Forbici chirurgiche nell’addome per 7 mesi: caso a napoli

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Forbici chirurgiche nell’addome per 7 mesi: caso a napoli

Un caso segnalato a Napoli riaccende l’attenzione sull’appropriatezza dei controlli post-operatori dopo un intervento di chirurgia ricostruttiva. Una donna di 53 anni, sottoposta ad addominoplastica, ha iniziato a manifestare malori e forti dolori subito dopo l’intervento, con un peggioramento progressivo fino alla scoperta, dopo sette mesi, della presenza di un corpo estraneo nell’addome.

scoperta di forbici chirurgiche dopo un intervento di addominoplastica

Dopo un percorso clinico caratterizzato da sintomi persistenti, nell’addome della paziente sono state individuate due forbici chirurgiche lunghe oltre 15 centimetri, lasciate nella zona operata dal momento dell’intervento. L’episodio riguarda una procedura di addominoplastica che, secondo quanto riportato, si era conclusa con esito positivo e con un periodo iniziale di osservazione in clinica.

intervento di rimozione e denuncia del medico

La rimozione dei corpi estranei è avvenuta domenica, presso l’ospedale Fatebenefratelli. Parallelamente, risulta essere stata presentata una denuncia nei confronti di un chirurgo della clinica convenzionata Villa delle Querce di Napoli. Il medico indicato è lo stesso che aveva effettuato l’intervento chirurgico sulla donna lo scorso 20 ottobre.

malori post operatori: dai dolori alla perdita dei sensi

Secondo quanto ricostruito dai familiari, dopo l’operazione la paziente è stata dimessa dalla clinica dopo alcuni giorni di osservazione. Una volta tornata a casa, sono cominciati i problemi: dolori addominali intensi e, successivamente, perdita dei sensi. La figlia della donna ha riferito che, nel corso di più accessi dal medico, i sintomi sarebbero stati ricondotti a un decorso normale post-intervento.

spiegazioni legate ai sintomi post intervento

Nella denuncia presentata dai familiari, il quadro clinico sarebbe stato interpretato come un insieme di disturbi conseguenti all’intervento. Il trattamento iniziale indicato prevedeva una gestione orientata a analisi e cura antibiotica, senza ulteriori approfondimenti diagnostici specifici secondo quanto riferito.

tac dopo il peggioramento e scelta della rimozione

Il peggioramento della paziente avrebbe portato i familiari a richiedere ulteriori verifiche, culminate nell’esecuzione di una tomografia computerizzata (TAC). La scoperta sarebbe avvenuta proprio in seguito all’esame, dopo il quale il chirurgo avrebbe indicato la necessità di procedere con l’intervento. La famiglia avrebbe rifiutato l’operazione proposta dal medico inizialmente individuato, motivando la scelta con timore legato alla gestione del caso. A seguito della rimozione, la figlia ha espresso sollievo per la possibilità di riavere la madre dopo la procedura.

testimonianza della figlia e conclusione del caso

La figlia ha descritto un percorso caratterizzato da ripetuti contatti con il medico curante e da spiegazioni ricondotte al “normale” decorso post operatorio, senza indicazione di esami come ecografia o TAC nel tempo in cui i sintomi si manifestavano. Solo dopo il peggioramento e l’esecuzione della TAC sarebbe emersa la presenza delle forbici chirurgiche, rendendo necessaria la successiva rimozione in ospedale.

personaggi citati

Il racconto include le seguenti figure:

  • Emilia, figlia della paziente
  • la paziente, donna di 53 anni residente a Napoli
  • il chirurgo denunciato, medico della clinica convenzionata Villa delle Querce che ha eseguito l’intervento il 20 ottobre
Napoli, 53enne ha vissuto sette mesi con un paio di forbici chirurgiche nell’addome: denunciato il medico
Categorie: SaluteCronaca

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