Gordon craig teatro e fascismo: il libro di gabriele sofia svela il lato oscuro

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Gordon craig teatro e fascismo: il libro di gabriele sofia svela il lato oscuro

Il teatro non vive solo di spettacoli, testi e successi: si alimenta anche di scelte, relazioni, pause forzate, progetti interrotti e dimensioni meno visibili che ne determinano davvero la traiettoria. Le parole di chiusura del libro Il sipario è la nostra bandiera di Gabriele Sofia tracciano una direzione metodologica precisa, invitando a cercare nel teatro tracce sommerse e a osservare l’intreccio di fattori che guidano opere, collaborazioni e azioni dentro contesti storici complessi.

storia intima del teatro: metodo e sguardo sul “continente sommerso”

La proposta centrale consiste nell’esplorazione della storia intima del teatro, intesa come ricerca di elementi spesso non portati in superficie: progetti irrealizzati, idee inattuabili, strade interrotte, ambizioni troppo grandi e posizioni scomode. Questo modo di impostare lo studio comporta una consapevolezza fondamentale: l’operazione di ricostruzione risulta sempre parziale, perché si muove entro confini complessi e difficili da delimitare con precisione.

All’interno di questo quadro, il libro si inserisce in un dibattito più ampio sulla storiografia teatrale italiana, che nel tempo ha seguito traiettorie distinte. Da una parte, si è affermata una linea che privilegia la storia di testi e messinscene, secondo un modello riconducibile ai trattati e alle dinamiche di “battaglie” storiche. Dall’altra, si è sviluppata una prospettiva che sposta l’attenzione dai prodotti al processo: dal testo ai contesti, dallo spettacolo al fatto teatrale, con focus su ambienti, relazioni e collaborazioni tra uomini di teatro e figure connessi ai medesimi mondi.

malattia ambientale e necessità di una storia globale

Pur nella rilevanza delle due linee interpretative, resta attivo un monito riguardante il rischio del settorialismo. In un riferimento a lungo discusso, viene richiamata una critica secondo cui lo storico del teatro può dimenticare che ogni storia particolare dovrebbe essere coltivata come storia globale, entro confini che spesso risultano poco delimitabili.

Dentro questa esigenza di sguardo più ampio si colloca anche l’idea, associata allo studioso Claudio Meldolesi, dell’importanza di considerare la dimensione intima del teatro, con particolare riferimento allo studio dell’attore. La motivazione è collegata alla possibilità di osservare l’opera come accesso alla persona, attraverso materiali come lettere, diari e scritti vari. La ricerca di un “contatto” con un’arte percepita come misteriosa trova in tali fonti luoghi di disvelamento, più che in altre pratiche documentarie.

storia sotterranea: andare oltre la superficie

Il senso della “storia intima” del teatro viene collegato anche a un’esortazione rivolta agli studiosi, che invita a occuparsi della storia sotterranea. L’obiettivo è superare l’aspetto brillante ma spesso ingannevole di teorie e opere, per raggiungere ciò che si muove sotto la superficie: ciò che orienta davvero scelte, energie e conflitti culturali.

Gordon Craig nel volume: protagonismo assoluto tra privato e pubblico

Nel libro, Gordon Craig è indicato come figura centrale: nonostante l’inglese sia collocato nel sottotitolo, la narrazione ruota attorno a lui come protagonista. L’attenzione non si limita all’elaboratore di celebri visioni teatrali né alle sue posizioni teoriche più note, incluse quelle legate alla Ȕber-marionette, né alle sue scelte spettacolari, né alle soluzioni scenotecniche presentate attraverso gli screens. L’interesse dello studio si concentra su un arco temporale che va dai mesi e dagli anni immediatamente precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale fino all’avvento dei totalitarismi.

La lente di Sofia mette a fuoco due snodi principali: da un lato, la scuola fiorentina dell’Arena Goldoni, aperta per un solo anno tra 1913 e 1914 a causa della guerra; dall’altro, l’impresa di lunga durata The Mask, attiva dal 1907 al 1930, considerata una delle più importanti riviste teatrali del secolo scorso.

scuola fiorentina e rivista The Mask: due centri di ricerca

Questi due elementi consentono di costruire i quattro capitoli del volume. L’impianto narrativo permette di far emergere un Craig in cui convivono una sfera privata e una sfera pubblica, con giudizi non univoci sul suo ruolo e sulle conseguenze delle sue posizioni.

Tra i passaggi descritti, emergono nodi legati ai rapporti con le donne, caratterizzati da misoginia, maschilismo e sfruttamento. In tale contesto viene citata Dorothy Nevile Lees, indicata come anima di The Mask per l’intera durata della sua esistenza, e al contempo presentata con un legame personale: amante e madre di uno dei suoi numerosi figli.

Craig e il fascismo: infatuazione e rispecchiamento nel capo

Un altro asse tematico riguarda la lunga infatuazione di Craig per il fascismo, e soprattutto per il Duce. Il libro sottolinea come la figura del capo venga vista come carismatica e come in essa Craig trovasse un rispecchiamento evidente.

Yvette Guilbert e l’epistolario: relazioni e corrispondenze

Accanto ai nodi più conflittuali, viene descritto un capitolo dedicato a un rapporto con la grande chanteuse francese Yvette Guilbert, presentato come rispettoso e paritario. Completa il quadro un capitolo sugli scambi epistolari tra Craig e alcuni allievi e collaboratori legati alla scuola fiorentina, figure che finiscono nel fango delle trincee di mezza Europa.

dedizione e obbedienza assolute: conflitto tra principi e carneficina

Nel bilancio complessivo viene riconosciuta la forza narrativa di uno dei capitoli, definito come particolarmente avvincente e capace di far emergere nodi problematici. Il punto di attrito riguarda le visioni dei maestri del primo Novecento, illuminate dalla brutalità della carneficina in corso.

Uno degli snodi indicati riguarda la dedizione e l’obbedienza assolute, richieste come principi non negoziabili e sostenute anche a costo di sacrifici personali. Il principio viene associato da Craig a Copeau e ad altri registi, presentandolo come legato all’Arte e alla Creazione.

Il libro mette in evidenza la frattura con quanto gli attori giovani, una volta al fronte, finiscono per considerare: quei principi, scoperto il loro impiego per giustificare la distruzione di un Continente e il massacro di un’intera generazione, vengono messi in discussione.

personaggi, ospiti e figure citate

  • Gabriele Sofia
  • Claudio Meldolesi
  • Eugenio Barba
  • Gordon Craig
  • Dorothy Nevile Lees
  • Yvette Guilbert
  • Mirella Schino
  • Copeau
Gordon Craig, teatro e fascismo: il libro di Gabriele Sofia ne svela il lato oscuro

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