Ex portiere Caglioni denuncia: Milan voleva me e non Storari, ero innocente
Nicholas Caglioni ha oggi 43 anni e lavora come camionista. La sua giornata scorresse tra impegni e strada, ma ogni tanto il pensiero torna indietro: affiorano i ricordi di un passato da portiere, tra Serie A con le maglie di Atalanta e Messina, e poi la cesura netta legata allo choc antidoping che ha cambiato il corso della carriera.
nicholas caglioni oggi: camionista e ricordi dal calcio
Con la fine dell’attività nel calcio, avvenuta nel 2019, Caglioni ha seguito un percorso lontano dai campi. Nel racconto emerge però una continuità emotiva: la vicenda della positività alla cocaina resta una ferita aperta, insieme alla sensazione di un futuro mancato.
Il distacco dal calcio, secondo quanto riferito, è totale: “Il calcio mi fa schifo, ho chiuso”. Non viene più seguito con regolarità, fino a dichiarare di non guardare neanche più le partite. Il lavoro attuale come camionista diventa così l’immagine del presente, mentre l’episodio del 2007 continua a dominare i pensieri.
la positività alla cocaina dopo catania-messina (11 febbraio 2007)
Il punto di rottura risale all’11 febbraio 2007, al termine di Catania-Messina. Caglioni sostiene di essere rimasto innocente, affermando di non avere mai assunto la sostanza: “Non ho mai toccato la cocaina”.
Nel racconto spiega anche la percezione del contesto: “Forse davo fastidio a qualcuno”, collegando l’ipotesi a una dinamica che avrebbe potuto favorire un’altra figura più tutelata. L’impostazione della sua ricostruzione è chiara: l’evento antidoping avrebbe avuto un ruolo di rottura non coerente con la propria versione dei fatti.
le accuse di caglioni e i dubbi sui controlli antidoping
Le ricostruzioni riportate nella sua intervista descrivono momenti concitati e un progressivo aumento dell’allarme. Caglioni racconta che l’11 marzo, dopo Chievo-Messina, il direttore sportivo Argurio lo avrebbe contattato con una comunicazione netta: “Sei stato trovato positivo alla cocaina”. La risposta di Caglioni, secondo il suo racconto, è stata immediata e basata sulla sorpresa: “Ma stai scherzando?”. Da qui l’idea del panico e dell’incredulità.
Tra gli elementi richiamati compare anche la presenza in camera con Marco Storari. Caglioni sostiene che Storari gli avrebbe confidato di essere certo della sua integrità: “E che non avrei mai fatto una cosa così”. In questo passaggio emerge un dubbio sulla gestione dell’esito, con l’ipotesi che potesse essere accaduto qualcosa di anomalo nel controllo.
marco storari e l’ipotesi di uno scambio o di un errore
Caglioni non indica specifici responsabili, ma il nome di Storari torna in più frasi. Nel racconto collega l’impatto della squalifica alla propria carriera: senza la squalifica, afferma, sarebbe rimasto in Serie A. Un’ulteriore parte della ricostruzione riguarda anche il mercato: secondo Caglioni, nel 2007, quando Storari passò al Milan, un addetto ai lavori gli avrebbe riferito che i rossoneri avrebbero voluto proprio lui.
La tesi di Caglioni si concentra poi su un punto procedurale: dichiara di non avere mai avuto la possibilità di effettuare le controanalisi. A supporto della sua lettura, aggiunge l’idea di essere stato percepito come scomodo, motivando la conclusione con il proprio carattere: diretto, spontaneo, sincero, e soprattutto legato a un periodo in cui il contratto sarebbe stato appena rinnovato.
sorteggio ripetuto: quattro controlli antidoping di fila
Un elemento ricorrente nella ricostruzione riguarda i controlli. Caglioni afferma di essere stato sorteggiato al controllo antidoping quattro volte di fila. Nel racconto la sequenza viene descritta come “strana”, soprattutto considerando la sua età e il momento: aveva 21 anni ed era diventato titolare. La conseguenza, secondo la sua versione, sarebbe stata la rovina della carriera.
carriera nel calcio e ripartenza dopo la squalifica
La traiettoria professionale di Nicholas Caglioni, dopo l’esperienza legata al doping, prosegue con ulteriori passaggi. Caglioni riferisce di avere ricominciato nel 2009 dalla Serie C, con la Pro Patria. Successivamente viene indicato un percorso che include anche un periodo di attività in Serie B, oltre a un totale di quasi trecento partite tra i professionisti.
Nel quadro temporale complessivo, lo stop definitivo arriva nel 2019, quando decide di chiudere definitivamente con il calcio. Il presente, come dichiarato, è occupato dalla nuova attività da camionista, ma sullo sfondo resta la memoria di un destino ritenuto diverso.
processo e scelta di non patteggiare
Nel racconto finale Caglioni mette a fuoco un aspetto decisivo: la scelta di arrivare a processo invece di accettare una soluzione alternativa. Indica che, se avesse patteggiato, avrebbe ottenuto una pena di sei mesi, chiudendo così la vicenda. La decisione di non seguire quella strada viene collegata alla convinzione di essere innocente, motivando la scelta di affrontare il giudizio.
persone citate nel racconto
- Nicholas Caglioni
- Marco Storari
- Argurio
