Flotilla in carcere: minacce di morte e torture psicologiche ad Ávila e Abukeshek
Abusi psicologici e maltrattamenti sarebbero alla base delle condizioni di detenzione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek, due membri del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla. La denuncia arriva dai legali di Adalah, che riferiscono come i due attivisti siano trattenuti in isolamento presso il carcere di Shikma, in Israele.
Secondo quanto riportato, i due attivisti sono al sesto giorno di sciopero della fame e assumono solo acqua, come forma di protesta contro il loro rapimento illegale avvenuto in acque internazionali. La missione umanitaria, coordinata dalla Global Sumud Flotilla, sarebbe stata oggetto di sequestro da parte della Marina israeliana, poco distante da Creta.
detenzione in isolamento a shikma e condizioni denunciate
I legali indicano che Ávila e Abukeshek si trovano in celle descritte come concepite per provocare forte disagio e disorientamento sensoriale. In particolare, sarebbe stata segnalata una condizione di illuminazione ad alta intensità 24 ore su 24, pratica ricondotta al Servizio Penitenziario Israeliano con l’obiettivo di indurre privazione del sonno e alterazioni sensoriali.
Ulteriori elementi della denuncia riguardano temperature estremamente basse nella cella, oltre a misure di gestione dei movimenti che includerebbero il ricorso a bende.
bende durante gli spostamenti e visite mediche
Le comunicazioni dei legali sostengono che i due attivisti sarebbero tenuti bendati in ogni momento quando vengono spostati fuori dalle rispettive celle, includendo i periodi relativi a visite mediche. Adalah sottolinea che bendare un paziente durante una visita medica rappresenta una grave violazione degli standard etici medici.
sciopero della fame e proteste
I due membri della Global Sumud Flotilla, durante la permanenza nel centro di detenzione, hanno riferito di essere entrati in una fase di protesta con sciopero della fame e assunzione di sola acqua. La loro azione sarebbe legata al contestato rapimento avvenuto in aree considerate internazionali.
interrogatori e minacce riferite da thiago ávila
Nel corso dell’incontro con gli avvocati Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, Thiago Ávila avrebbe fornito dettagli sugli interrogatori. La ricostruzione riferita ai legali descrive ripetuti interrogatori della durata complessiva di otto ore.
Secondo la denuncia, durante queste sessioni sarebbero state rivolte minacce esplicite: Ávila riferisce che sarebbe stato detto che sarebbe stato “ucciso” oppure avrebbe trascorso “100 anni in prigione”.
Gli stessi legali affermano che al centro degli interrogatori vi sarebbe stata l’attività della Global Sumud Flotilla, indicazione che, nel quadro della denuncia, verrebbe interpretata come un tentativo di criminalizzare gli aiuti umanitari e la solidarietà.
udienza e sviluppi sulla proroga della detenzione
Domenica Ávila e Abukeshek sono comparsi davanti alle telecamere in aula di tribunale. Presentati con catene ai piedi e tuta da detenuti, nei loro volti sarebbero visibili graffi e lividi.
Adalah continua a chiedere il rilascio immediato e incondizionato e la fine dei procedimenti illegali. Martedì sarà comunicato se lo Stato israeliano presenterà una ulteriore richiesta di proroga
