Gomme non scadono il test che smonta il mito della durata
I pneumatici non hanno una data di scadenza fissata e le condizioni di conservazione incidono in modo decisivo su durata e prestazioni. A mettere in evidenza questo punto sono le prove condotte da Assogomma, associazione di Confindustria che rappresenta i comparti gomma, cavi elettrici e affini, realizzate sul circuito di Varano de’ Melegari. L’obiettivo è stato chiarire, con misurazioni concrete, quanto contino corretto gonfiaggio, stoccaggio e stato effettivo del battistrada, superando alcuni luoghi comuni legati all’età degli pneumatici.
pneumatici senza scadenza fissa: conta soprattutto la conservazione
Secondo quanto emerso dalle prove, la qualità e l’affidabilità degli pneumatici dipendono meno da una presunta “scadenza” temporale e più da come vengono gestiti nel tempo. In particolare, diventa fondamentale evitare che i pneumatici subiscano condizioni che ne alterano le caratteristiche.
stoccaggio corretto: agenti atmosferici, sbalzi termici e fonti di stress
Il punto critico riguarda gli pneumatici con una certa anzianità di servizio: la differenza può emergere quando non sono stati protetti dagli agenti esterni. La conservazione corretta richiede che le gomme non siano esposte a sole e acqua, non siano soggette a sbalzi termici, siano mantenute lontane da frigoriferi e condutture elettriche e non vengano a contatto con lubrificanti e combustibili. Anche la sistemazione fisica in magazzino è rilevante: lo stoccaggio deve preferibilmente avvenire in verticale oppure “a ciambella”, con l’indicazione di evitare altezze superiori a 1 metro e 20 centimetri.
corretto gonfiaggio degli pneumatici: sicurezza ed economia
Le prove su Varano de’ Melegari hanno confermato la necessità di un gonfiaggio corretto. L’aspetto non riguarda soltanto la sicurezza, ma anche i costi d’esercizio.
pressione inferiore di 0,5 bar: impatto sui costi annui
Secondo i calcoli riportati da Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, su un’auto che percorre mediamente 15 chilometri per litro (circa 10.000 km annui), una pressione più bassa di 0,5 bar rispetto a quella indicata dal costruttore (del veicolo) può generare una spesa superflua compresa tra 350 e 400 euro. Nel test sul circuito, la differenza misurata è risultata tra il 12% e il 14,5%. Con il gasolio oltre due litri, il risparmio è descritto come significativo, in un contesto in cui il test è stato effettuato su un’Alfa Romeo con motore diesel.
pneumatici nuovi vs pneumatici datati: differenze misurate
Assogomma ha promosso l’iniziativa “Durata, consumo e prestazioni dei pneumatici (l’Accademia della Crusca ha sdoganato l’articolo, facciamo chiarezza!)” con l’intento di mettere a confronto dati e percezioni diffuse. L’approccio dichiarato è stato quello di fornire numeri a supporto delle valutazioni, partendo da un tema in particolare: la presunta superiorità prestazionale dei pneumatici freschi rispetto a quelli più vecchi.
test su asciutto e bagnato: differenze anche su fondo bagnato
Le prove hanno mostrato differenze tra pneumatici nuovi, definiti tra pochi mesi e meno di un anno di età, e pneumatici del 2023. Le differenze non sono emerse soltanto sull’asciutto, ma anche sul bagnato, indicando che l’anzianità del prodotto può incidere sulla resa in condizioni differenti.
prestazioni e asse di montaggio: gomme migliori dietro
Un ulteriore elemento riguarda l’ordine di montaggio. Indipendentemente dalla trazione, viene indicato che le gomme migliori vanno montate sull’asse posteriore. La logica esposta è legata alla dinamica del veicolo: l’auto viene “governata” davanti, mentre se interviene un problema sul posteriore, la correzione risulta tardiva.
usura e resa: condizioni specifiche possono cambiare il risultato
Gli esiti sul asciutto includono un’osservazione importante: in determinate condizioni ambientali e in circuito, dove la sicurezza del contesto è garantita, gli pneumatici usurati possono offrire una resa talvolta migliore rispetto a pneumatici con un battistrada considerato normale. Il significato attribuito a questa evidenza è soprattutto di attenzione allo stato delle gomme, specialmente in vista di lunghi viaggi e situazioni potenzialmente estreme, come caldo e forti temporali.
cosa emerge dai test: focus su stato reale e condizioni di utilizzo
Le prove descritte costruiscono un quadro coerente: non serve basarsi su un’idea di scadenza generica, perché contano conservazione, pressione corretta e stato effettivo dei pneumatici. La gestione corretta in magazzino e il mantenimento del gonfiaggio adeguato si collegano direttamente a sicurezza e costi, mentre le differenze tra pneumatici più recenti e quelli più datati vengono evidenziate con misurazioni su stradali e condizioni operative.
Fabio Bertolotti (Assogomma)
