Flotilla, la piccirella torna in Italia dopo il blocco: scappati per sei ore e barche alla deriva con persone a bordo
Rientrato all’aeroporto di Fiumicino dopo l’intercettazione in mare di alcune imbarcazioni dirette a Gaza, l’attivista Antonio “Tony” La Piccirella ha ricostruito quanto avvenuto tra il 29 e il 30 aprile, quando alcune barche sono state bloccate dalle forze navali israeliane in acque internazionali, a sud di Creta. La testimonianza include la descrizione della fase di fuga, l’indicazione del numero di barche intercettate e il racconto delle comunicazioni di emergenza riportate a bordo.
intercettazione in acque internazionali e riorganizzazione dell’azione
Antonio “Tony” La Piccirella ha affermato che il gruppo continua a riorganizzarsi e a portare avanti la propria linea di azione finché i governi non interromperanno gli accordi con Israele, secondo quanto dichiarato dall’attivista. Nel suo messaggio, la prosecuzione dell’iniziativa viene collegata all’obiettivo di tutelare gli interessi del popolo palestinese, del popolo italiano e di altre comunità che desiderano vivere in pace, solidarietà e giustizia.
barche intercettate e fuga prolungata per ore
La Piccirella ha raccontato di trovarsi sull’ultima delle 21 barche intercettate. In base alla ricostruzione, le imbarcazioni sono state raggiunte da forze navali israeliane e le persone a bordo hanno vissuto una fase di fuga durata sei ore.
Durante la fase concitata, alcune imbarcazioni sarebbero state lasciate alla deriva, con persone ancora a bordo, mentre molte barche riportavano danni tali da essere descritte come completamente distrutte. L’attivista ha aggiunto che a bordo è stato lanciato un messaggio di soccorso (sos), specificando che, secondo quanto riportato, nessuno ha fatto niente.
messaggio di Saif AbuKashek e contenuto inviato al figlio
Nel racconto dell’attivista rientra anche un messaggio che Saif AbuKashek avrebbe voluto mandare al figlio. Saif AbuKashek è citato come uno degli attivisti sequestrati e portati in Israele insieme a Thiago Ávila.
La frase attribuita ad AbuKashek recita: “Il prezzo per la libertà non è mai troppo alto”. Il messaggio viene riportato come parte del contatto e della comunicazione che l’attivista avrebbe ricevuto o trasmesso dopo l’esperienza vissuta.
preoccupazione per i compagni detenuti come ostaggi
La Piccirella ha espresso paura per i compagni citati, sostenendo che Saif è palestinese. Nella stessa dichiarazione, l’attivista ha definito i detenuti come ostaggi di un paese descritto come criminale e ha chiesto che vengano liberati subito.
persone citate nella testimonianza
- Antonio “Tony” La Piccirella
- Saif AbuKashek
- Thiago Ávila
La ricostruzione riguarda il rientro in Italia dopo l’intercettazione delle imbarcazioni, la continuità dell’attività secondo l’impostazione dichiarata dall’attivista e le informazioni riferite su comunicazioni di emergenza e messaggi inviati al figlio di Saif AbuKashek.