Fumo e oncologi 50mila firme per aumentare di 5 euro il costo delle sigarette, Parlamento discuta il ddl

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Fumo e oncologi 50mila firme per aumentare di 5 euro il costo delle sigarette, Parlamento discuta il ddl

Una campagna nata per cambiare rotta sul fumo mette sul tavolo del Parlamento una richiesta chiara e misurabile: discutere una proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. L’iniziativa, promossa da Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e Fondazione Umberto Veronesi, insieme a Fondazione Aiom, ha raggiunto il traguardo richiesto: 50.000 firme necessarie per presentare il disegno di legge alle istituzioni.

Il riferimento temporale è la Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio), momento scelto per richiamare l’urgenza di interventi capaci di ridurre l’esposizione ai prodotti a base di nicotina. Su scala globale, il fumo è indicato come causa di 7 milioni di morti ogni anno. In Italia, le stime riportano circa 10 milioni di fumatori e una cifra di 93.000 decessi annui attribuiti al consumo di tabacco, con costi diretti e indiretti quantificati in circa 24 miliardi di euro.

campagna “5 euro contro il fumo”: raggiunte 50.000 firme

La raccolta firme relativa alla campagna “5 euro contro il fumo” ha raggiunto 50.000 sottoscrizioni richieste per avviare l’iter presso il legislatore. La campagna viene descritta come un risultato ottenuto rapidamente, dopo circa 4 mesi dal lancio dell’iniziativa.

Il sostegno raccolto dall’iniziativa comprende 53 società scientifiche e istituzioni e 32 associazioni e fondazioni. La richiesta rivolta al Parlamento è quella di discutere e approvare quanto prima la proposta normativa.

proposta di legge: accisa specifica di 5 euro su tutti i prodotti

La proposta riguarda l’istituzione di una accisa specifica di 5 euro per ogni unità di consumo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. La definizione include esplicitamente tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e liquidi.

Secondo quanto indicato, l’accisa sarebbe prevista indipendentemente dal prezzo di vendita e in aggiunta alle accise vigenti. Il meccanismo delineato prevede che il gettito sia destinato al finanziamento e al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale.

destinazione del gettito e obblighi di rendicontazione

È previsto un obbligo di trasparenza: i ministeri dell’Economia e della Salute dovrebbero relazionare annualmente al Parlamento sull’impiego dei fondi e sugli effetti di salute pubblica.

Per l’esame al Senato, viene richiamato il vincolo del termine di 90 giorni dall’invio delle firme.

effetti attesi: riduzione del consumo e gettito stimato

Le stime indicate nella nota collegano l’aumento del costo dei prodotti a una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacco. L’intervento economico sarebbe sostenuto dall’ipotesi che l’incremento di prezzo possa dissuadere l’acquisto, con particolare impatto sui giovani, indicati come fascia più esposta ai rischi del fumo.

Per il versante finanziario, il gettito annuo viene quantificato in circa 800 milioni di euro, derivante dall’applicazione dell’accisa specifica.

impatto sanitario del fumo e necessità di ridurre l’esposizione

La campagna collega il consumo di tabacco a conseguenze rilevanti sulla salute. Vengono riportate percentuali attribuite al fumo: il 90% dei casi di tumore del polmone e il 50% dei casi di tumore della vescica sarebbero determinati proprio dal fumo.

Oltre ai tumori, il tabagismo viene associato anche a malattie cardiovascolari come infarto e ictus, e a patologie respiratorie come enfisema, asma e BPCO.

La necessità di interventi viene legata all’urgenza di diminuire il consumo tramite politiche che incidano sul fattore economico, già applicate in altri Paesi. Il punto centrale indicato è che l’incremento drastico del prezzo dei prodotti può ridurre l’avvio e il mantenimento dell’abitudine, soprattutto nelle fasce più giovani.

svapo e politabacco tra i giovani: dati preoccupanti

La nota evidenzia un quadro problematico tra i più giovani. La quota di studenti che fuma o “svapa” viene indicata al 7,5% nella fascia 11-13 anni, con un aumento al 37,4% tra 14-17 anni. Inoltre, il policonsumo interessa oltre il 70% dei fumatori tra gli studenti delle scuole superiori.

strategie dell’industria e rischi per i risultati di salute pubblica

Viene descritto che l’industria del tabacco commercializza in modo aggressivo nuovi prodotti a base di nicotina, come le sigarette elettroniche, spesso presentate come innovazione. L’obiettivo indicato è alimentare la dipendenza e reclutare nuovi consumatori. Questo scenario viene posto in relazione al rischio di vanificare i risultati finora ottenuti nella prevenzione e nel controllo del tabacco.

impatto ambientale del tabacco

Oltre alla dimensione sanitaria, viene richiamato l’impatto ambientale della filiera del fumo. Per produrre una singola sigaretta servirebbero 3,7 litri di acqua e 3,5 grammi di petrolio, con un’emissione di 4 grammi di CO2.

Per azzerare l’effetto serra associato a un singolo fumatore, viene stimato che sarebbe necessario piantare oltre 130 alberi e farli crescere per 10 anni.

messaggio di fondo della campagna e obiettivo normativo

La campagna è collocata nel quadro delle iniziative ricordate in occasione della Giornata mondiale senza tabacco promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’indicazione è che l’impegno delle istituzioni sanitarie mira a denunciare le tattiche dell’industria e a promuovere politiche a tutela dei giovani e della popolazione dalla dipendenza da nicotina.

La richiesta alle istituzioni è di adottare provvedimenti adeguati per affrontare uno dei principali fattori di rischio per la salute pubblica, con l’aumento del prezzo come strumento orientato a scoraggiare l’uso dei prodotti, soprattutto nelle fasce giovanili.

enti promotori

Aiom; Fondazione Airc per la ricerca sul cancro; Fondazione Umberto Veronesi; Fondazione Aiom.

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