Grande coalizione Merz già col fiato corto: risse tra ministri, sondaggi in calo ed economia bloccata con caro

• Pubblicato il • 6 min
Grande coalizione Merz già col fiato corto: risse tra ministri, sondaggi in calo ed economia bloccata con caro

Il governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz affronta un forte arretramento di consensi dopo circa un anno in carica. I dati dei sondaggi indicano un livello di soddisfazione molto basso e una percezione diffusa di risultati insufficienti, alimentata da criticità economiche, ritardi su infrastrutture e politiche sociali sotto pressione. Sullo sfondo, una coalizione parlamentare considerata fragile per dinamiche interne e margine ristretto, mentre l’opposizione guadagna terreno e trasforma le promesse in nuovi motivi di scontro.

sondaggi e calo di fiducia sul governo merz

Secondo Deutschlandtrend, solo il 15% si dichiara soddisfatto dell’operato del governo, mentre il 45% esprime un giudizio poco positivo e il 39% indica totale insoddisfazione. La dinamica risulta simile a quella che aveva preceduto la caduta della coalizione precedente.

La valutazione complessiva investe trasversalmente i partiti: la Cdu ottiene un 75% di giudizi negativi, la Csu raggiunge il 71% e la Spd arriva all’83% del campione. La narrazione politica è segnata dal contrasto tra le aspettative di “cambiamento” e la mancata ripresa economica.

coalizione cdu-csu-spd e promessa di “cambiamento di rotta”

Il contratto di coalizione tra Cdu-Csu e Spd recava il titolo “Responsabilità per la Germania”. Al centro figuravano un cambiamento di rotta e soprattutto l’obiettivo di rafforzare l’economia.

Nel giudizio pubblico pesano elementi specifici: mancata ripresa economica, ritardi nel rinnovo delle infrastrutture, tagli allo stato sociale e uno stile di governo descritto come poco calibrato, con esternazioni ritenute non sempre abbastanza ponderate.

La coalizione regge su una maggioranza parlamentare di appena 26 voti, indicata come ristretta e soggetta a frizioni. In questo contesto, l’ipotesi di un governo monocolore di minoranza viene presentata come scenario ad alto rischio di fallimento.

tasse sugli extraprofitti e scontro tra spd e cdu/csu

La ministra dell’Economia Katherina Reiche (Cdu) si schiera con decisione contro le proposte del vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil (Spd) relative a una tassa sugli extraprofitti. La posizione viene motivata con l’accusa rivolata al partner: le proposte sarebbero costose, inefficaci e costituzionalmente discutibili.

pressioni interne e rielezione a capogruppo

Le critiche interne, collegate anche al dibattito su una possibile successione, vengono richiamate in relazione alla rielezione a capogruppo di Jens Spahn. L’evento è indicato come un passaggio che molti osservatori collegano a ambizioni di succedere a Merz.

attacco frontale in tv e dibattito sulla stabilità di coalizione

Merz ha inoltre collegato la retorica pubblica alla stabilità del governo. Nel talk televisivo su tv pubblica Ard condotto da Caren Miosga, il cancelliere afferma che “i compromessi non sono una strada a senso unico”. La frase viene collocata in una sequenza di tensioni ravvicinate, dopo la dichiarazione di Klingbeil relativa alla responsabilità politica e in un momento in cui il Consiglio dei ministri aveva approvato le cifre chiave del bilancio 2027.

Secondo quanto riportato, Merz ribadisce anche la consapevolezza della responsabilità nel garantire che la coalizione sia stabile, mentre l’attacco verso la Spd viene descritto come incauto e temporizzato a ridosso dei passaggi ufficiali.

opposizione in crescita: afd e verde contro meri

L’insoddisfazione verso la coalizione si traduce in un recupero dell’opposizione. La AfD si posiziona in netto vantaggio rispetto alla Cdu nei sondaggi e arriva a intaccare anche l’elettorato della Spd, presentandosi come “nuovo partito dei lavoratori”.

Le critiche dei Verdi puntano sulla difficoltà del cancelliere nel spiegarsi con precisione. I Verdi richiamano accuse secondo cui Merz non lavorerebbe a sufficienza e riferiscono anche a moniti riguardanti il sistema pensionistico obbligatorio descritto come “tutt’al più una rete di sicurezza di base”.

voto con af d e bocciatura al primo turno

Merz viene indicato come protagonista di un passaggio considerato determinante: in qualità di capo dell’opposizione aveva accettato il voto della AfD per far passare un inasprimento sull’immigrazione. Per questo motivo viene riferito che Merz fu bocciato al primo turno. Per rendere possibile una nuova votazione nello stesso giorno, Verdi e Linke avrebbero dovuto accorciare i termini.

promesse mantenute: investimenti, migrazione e pensioni

Accanto alle critiche, vengono elencati anche risultati attribuiti al governo. Sono stati varati rapidamente un “incentivo agli investimenti” e un inasprimento della politica migratoria.

In ambito pensionistico si segnala la capacità di stabilizzare il livello delle pensioni. Il “reddito di cittadinanza” (Bürgergeld) è stato sostituito dal sistema di “Sicurezza di base” (Grundsicherung), mantenendo così una promessa elettorale chiave di Cdu/Csu.

riforma della leva e strategia di difesa

Nel quadro delle misure annunciate, si cita l’avvio della riforma della leva e l’introduzione di una nuova strategia di difesa.

riforma della sanità e promessa di risparmi

La coalizione avrebbe anche licenziato una riforma della sanità volta a promettere consistenti risparmi, pur restando da acquisire il passaggio parlamentare: la proposta deve infatti ancora passare il voto al Bundestag.

riforma del lavoro come riferimento storico

Tra spinta alle riforme e loro accettazione emerge una distanza significativa, richiamata tramite l’esempio della riforma del lavoro del 2010 del socialdemocratico Gerhard Schröder.

economia, prezzi dell’energia e gestione della migrazione sotto pressione

Molti cittadini attribuiscono al governo la responsabilità della stagnazione economica e degli elevati prezzi dell’energia. Ne deriva una scarsa fiducia nella capacità della coalizione di individuare una via d’uscita dalla crisi.

Per quanto riguarda i flussi migratori, vengono indicati segnali di diminuzione. Restano però aspettative contrastanti sulla capacità di gestire efficacemente il fenomeno.

Ai risultati percepiti come limitati si affianca anche lo scivolone relativo alla mancata nomina a giudice della Corte costituzionale della giurista Frauke Brosius-Gersdorf, proposta dalla Spd.

riforme ancora in sospeso e clima elettorale in sassonia-anhalt

Le riforme considerate più importanti risultano ancora in sospeso. Tra queste vengono citate: riforme delle pensioni, interventi sul welfare state, l’assistenza di lungo degenza e la riforma delle imposte sul reddito. La prospettiva è associata anche a possibili scontri politici.

In parallelo, l’autunno viene descritto come stagione di elezioni locali complesse, in particolare in Sassonia-Anhalt. Nella cornice politica, la Cdu cerca di mantenere il controllo del governo mentre la Spd punta a rientrare nel parlamento regionale. Si sottolinea inoltre la possibilità di una maggioranza AfD, scenario che renderebbe ancora più cruciale il successo delle riforme.

avvertimento csu: “ultima cartuccia della democrazia”

Il leader della Csu, Markus Söder, mette in guardia da un fallimento dei partner, definendo il possibile esito come “l’ultima cartuccia della democrazia” per il loro governo.

personalità citate nella dinamica politica

  • Friedrich Merz
  • Katherina Reiche
  • Lars Klingbeil
  • Jens Spahn
  • Caren Miosga
  • Markus Söder
  • Gerhard Schröder
  • Frauke Brosius-Gersdorf
Un anno di governo Merz? La grande coalizione è già col fiatone: risse tra ministri e sondaggi in picchiata

Per te