Garlasco carabinieri anomalia tra poggi e sempio indagini condizionate ed ex procuratrice

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Garlasco carabinieri anomalia tra poggi e sempio indagini condizionate ed ex procuratrice

Le nuove carte sulla vicenda del delitto di Garlasco portano l’attenzione oltre la ricostruzione dei fatti, entrando nei rapporti tra protagonisti e investigatori. L’informativa del Nucleo investigativo di Milano, descritta come basata su elementi che i carabinieri giudicano problematici, viene presentata come una lettura in cui emergono criticità legate all’intreccio tra versioni della famiglia e condizionamenti attribuiti a un “fronte Sempio”, indicato anche tramite l’avvocata Angela Taccia. Nel documento vengono riportati ascolti e dichiarazioni di Giuseppe Poggi, Rita Preda e Marco Poggi, oltre a testimonianze raccolte nella cerchia di amici della “vecchia comitiva”, con ulteriori dettagli su passaggi ritenuti rilevanti nel tempo.

inchiesta delitto di Garlasco e informativa del nucleo investigativo di milano

L’informativa del Nucleo investigativo di Milano non si limita a delineare un’ipotetica ricostruzione degli eventi, ma si concentra anche su come si siano formate e confrontate le diverse versioni nel corso degli anni. In particolare, dagli elementi richiamati emerge una commistione tra quanto riferito dalla famiglia Poggi e quanto sarebbe stato “indotto” dal fronte Sempio, collegato alla figura di Andrea Sempio e rappresentato anche dall’avvocata Angela Taccia.

Gli investigatori parlano di una “situazione di anomalia” nell’intreccio tra indagato e famiglia Poggi. Il documento richiama intercettazioni e dichiarazioni dei familiari e riporta ascolti e testimonianze riferite anche alla “vecchia comitiva”. Un’attenzione particolare viene riservata a un verbale del 20 maggio 2025, attribuito al fratello della vittima, dove gli inquirenti segnalano una “modificazione” rispetto alle dichiarazioni rilasciate in un arco molto più lungo e confermate fino a due mesi prima.

intercettazioni familiari e contestazioni nei confronti degli investigatori

Nel quadro ricostruito dagli atti, i carabinieri descrivono un atteggiamento considerato “oppositivo” e una “difesa d’ufficio di Andrea Sempio”. Nel confronto diretto riportato nei documenti, Marco Poggi contesta l’impostazione degli inquirenti, negando l’esistenza di una lettura tecnica come presupposto della ricostruzione: “non è una perizia”.

Tra le frasi riportate compare anche la contestazione sul punto dell’eventuale percorso o presenza della persona indicata: “Perché voi ipotizzate che l’assassino sia andato fino a quel gradino?”. Nel dialogo, Marco Poggi ribadisce la propria distanza dalla questione, affermando che “non c’entra niente”, e richiama la possibilità che si fosse andati in cantina, precisando l’incertezza su tali circostanze.

Secondo gli investigatori, il fratello della vittima prosegue fino ad arrivare ad accusare gli interlocutori di volerlo manipolare. In parallelo viene riportata la reiterazione che, tra Andrea Sempio e la sorella, non vi sarebbe stato alcun contatto, secondo quanto riferito da Marco Poggi nel perimetro delle dichiarazioni riprese dagli atti.

video intimo e conoscenza ritenuta rilevante

Nel materiale richiamato compare anche l’ipotesi formulata dagli investigatori secondo cui Marco Poggi sarebbe stato a conoscenza, insieme all’amico Sempio, dell’esistenza di un video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi. L’informativa sostiene che tale circostanza sarebbe risultata nota anche agli “inquirenti dell’epoca” e che avrebbe suscitato dubbio anche nei genitori.

All’interno delle carte viene inoltre indicato un “contesto di ostilità” anche da parte dei genitori della vittima. In tale cornice, Marco Poggi viene descritto come una fonte “certamente poco credibile” in alcune sue ricostruzioni, secondo quanto riportato nell’informativa.

famiglia poggi: risposta legale e contestazione delle indagini

La famiglia Poggi, tramite gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, replica alle conclusioni presenti nelle carte contestando l’impostazione complessiva. Le indagini vengono definite “gravemente condizionate” da contesti giudicati poco trasparenti e da collegamenti considerati impropri con ambienti qualificati come “giornalistici”. La posizione dei legali è netta: non risulta ritenuto credibile il coinvolgimento di Andrea Sempio.

intercettazioni familiari e critica alla diffusione delle captazioni

Gli avvocati contestano anche il tema delle intercettazioni familiari, richiamando la decisione della Procura di Pavia di sottoporre a captazioni i familiari della vittima. Nella nota viene sottolineato che l’eventuale colpa sarebbe stata, secondo i legali, aver partecipato attivamente a un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi, consacrata dalla Corte di Cassazione, e il non credere al coinvolgimento di Andrea Sempio.

Un ulteriore passaggio riguarda la diffusione degli esiti delle captazioni: viene contestato che tali risultati sarebbero stati diffusi impropriamente, in spregio alle norme penali di riferimento, secondo la posizione espressa nella comunicazione dei legali.

linea di riserbo e interlocuzione con la procura generale di milano

Nel finale della nota la famiglia Poggi ribadisce la volontà di mantenere riserbo sulle motivazioni per cui le attività investigative condotte dai carabinieri della Stazione di Milano Moscova sarebbero state, secondo la prospettiva difensiva, gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da collegamenti impropri con ambienti “giornalistici”. La gestione dei rapporti viene circoscritta ai canali con la Procura generale di Milano, con l’indicazione di voler continuare un atteggiamento rispettoso anche di fronte a continue aggressioni.

intercettazioni e ruolo di laura barbaini nella fase d’appello bis

Le carte richiamano anche la figura dell’allora sostituta procuratrice generale Laura Barbaini. Nel materiale viene riportato che fu pubblica accusa nel processo d’appello bis che portò alla condanna di Alberto Stasi e che venne esclusa, anche in sede di requisitoria, la figura di Andrea Sempio.

Secondo quanto attribuito ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, alcune intercettazioni effettuate all’interno della famiglia della vittima vengono definite “inquietanti” e si sostiene che i legali sarebbero stati contattati dalla magistrata. Nell’informativa viene indicato che Barbaini avrebbe suggerito di far intervenire formalmente la Procura generale di Milano, con un’interpretazione che viene descritta come la possibile presenza di un potere censorio sulla legittima attività della Procura di Pavia.

appunto per mario venditti e trasmissioni parallele delle istanze

Viene ricordato che a Barbaini furono assegnate le istanze depositate dalla difesa Stasi e che tali istanze furono trasmesse parallelamente alla Corte d’Appello di Brescia e alla Procura di Pavia. Nel documento viene citata anche una nota con intestazione della Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano, indicata come “Appunto per Mario Venditti”, con osservazioni collegate all’istanza della difesa di Alberto Stasi depositata il 12 dicembre 2016.

Tra gli elementi intercettati viene riferito che Giuseppe Poggi avrebbe parlato con il figlio Marco della circostanza per cui la Barbaini avrebbe consigliato ai legali di far intervenire la Procura generale di Milano, suggerendo l’inoltro di un esposto.

relazione di procura generale contro la riapertura e rilievi su informazioni già vagliate

Le carte attribuiscono a Barbaini la scrittura secondo cui Chiara Poggi non avrebbe avuto una “doppia vita” e che la “versione alternativa” indicante Sempio come possibile assassino sarebbe priva di razionalità e plausibilità pratica. Nello stesso perimetro viene richiamato l’avviso ai colleghi ritenendo che, anche “nell’attualità”, Alberto Stasi continuasse a scegliere modi e tempi per tentare di condizionare l’azione degli investigatori, riferendosi a informazioni già scrutinate dai precedenti giudici.

Tra le questioni riportate si cita che i dati su Sempio, a partire dalle conversazioni del 7 e 8 agosto 2007, ossia le telefonate di lui verso casa Poggi, erano già indicati con le stesse parole nella memoria della difesa del 3 dicembre 2014 nell’appello bis. Viene inoltre richiamato che la Procura generale milanese avrebbe considerato tali informazioni già vagliate e giudicate irrilevanti, ritenendole non idonee a consentire l’iscrizione.

da elementi ritenuti irrilevanti a ipotesi di movente

Nel testo riportato si sostiene che, rispetto alla valutazione iniziale, tali elementi sarebbero stati ribaltati contro Sempio, aggiungendo anche un ipotizzato movente sessuale. È riportato che la Pg avrebbe affermato che l’amico storico di Marco Poggi veniva denunciato dalla società di investigazione privata tramite una lettura descritta come monca ed erronea dei dati processuali.

cella tim, orari e ricostruzione alternativa

Come esempio viene citato che non sarebbero state considerate le celle Tim agganciate dai telefoni degli amici di Sempio la mattina del 13 agosto 2007. Secondo il passaggio richiamato, tali celle sarebbero usate per sostenere che Roberto Freddi e Mattia Capra, intorno alle ore 10, fossero già lontani da Garlasco, lasciando intendere il coinvolgimento in attività descritte come “suppo”.

memoria e passaggi collegati alla procedura

Le carte collegano inoltre tali elementi alla ricostruzione sviluppata nelle memorie e nelle fasi successive, mantenendo come asse centrale la contestazione sulla tenuta delle informazioni e sulle modalità con cui siano state valutate nel tempo. Nel complesso emerge un confronto strutturato tra le valutazioni della Procura generale e i riferimenti usati nelle fasi successive, con particolare insistenza sulla coerenza dei dati nel corso degli anni.

persone e riferimenti nominativi citati nelle carte

Nei documenti richiamati compaiono i seguenti nominativi collegati alle ricostruzioni, alle contestazioni e ai passaggi procedurali:

  • Chiara Poggi
  • Giuseppe Poggi
  • Rita Preda
  • Marco Poggi
  • Andrea Sempio
  • Alberto Stasi
  • Angela Taccia
  • Gian Luigi Tizzoni
  • Francesco Compagna
  • Laura Barbaini
  • Mario Venditti
  • Roberto Freddi
  • Mattia Capra
Garlasco, i carabinieri parlano di “anomalia” tra i Poggi e Sempio. E tirano in ballo l’ex procuratrice. La famiglia: “Indagini condizionate”
Categorie: Cronaca

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