentare del Pdl e direttore editoriale del Secolo d’Italia, si sono confrontati sulla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il tema ha acceso rapidamente il dibattito, intrecciando valutazioni sulla legittimità del conflitto, riferimenti al diritto internazionale e interpretazioni politiche legate alle posizioni del governo.

Bocchino ha avviato l’intervento sostenendo che “le guerre sono tutte brutte ma ci sono anche delle guerre giuste”. La giornalista ha interrotto subito il ragionamento, contestando la categoria utilizzata: la guerra contro l’Iran sarebbe una guerra giusta solo se rispettosa delle regole internazionali, osservazione a cui Gruber ha dato risposta negando tale compatibilità.

guerra tra stati uniti, israele e iran: scontro sul concetto di “guerre giuste”

Il dialogo si è concentrato fin dall’inizio sulla definizione di “guerra giusta”. Bocchino ha insistito sul fatto che esistano conflitti considerati legittimi, portando come esempio le guerre finalizzate a far cessare nazismo e fascismo. Secondo l’impostazione dell’ex deputato, la guerra contro l’Iran sarebbe rientrata in quella logica se l’obiettivo fosse stato fermare un regime e liberare la popolazione, ma il punto decisivo, nella sua tesi, sarebbe stato l’esito della gestione: “gestita coi piedi”, con un’impostazione quindi giudicata fallace.

La replica di Gruber è arrivata con decisione, ribaltando la premessa: la guerra all’Iran, nella sua lettura, non sarebbe stata comunque giusta perché risulterebbe contraria a tutte le regole del diritto internazionale. Su questa linea, il confronto ha trovato un nodo centrale: non soltanto la finalità dichiarata, ma il rispetto delle condizioni giuridiche e dei limiti posti dalla cornice internazionale.

linea del governo e dichiarazioni politiche: il nodo trump e la critica alla meloni

Il dibattito si è poi animato quando Bocchino ha introdotto un riferimento alla gestione politica del tema, sostenendo che Trump avrebbe commesso “una grande fesseria” e che Meloni lo avrebbe criticato. La conduttrice ha corretto immediatamente la ricostruzione, affermando che, per come veniva riportata la posizione, la Meloni avrebbe dichiarato di non condannarecondividere la guerra contro l’Iran.

Questo passaggio ha spostato il confronto dall’interpretazione giuridica alla lettura delle posizioni politiche, rendendo più evidente lo scontro tra ricostruzioni e sottolineando, per Gruber, la necessità di distinguere attentamente affermazioni e contenuti effettivi delle dichiarazioni.

basi e contesti: sigonella, siria e operazioni contro l’is is

Bocchino ha rilanciato poi sul tema delle basi, richiamando un confronto tra scelte e autorizzazioni legate a Sigonella. L’ex deputato ha sostenuto che la questione sarebbe stata presentata in modo non coerente, evidenziando che, a suo dire, nella prima dichiarazione non sarebbe stata fornita la base relativa a Sigonella.

Nella ricostruzione offerta, i governi Conte e Gentiloni avrebbero invece dato basi italiane per andare a bombardare la Siria. Di contro, sempre secondo Bocchino, Meloni sarebbe stata molto dura e più rigorosa della sinistra.

risposta di lilli gruber: paragone non regge per natura, rischi e basi giuridiche

La conduttrice ha chiuso rapidamente la sovrapposizione tra casi diversi, affermando che il paragone non sarebbe sostenibile. Nella sua lettura, la campagna di bombardamenti israelo-americana sarebbe un’operazione contro uno Stato sovrano come l’Iran, caratterizzata da alto rischio e da una condotta fuori dalle regole del diritto internazionale. La struttura del ragionamento di Gruber insiste quindi sulla differenza tra i contesti.

Per contro, Gruber ha richiamato quanto accadde con i governi Conte e Gentiloni, quando l’Italia autorizzò l’uso di Sigonella per operazioni antiterrorismo contro l’Isis. In quel scenario, secondo quanto indicato nel confronto, l’azione avvenne nel quadro di una coalizione internazionale e fu rivolta contro un gruppo jihadista non statuale.

La conclusione della giornalista ha ribadito che si trattava di situazioni con natura, rischi e basi giuridiche differenti, con implicazioni sostanziali sulla valutazione della legittimità di ogni intervento.

protagonisti del confronto

Nel confronto televisivo sono intervenuti:

  • Lilli Gruber
  • Italo Bocchino

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