Garlasco l'avvocato dei poggi nessuno spazio per la revisione
Una nuova inchiesta riaccende il confronto su uno dei casi più discussi, mentre la Procura di Pavia torna a indagare su Andrea Sempio. Il legale della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, interviene dopo aver acquisito copia degli atti a Pavia e formula una critica netta sull’impostazione del nuovo filone investigativo, puntando l’attenzione su passaggi ritenuti marginali rispetto ai punti già definiti nei giudizi precedenti.
inchiesta di pavia su andrea sempio: critica dell’avvocato gian luigi tizzoni
Durante il contatto con i giornalisti fuori dal Tribunale di Milano, Tizzoni prende le mosse da un principio: non è possibile rivedere un processo eliminando soltanto ciò che non convince o non “torna” senza spiegazioni. Il legale dichiara di essersi trovato di fronte a una documentazione che, a suo avviso, mette in luce una mole di incontri e di interlocuzioni molto frequenti tra inquirenti, Procura di Pavia e la difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.
frequenza dei contatti e impostazione del nuovo filone
Il punto centrale della contestazione riguarda la modalità con cui procede l’attività investigativa: secondo Tizzoni, dagli atti emergerebbero contatti frequenti che coinvolgono i soggetti sopra indicati, in un contesto definito dal legale con forte sorpresa.
famiglia poggi: replica alle contestazioni sull’atteggiamento verso le verifiche
Le critiche rivolte ai familiari di Chiara Poggi vengono respinte. Tizzoni contesta l’ipotesi secondo cui i familiari si sarebbero posti in modo ostativo rispetto alle nuove verifiche, aggiungendo che nel tempo sarebbero state modificate alcune ricostruzioni.
disponibilità della casa e collaborazione
Il legale afferma che la casa dei Poggi è sempre stata messa a disposizione. Richiama inoltre un episodio collegato a intercettazioni: i familiari avrebbero avuto riscontro delle “cimici” di cui si sarebbe dato conto sui giornali, tramite intercettazioni. Tizzoni aggiunge che la collaborazione è stata massima e doverosa.
sentenze definitive e direzione dell’inchiesta: “unidirezionale” secondo tizzoni
Secondo il legale, la famiglia della vittima sarebbe oggi particolarmente amareggiata dall’evoluzione dell’inchiesta. Tizzoni descrive un lavoro definito unidirezionale, orientato sostanzialmente a sconfessare la responsabilità di Stasi, ritenuta accertata nelle aule, poi in Cassazione e confermata più volte, inclusi i pronunciamenti della Suprema Corte e della Corte europea dei diritti dell’uomo.
cerca di sconfessare quanto già stabilito
Nella valutazione complessiva, la Procura di Pavia sarebbe impegnata a contestare quanto già stabilito in via definitiva. Tizzoni sostiene che l’operazione risulterebbe anche deludente, perché, pur presentandosi come un lavoro ampio, non colpirebbe i punti centrali della vicenda.
snodi probatori contestati: camminata, bicicletta nera e spazio per una revisione
Il focus della contestazione si concentra su elementi probatori già cristallizzati nei processi a carico di Alberto Stasi. Tizzoni sostiene che l’inchiesta su Andrea Sempio avrebbe bypassato i punti centrali della condanna e ribadisce l’impossibilità di selezionare soltanto alcune parti del quadro giudiziario.
la “camminata” liquidata in modo limitato
Tra i passaggi indicati come più critici, il legale cita la cosiddetta “camminata”. Tizzoni afferma che questo aspetto verrebbe liquidato in una paginetta e non sarebbe trattato minimamente dal RIS di Cagliari né dagli altri consulenti, chiamati a confrontarsi con la perizia Testi-Bitelli-Vitturari del 2014, descritta come una perizia geomatica che, secondo il legale, non sarebbe considerata.
bicicletta nera: elemento “uscito dalla scena”
Un altro passaggio solleva perplessità: la bicicletta nera. Tizzoni dichiara di trovare “strano” che l’oggetto risulti uscito dalla scena, pur ribadendo che la bicicletta sarebbe presente negli atti “da sempre”.
assenza di elementi realmente innovativi
Secondo Tizzoni, la nuova attività investigativa non sarebbe in grado di intaccare l’impianto delle sentenze definitive. La lettura delle consulenze, per il legale, non evidenzierebbe elementi capaci di sconfessare la decisione passata in giudicato a carico di Stasi e non sussisterebbe spazio per una revisione. Il riferimento riguarda le consulenze medico-legali della dottoressa Cristina Cattaneo, le consulenze informatiche e le analisi del RIS, ritenute non portatrici di elementi effettivamente nuovi.
impronta 33: punto ancora aperto e perplessità tecniche
L’unico tema considerato ancora esplorabile riguarda l’impronta 33. Tizzoni dichiara di dispiacersi che l’elemento rimanga da approfondire. L’impronta, attribuita dalla Procura ad Andrea Sempio, viene però contestata dal legale sotto il profilo tecnico.
numero di minuzie e criteri di attribuzione
Tizzoni segnala che il dattiloscopista della difesa e, a quanto legge negli atti, anche altri, avrebbero forti perplessità sul fatto che il numero di minuzie presenti sull’impronta consenta di attribuirla a Sempio. Per la Cassazione, secondo quanto riportato, il numero necessario per attribuire un’impronta è 17 punti.
incidente probatorio: dna sulle unghie e esiti sulla spazzatura
Il legale richiama anche una richiesta precedente. Tizzoni aveva chiesto di sottoporre l’impronta in incidente probatorio, prevedendo la verifica da parte di un perito terzo. Il legale sostiene che l’approfondimento sarebbe stato economico anche in termini di tempo e costi.
rigetto iniziale della procura e tensione successiva
La Procura di Pavia aveva respinto l’istanza della parte civile di sottoporre l’impronta 33 come per molti altri elementi già fatto. Il rigetto avrebbe innescato un’ulteriore tensione, secondo quanto riportato.
risultati: nessuna identificazione e dna misto
Dagli esiti dell’incidente probatorio, come indicato, non sarebbe emerso materiale utilizzabile come prova in un processo. Sul DNA sulle unghie, compatibile con la linea parentale maschile della famiglia Sempio, si specifica che la perizia eseguita dalla genetista Denise Albani avrebbe evidenziato risultati misti, incompleti e parziali, con conclusione: nessuna identificazione.
resti della spazzatura mai analizzati prima
Differente, invece, l’esito sui resti della spazzatura, descritti come mai prima analizzati, con riferimento ai possibili resti della colazione della mattina del 13 agosto 2007. La genetista avrebbe estratto i DNA della vittima e dell’allora fidanzato, secondo quanto riportato.
figure citate
- Gian Luigi Tizzoni, avvocato della famiglia Poggi
- Andrea Sempio, indicato come indagato
- Chiara Poggi, vittima del delitto richiamato
- Alberto Stasi, responsabile secondo i giudizi citati
- Cristina Cattaneo, indicata tra le consulenze medico-legali
- Denise Albani, genetista incaricata della perizia
- RIS di Cagliari, richiamato tra i soggetti tecnici citati
- Testi-Bitelli-Vitturari, indicati per la perizia geomatica del 2014
