Flotilla gaza creta e corteo rallentano i bus con 173 attivisti a bordo

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Flotilla gaza creta e corteo rallentano i bus con 173 attivisti a bordo

Il contesto riguarda un’operazione che coinvolge la Flotilla Global Sumud con rotta su Gaza, tra iniziative di trattenimento e accuse di illegalità. Da un lato, le autorità israeliane intendono interrogare alcuni portavoce. Dall’altro, a Creta, l’arrivo e il trasferimento di 173 attivisti sbarcati in Grecia ha generato proteste e polemiche, con questioni sollevate sul piano giuridico e dei diritti durante il percorso verso l’aeroporto.

interrogatori israeliani e trattenimento dei portavoce della flotilla global sumud

Le autorità di Tel Aviv vogliono procedere a interrogatori nello Stato ebraico nei confronti di due portavoce: Saif Abdelrahim Abukeshek, spagnolo di origini palestinesi, e Thiago de Ávila, brasiliano. La dinamica viene descritta in modo differente a seconda del punto di vista: per gli attivisti e le associazioni, l’azione viene interpretata come un rapimento o un sequestro, senza collegamento con la legalità, soprattutto per la circostanza in cui i due, insieme ad altre decine di partecipanti della flotta, risultano braccati e fermati.

Il fermo sarebbe avvenuto in acque internazionali, al largo dell’isola di Creta, a distanza notevole dalle coste di Israele e della Palestina occupata. In questo quadro, le organizzazioni evidenziano che il luogo e le modalità della fermata rendono più critico l’intero percorso, a prescindere dall’impostazione ufficiale.

trasferimento a creta degli attivisti sbarcati e trasferimenti verso heraklion

Sul suolo dell’Unione europea, l’evento si sposta a Creta. Gli 173 attivisti, provenienti da diverse nazionalità anche europee, dopo essere stati fatti sbarcare nel porto di Ierapetra, risultano poi caricati su vari bus diretti verso Heraklion, dove si trova il principale aeroporto dell’isola.

Secondo Global Sumud Italia, lo sbarco a Ierapetra rappresenterebbe l’ultimo passaggio logistico di un’operazione illegale. In parallelo, il trasferimento viene presentato dalle associazioni come coatto, con la possibilità di un ampio confronto sul piano del diritto e della tutela dei diritti fondamentali.

questioni sui diritti nello spazio schengen durante i trasferimenti

Le associazioni richiamano l’assetto dell’area Schengen, affermando che, una volta completati i controlli, i cittadini godrebbero della libertà di movimento. Alla luce di questo principio, viene contestata la natura del trasferimento e l’assenza, secondo quanto riportato, di chiarimenti sufficienti sulle procedure applicate agli attivisti.

proteste a creta e testimonianze su violenze e condizioni durante il trasferimento

Già a Creta si sarebbero organizzate diverse proteste. La più clamorosa è un corteo nato con l’obiettivo di bloccare e rallentare il convoglio dei pullman che hanno trasportato gli sbarcati. Secondo le associazioni, alcuni degli attivisti avrebbero anche avuto bisogno di cure mediche legate alle violenze subite a bordo della nave della Marina israeliana.

Nei racconti diffusi dalle organizzazioni, la sequenza descrive calci, pugni e privazioni di acqua e cibo, oltre a un sonno disturbato da pavimenti continuamente allagati dai marinai.

trattenimento sui pullman prima della partenza e mancanza di informazioni

Le associazioni riferiscono che gli attivisti sarebbero stati trattenuti per ore sui pullman prima della partenza, pur non risultando in stato d’arresto. Nel racconto pubblico viene posto un interrogativo legato alle ragioni dell’eventuale trattenimento, segnalando che non sarebbero state rese note informazioni dalle autorità greche.

blitz dei manifestanti e video diffusi dalle ong

Un elemento centrale delle contestazioni sarebbe documentato da video che mostrerebbero un blitz di 13 manifestanti. I contenuti ripresi sarebbero stati pubblicati online dalle ong: in un filmato si vede un partecipante che intercetta il convoglio dei bus, lo blocca, parla con gli attivisti dal finestrino e chiede alle autorità di farli vedere da un medico prima di procedere ad arresti, secondo la richiesta formulata nel video.

appello delle associazioni per proteste davanti alle sedi diplomatiche

Le associazioni lanciano un appello rivolto a iniziative urgenti. In particolare, viene riportato un invito a organizzare proteste rapide davanti alle ambasciate greche in tutto il mondo, con l’obiettivo di rendere visibile la richiesta di chiarimenti e tutela per gli attivisti coinvolti.

portavoce indicati nelle comunicazioni e nelle richieste di interrogatorio

Le figure menzionate come destinatari dell’intenzione di interrogatorio da parte delle autorità israeliane sono:

  • Saif Abdelrahim Abukeshek
  • Thiago de Ávila

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