Giallo di Pietracatella, procura chiede verifiche su ricerche alla ricina di madre e figlia: ultime notizie
Nel giallo di Pietracatella proseguono gli accertamenti con un passaggio decisivo sul fronte digitale. Venerdì mattina è fissata in Questura a Campobasso una convocazione dedicata alle attività della squadra informatica, alla presenza dei legali delle parti offese e degli indagati. L’obiettivo riguarda l’estrazione di contenuti da dispositivi informatici e di telecomunicazione sequestrati nei giorni scorsi presso l’abitazione di Pietracatella.
giallo di pietracatella e sco: estrazione dati da pc, tablet e telefonini
Gli investigatori intendono chiarire un punto centrale: se, cercando in rete notizie sulla ricina, siano state le stesse donne poi decedute, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia. Questa esigenza emerge dalla convocazione dei legali, prevista per venerdì mattina in Questura, quando saranno estratti i dati dai dispositivi prelevati dalla casa della famiglia Di Vita.
Gli accertamenti tecnici non ripetibili saranno eseguiti dal personale dello Sco, delegato dalla Procura di Larino. Le operazioni riguardano 7 dispositivi elettronici prelevati lo scorso 4 maggio presso l’abitazione della famiglia, tra i quali rientrano telefoni e computer, oltre a ulteriori strumenti digitali già acquisiti nelle settimane di indagine.
chi esegue le operazioni e quali tempi sono previsti
L’estrazione dei dati sarà condotta da personale dell’Anticrimine, incaricato di lavorare sui contenuti presenti negli apparati sequestrati. Al termine, lo Sco avrà a disposizione 60 giorni per consegnare il lavoro richiesto dalla Procura.
procura di larino: dati da estrarre per ricostruire collegamenti e navigazioni
La Procura indica in modo puntuale i contenuti da ricavare dai singoli apparati, con finalità investigative legate a relazioni, legami e attività online. In particolare, viene richiesto di estrapolare da ciascun dispositivo dati utili a ricostruire eventuali rapporti, relazioni e legami riconducibili alle navigazioni internet che potrebbero essere state finalizzate a procurarsi ricina, includendo anche la posizione di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.
chat e contenuti sulle patologie connesse alla ricina
Un ulteriore punto riguarda l’analisi di eventuali chat intercorse tra mamma e figlia, con contenuti inerenti la patologia da ricina. La richiesta si concentra sull’estrazione di conversazioni e materiali digitali che possano risultare pertinenti alla ricostruzione di fatti e circostanze.
rapporti con familiari, parenti e amici e materiali su eventuali sofferenze
Oltre alle tracce relative a ricerche online e conversazioni, la Procura chiede di acquisire anche i dati che permettano di ricostruire i rapporti con familiari, parenti e amici. L’individuazione delle persone coinvolte mira ad accertare elementi utili a ricostruire abitudini di vita e rapporti interpersonali delle vittime.
La richiesta include anche l’estrapolazione di informazioni sulla presenza di documenti, note, pagine di diario e missive che possano riguardare eventuali patologie sofferte dalle vittime e non conosciute.
personaggi al centro degli accertamenti
Le attività richieste dalla Procura e gli approfondimenti relativi alle ricerche online chiamano in causa i nominativi legati alle vittime.
- Antonella Di Ielsi
- Sara Di Vita