Garlasco ricorsi di stasi respinti ora si apre la revisione

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Garlasco ricorsi di stasi respinti ora si apre la revisione

Il caso giudiziario legato all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, entra in una fase potenzialmente decisiva per la posizione di Alberto Stasi. Dopo una sequenza di pronunce e tentativi di impugnazione che non hanno scalfito la condanna definitiva, la procura di Pavia avvia un nuovo capitolo investigativo. Al centro dell’attenzione ora compare Andrea Sempio, iscritto nel registro degli indagati, mentre il procedimento di revisione richiesto dalla difesa resta ancorato a presupposti specifici e rigorosi.

condanna definitiva di alberto stasi e tentativi di revisione respinti

La strada giudiziaria successiva alla condanna definitiva è stata descritta come lunga, articolata e costellata di esiti negativi. In più occasioni la difesa ha provato a rimettere in discussione l’impianto accusatorio, attraversando gradi di giudizio e strumenti di impugnazione straordinaria, senza riuscire a cambiare l’esito per l’omicidio di Chiara Poggi.

dinamiche processuali: dal fermo alle assoluzioni ribaltate

Dopo l’avviso di garanzia notificato a Stasi due giorni dopo il funerale della fidanzata, le indagini si sono concentrate su di lui. Sono stati indicati perquisizioni, sequestri e il ritrovamento di tracce biologiche, con un fermo per omicidio volontario che non è stato convalidato per insufficienza di prove. La vicenda è poi proseguita in un lungo percorso processuale segnato da due assoluzioni, nel 2009 davanti al gup e nel 2011 davanti all’Assise, entrambe poi ribaltate fino alla condanna definitiva a 16 anni pronunciata nel dicembre 2014.

ricorso straordinario in cassazione per presunto errore di fatto

Nel 2017 la difesa ha presentato un ricorso straordinario in Cassazione, sostenendo un presunto errore di fatto. La tesi indicata dai legali riguardava il fatto che, secondo loro, la condanna in appello sarebbe maturata senza l’audizione di alcuni testimoni, in violazione di principi del giusto processo richiamati anche a livello europeo. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che non si trattava di un errore percettivo, bensì di una questione già giuridicamente affrontata nei gradi ordinari. La decisione ha richiamato anche profili di inammissibilità formale, collegati alla procura speciale.

revisione del processo: nuovi elementi giudicati non decisivi

Un secondo tentativo ha riguardato la revisione tra il 2020 e il 2021, con l’indicazione di cinque presunti nuovi elementi ritenuti, dalla difesa, decisivi per scardinare l’impianto accusatorio. Tra questi sono stati citati due aspetti: le impronte sul dispenser del sapone, interpretate come prova del fatto che l’oggetto non sarebbe stato pulito dall’aggressore, e il ritrovamento di capelli nel lavandino, ritenuto incompatibile con un’azione di lavaggio finalizzata a cancellare tracce ematiche.

La risposta dei giudici è stata descritta come netta: la Corte d’Appello di Brescia e poi la Cassazione hanno respinto l’istanza. Le impronte venivano considerate già note, i capelli non avrebbero escluso un’azione di pulizia e, soprattutto, il quadro complessivo restava tale da mantenere la tenuta dell’insieme indiziario. È stata inoltre confermata la compatibilità temporale tra l’omicidio e l’alibi informatico di Stasi: una finestra di circa 23 minuti sarebbe stata sufficiente, secondo le ricostruzioni, per commettere il delitto e rientrare a casa. Il marzo 2021 è indicato come il momento di un altro no definitivo alla revisione.

ricorso alla corte europea dei diritti dell’uomo

Un ulteriore tentativo è stato presentato sul piano sovranazionale davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Anche in quel passaggio la difesa ha sostenuto la mancata riassunzione di alcune testimonianze nel giudizio d’appello che portò alla condanna. La Corte di Strasburgo ha però dichiarato il ricorso irricevibile come manifestamente infondato, affermando che l’intero processo è stato equo. Nelle motivazioni si evidenziava che la condanna non si sarebbe basata su una rivalutazione della credibilità dei testimoni, bensì su nuovi elementi probatori di natura scientifica e indiziaria, inclusi i riscontri sul Dna e altre verifiche tecniche. Tra queste si cita che l’assassino avrebbe lasciato impronte nel sangue indossando scarpe taglia 42, misura ricondotta alle calzature di Stasi e distinta da quella indicata per Andrea Sempio.

nuova inchiesta e cambio di scenario con andrea sempio indagato

Nel quadro attuale, il resoconto dei tentativi già esperiti dalla difesa di Stasi descrive esiti tutti negativi: ricorso straordinario, revisione e giudizio europeo. Questo insieme viene presentato come un fattore che rafforza, secondo i giudici, la solidità del materiale probatorio: conoscenza dei luoghi da parte dell’imputato, incongruenze nel racconto legate al ritrovamento del corpo, tracce biologiche sugli oggetti e ricostruzione temporale ritenuta compatibile con l’azione omicidiaria.

Parallelamente, viene riportato che Stasi sta scontando la pena in regime di semilibertà, lavorando all’esterno del carcere, con indicazione che il completamento della pena potrebbe avvenire nei prossimi anni. Sul piano processuale, l’impianto finora ricostruito appare ormai definito, dal momento che le strade percorse non hanno prodotto un esito favorevole.

procura di pavia e iscrizione di andrea sempio: riapertura del fronte difensivo

La svolta descritta riguarda la riapertura dell’inchiesta da parte della Procura di Pavia e l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio. Il passaggio viene accompagnato da una reazione della difesa, che sostiene da anni l’estraneità di Stasi ai fatti. Viene inoltre specificato che, quando la procura ha indagato Sempio oltre un anno prima, il delitto era contestato in concorso con ignoti o con Stasi; oggi, invece, il capo di imputazione indicherebbe solo Sempio come soggetto sulla scena del crimine del 13 agosto 2007.

La difesa, secondo quanto riportato, ha annunciato l’intenzione di analizzare gli atti dopo il deposito. È indicato che si avvicina il momento della chiusura delle indagini sul 38enne da parte della procura di Pavia e che, una volta depositati gli atti, l’ex bocconiano potrà leggere su cosa si basa la convinzione degli inquirenti secondo cui l’allora 18enne amico di Marco Poggi avrebbe infierito sulla 26enne.

richiesta di revisione: condizioni previste e avvio dei passaggi

Nel testo è presente la conferma di una richiesta di revisione annunciata. Per ottenere la revisione vengono indicati presupposti specifici: sopravvenienza o scoperta di nuove prove in grado di dimostrare l’innocenza; condanna basata su atti falsi; errore di fatto; incompatibilità con sentenze europee; e elementi non valutati nel processo precedente.

Al momento, le indagini preliminari dei pm pavesi non avrebbero superato il vaglio dell’udienza preliminare, e gli esiti dell’incidente probatorio non avrebbero individuato una traccia utilizzabile per sostenere un processo a carico di Sempio. Il quadro riportato include anche considerazioni su tracce genetiche sulle unghie, descritte con compatibilità prive di profili di certezza. Gli unici Dna estrapolati dai reperti analizzati sarebbero quelli riconducibili ai resti della colazione del 13 agosto 2007, appartenenti a Stasi e alla vittima. La richiesta di revisione, secondo quanto indicato, può essere proposta in qualsiasi momento, anche dopo l’esecuzione della pena.

accertamenti e valori scientifici richiamati nelle decisioni

Il percorso giurisdizionale già affrontato richiama più volte l’impianto costruito su riscontri tecnici e indiziari. Nella ricostruzione complessiva vengono citati tracciati di Dna, in particolare il fatto che sul pedale scambiato della bicicletta di Stasi sia stato indicato il sangue di Chiara Poggi. Viene inoltre riportato che la valutazione tecnica avrebbe riguardato la taglia delle scarpe associata all’assassino, con riferimento alla misura di Stasi.

In parallelo, la fase più recente descrive una prosecuzione investigativa che mira a verificare se il profilo di responsabilità possa essere ricondotto a un soggetto diverso da quello condannato in via definitiva. Questo elemento determina una nuova occasione per la difesa, chiamata a confrontarsi con gli atti depositati e con gli esiti delle indagini.

personaggi menzionati nella vicenda

  • Alberto Stasi
  • Chiara Poggi
  • Andrea Sempio
  • Marco Poggi
  • Gian Luigi Tizzoni
  • Giada Bocellari
  • Antonio De Rensis
Delitto di Garlasco, tutti i ricorsi respinti: la lunga battaglia giudiziaria persa (per ora) da Alberto Stasi
Categorie: Cronaca

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