Garlasco, difesa di Sempio: solo una cotta, non un ossessione

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Garlasco, difesa di Sempio: solo una cotta, non un ossessione

Alla vigilia di un passaggio decisivo nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, il confronto tra accusa e difesa si accende su più piani: strumentalizzazioni, quadro accusatorio e elementi tecnico-scientifici restano al centro della discussione. Le posizioni emergono in vista dell’appuntamento in Procura a Pavia, convocato per il 6 maggio, quando i magistrati si preparano a chiudere le indagini relative all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, per il quale Alberto Stasi risulta condannato in via definitiva.

Nel perimetro della ricostruzione si intrecciano i contenuti attribuiti a un profilo online, le ipotesi elaborate sulla base di analisi comportamentali e la valutazione di tracce biologiche e impronte. La difesa respinge l’impianto, sostenendo che alcuni elementi non avrebbero collegamento con il delitto e contestando la possibilità di attribuzioni definitive.

mostrificazione di andrea sempio e forum di seduzione italiana

Lo scontro prende avvio dalle parole dell’avvocato Liborio Cataliotti, che inquadra l’impostazione accusatoria come una “mostrificazione” di Andrea Sempio. Secondo la difesa, la linea scelta farebbe leva su elementi che non avrebbero alcun legame con l’omicidio di Chiara Poggi.

Uno dei punti contestati riguarda l’uso di vecchi messaggi pubblicati su un forum chiamato “Club di seduzione italiana”. In tale contesto, l’utente “Andreas” risulterebbe identificato in Andrea Sempio, allora poco più che maggiorenne, e avrebbe scritto migliaia di post tra il 2009 e il 2016.

Cataliotti ribadisce che tali contenuti non avrebbero connessione con l’omicidio né, in modo coerente, la funzione di delineare una personalità compatibile con l’azione contestata.

accusa e analisi comportamentale su oltre tremila messaggi

La Procura, secondo quanto riportato, costruirebbe il quadro accusatorio proprio a partire da quei contenuti. Nel complesso sarebbero presenti oltre 3mila messaggi, tra riflessioni sui rapporti con le donne, fantasie e frasi descritte come “choc”. Incrociati con l’analisi di un criminal profiler, i messaggi avrebbero portato i pm a ipotizzare, insieme all’aggravante della crudeltà, anche i motivi abietti.

La ricostruzione investigativa ipotizza che il delitto possa essere maturato dopo il rifiuto di un approccio sessuale. In parallelo, Sempio avrebbe ribadito più volte di non frequentare e di non conoscere Chiara Poggi, allora 26enne.

difesa: ossessione non riferita a chiara poggi

La difesa smonta la ricostruzione attribuendo un punto centrale alla contestazione: la ragazza evocata nella narrazione accusatoria non sarebbe Chiara Poggi, bensì una barista conosciuta anni prima. La versione proposta dai legali è riassumibile in “nessuna ossessione, ma una semplice cotta giovanile”.

In questo scenario i difensori non escludono l’eventuale chiamata della donna a testimoniare in un eventuale processo.

convocazione in procura e strategia processuale

Resta fissato l’appuntamento in Procura a Pavia. La difesa chiarisce che la presenza è prevista, con una scelta successiva legata alla valutazione delle condizioni. L’avvocata Angela Taccia, che assiste Sempio insieme a Cataliotti, ha spiegato: ci si presenterà e poi verrà valutato se rispondere o meno.

La decisione sarebbe influenzata anche dal clima ritenuto dalla difesa già caratterizzato da un pregiudizio sull’indagine.

dna e impronta 33: elementi al vaglio e criticità probatorie

Sul piano degli elementi investigativi, il quadro viene descritto come articolato e ancora controverso. Tra gli indizi analizzati rientra un DNA solo compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, riscontrato sulle unghie della vittima.

dna sulle unghie della vittima: contatto diretto o indiretto non accertabile

Secondo la perita Denise Albani, non sarebbe possibile stabilire se il materiale genetico derivi da un contatto diretto oppure indiretto. Di conseguenza non sarebbe ipotizzabile una identificazione certa dell’autore del contatto, circostanza che la difesa indica come ostativa a un utilizzo pienamente probante in sede processuale.

Le tracce biologiche sulle unghie sarebbero inoltre considerate prive di un valore probatorio adeguato, poiché la perizia nominata dalla gip avrebbe escluso una certezza d’identificazione, pur in presenza di una forte compatibilità con famiglia Sempio.

L’epoca e le frequentazioni contestualizzate restano un elemento richiamato dalla difesa: l’allora 18enne avrebbe frequentato la villetta di via Pascoli e avrebbe anche usato il computer di Chiara Poggi. In tale cornice la traccia sulle unghie potrebbe, secondo l’impostazione difensiva, essere frutto di un contatto.

Nel quadro attuale risulterebbe tuttavia da chiarire quali siano, effettivamente, gli indizi in mano agli inquirenti. Dall’incidente probatorio non sarebbe emersa una presenza di Sempio nella villetta: le uniche tracce di DNA rilevate, ad esempio sui resti della colazione, sarebbero attribuite a Stasi e a Chiara Poggi.

impronta 33: attribuzione esclusa dalla difesa e valutazioni precedenti

Altro elemento citato è la cosiddetta impronta 33, rilevata sul muro della scala dove la giovane fu colpita. Per gli inquirenti sarebbe dell’aggressore, mentre i consulenti della difesa escludono che appartenga a Sempio.

Non si tratterebbe, secondo la ricostruzione fornita, di un reperto emerso solo in tempi recenti. L’impronta sarebbe stata sottoposta a analisi approfondite già durante le indagini iniziali e nei successivi passaggi giudiziari. I carabinieri del RIS avrebbero attestato l’“inservibilità e infruttuosità” della traccia, valutazione poi recepita nelle sentenze che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni.

Il nodo scientifico viene descritto come legato alla natura parziale del reperto: l’impronta sarebbe parziale perché mancano le creste, e sarebbe stata sottoposta a un doppio test per la presenza di sangue. Il primo (combur test) fornirebbe un risultato incerto; il secondo (Obti test), più specifico per rilevare sangue umano, avrebbe dato esito negativo.

La difesa sottolinea anche che, anche qualora l’impronta fosse stata attribuita a Sempio all’epoca, il suo significato resterebbe relativo alla presenza in quella casa, considerato che avrebbe frequentato l’ambiente in qualità di amico di Marco Poggi e utilizzando il computer della vittima.

Le criticità residue renderebbero complesso assegnare all’impronta un ruolo centrale. Vengono riportate indiscrezioni su 8-9 punti di contatto con la mano di Andrea Sempio, ma si evidenzia che la traccia sarebbe parziale e priva di caratteristiche fondamentali, come le creste papillari complete nella parte superiore.

Secondo il riferimento richiamato, per Cassazione i punti devono essere almeno 15.

arma non trovata, scontrino e telefonate: nodi sull’alibi

Un ulteriore punto riguarda l’arma utilizzata nell’omicidio, che non risulta essere mai stata trovata. I pm di Pavia non avrebbero chiarito cosa fosse l’arma nell’ambito del nuovo capo di imputazione, mentre sarebbero spariti dai radar gli attrezzi rinvenuti in un canale poco meno di un anno prima. Non sarebbe emerso se gli attrezzi avessero un collegamento con il delitto.

Nel confronto accusatorio-difensivo si inserisce anche il tema dell’alibi. Il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio, Sempio avrebbe dimostrato di trovarsi a Vigevano grazie a uno scontrino di parcheggio delle 10.18, conservato a lungo e consegnato agli investigatori solo successivamente.

ricostruzione difensiva dell’orario e conferma dei genitori

Secondo i magistrati del primo procedimento, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa tra le 9.12 e le 9.35. Nella versione offerta da Sempio, sostenuta anche dalla famiglia, l’uomo sarebbe arrivato a Vigevano da Garlasco dopo avere atteso il rientro della madre, impegnata in spesa; successivamente sarebbe rimasto a casa con il padre. Al rientro sarebbe stato preso l’auto per andare in libreria, poi risultata chiusa, e quindi pranzo dalla nonna. La giornata avrebbe previsto anche un’uscita col padre e, alle 15, la nota dell’ambulanza in via Pascoli. La versione risulterebbe confermata dai genitori.

nuove indagini: ipotesi su un vigile del fuoco in pensione e ritiro dello scontrino

La versione viene messa in dubbio da chi indaga in un secondo momento, attraverso lo spostamento dell’orario del delitto. Nelle nuove indagini sarebbe emerso un ulteriore personaggio: A. B., vigile del fuoco in pensione di 66 anni. Il nome sarebbe stato proposto a Daniela Ferrari, madre dell’indagato, il giorno in cui aveva rifiutato di rispondere, evento che avrebbe provocato una sorta di crisi di panico.

Secondo la ricostruzione, il vigile avrebbe dichiarato che tra i due vi sarebbero stati scambi di messaggi e che si sarebbero visti. Da qui l’ipotesi sviluppata dagli investigatori: a Vigevano potrebbe essere andata la donna, ritirando poi lo scontrino, conservato per un anno.

Viene riportato anche un passaggio temporale successivo: un anno dopo il delitto, il 4 ottobre 2008, il figlio avrebbe riferito in interrogatorio di avere lo scontrino da mostrare per sostenere che, nelle ore in cui la sorella del suo migliore amico moriva sotto i colpi dell’assassino, lui sarebbe stato lontano da Garlasco.

Nel medesimo contesto è segnalato che anche Sempio avrebbe accusato un malore: quel giorno un’ambulanza sarebbe intervenuta per un calo di pressione, circostanza non verbalizzata all’epoca.

celle telefoniche: mancato aggancio a vigevano e pattern su garlasco e gambolò

Un elemento ulteriore riguarda il telefono della madre. Il cellulare, secondo quanto indicato, non aggancerebbe la cella di Vigevano in quel giorno. Dalle ricostruzioni emergerebbe invece che le celle agganciate dal telefono della madre di Sempio corrisponderebbero a Garlasco e Gambolò, senza includere Vigevano.

Nei tabulati del 2007 le comunicazioni sarebbero limitate a pochi eventi, in un periodo in cui gli sms venivano inviati e il telefono 3G veniva impiegato per chiamare. Sarebbero registrati soprattutto sms, conversazioni effettuate o ricevute ed eventuali chiamate senza risposta.

persona e figure coinvolte nella ricostruzione

Le parti e le figure richiamate nella ricostruzione emergono come riferimenti chiave per la contestazione e per la valutazione delle risultanze.

  • Andrea Sempio
  • Liborio Cataliotti
  • Angela Taccia
  • Alberto Stasi
  • Chiara Poggi
  • Denise Albani
  • A. B.
  • Marco Poggi
  • Daniela Ferrari
Delitto di Garlasco, era una barista la ragazza di cui era innamorato Sempio. La difesa: “Strumentale mostrificazione”
Categorie: Cronaca

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