Eurovision 2026 proteste contro israele fuori e dentro l’arena: pro-pal sotto il palco bloccato sicurezza dopo l’esibizione di noam bettan

• Pubblicato il • 3 min
Eurovision 2026 proteste contro israele fuori e dentro l’arena: pro-pal sotto il palco bloccato  sicurezza dopo l’esibizione di noam bettan

Il Eurovision Song Contest 2026 prosegue tra musica e tensioni internazionali: ieri sera, 12 maggio, Israele con Noam Bettan e il brano “Michelle” ha superato la fase di selezione ed è approdato alla Grand Final del 16 maggio. L’esito della serata, però, è stato accompagnato da proteste sia all’interno che all’esterno dell’Arena, con messaggi pubblici e contestazioni riprese dalle telecamere dei telefoni.

eurovision song contest 2026: israele noam bettan “michelle” passa al gran final

La partecipazione israeliana, prevista in gara ieri sera, è culminata nel passaggio del turno. Noam Bettan, in rappresentanza di Israele con “Michelle”, ha ottenuto la qualificazione e si prepara alla finale del 16 maggio. La dinamica della competizione si è basata su un sistema misto già impiegato nella Grand Final, con televoto e giurie nazionali a determinare i risultati.

proteste eurovision: contestazioni e messaggi all’arena e sui social

Durante la serata non sono mancate reazioni e prese di posizione. Poco prima dell’esibizione di Noam Bettan, dalla platea è stato udito un coro che chiedeva fermare le azioni contro la popolazione civile, con lo slogan “stop, stop the genocide!”. L’atmosfera è rimasta tesa anche a fine performance.

video e intervento sicurezza dopo l’esibizione di noam bettan

Un video diffuso su X mostra un manifestante pro-Palestina a torso nudo, con la scritta “Free Palestina” sulla schiena. La scena, avvenuta immediatamente dopo l’esibizione, racconta di un blocco da parte della sicurezza al termine dell’apparizione in gara, sotto l’attenzione di numerosi smartphone presenti tra il pubblico.

manifestazione a vienna: protesta contro la partecipazione di israele

Nelle ore precedenti l’esibizione del concorrente israeliano, anche a Vienna si sono registrate azioni di protesta collegate al tema della partecipazione di Israele alla competizione musicale. Il movimento “Palästina Solidarität Österreich” ha organizzato un presidio in Schwedenplatz con l’obiettivo di contestare la presenza del Paese in gara.

simboli della protesta e accuse sul contesto internazionale

Durante il presidio, i manifestanti hanno deposto simbolicamente piccole bare corredate da fotografie di bambini vittime del conflitto a Gaza. L’iniziativa viene ricondotta alla fase di escalation iniziata dopo l’attacco di Hamas contro Israele. Gli organizzatori della protesta hanno dichiarato che, nonostante diverse sentenze internazionali e le posizioni espresse da Amnesty International, ONU e Medici Senza Frontiere, Israele continuerebbe a portare avanti operazioni militari in Palestina in un quadro che molte voci interpretano come occupazione illegale.

critiche su contraddizioni percepite nella rappresentazione internazionale

Nel corso della manifestazione sono state sollevate anche osservazioni legate alla partecipazione di Israele a un evento in corso a Vienna. Secondo gli attivisti, risulterebbe contraddittorio che il Paese si presenti sulla scena internazionale con un’immagine democratica e inclusiva, mentre al tempo stesso sarebbe al centro di gravi accuse sul piano del diritto internazionale.

eurovision 2026: i 10 concorrenti promossi dalla selezione

Riguardo alla gara di ieri sera, il regolamento ha portato alla qualificazione di dieci concorrenti. Il meccanismo adottato è quello misto: 50% del risultato dal televoto e 50% dall’insieme dei voti delle giurie nazionali, come già avvenuto nella Grand Final.

qualificati per la grand final del 16 maggio

Sono stati promossi: Grecia (Akylas – Ferto), Finlandia (Linda Lampenius & Pete Parkkonen – Liekhinheitin), Belgio (Essyla – Dancing on the ice), Svezia (Felicia – My system), Moldavia (Satoshi – Viva, Moldova), Israele (Noam Bettan – Michelle), Serbia (Lavina – Kraj Mene), Croazia (Lelek – Andromeda), Lituania (Lion Ceccah – Solo quiero màs) e Polonia (Alicja – Pray).

personalità citate nelle proteste e nella competizione

Nel materiale informativo compaiono figure collegate sia alla competizione sia alle iniziative di contestazione.

  • Noam Bettan
  • Akylas
  • Linda Lampenius
  • Pete Parkkonen
  • Essyla
  • Felicia
  • Satoshi
  • Lavina
  • Lelek
  • Lion Ceccah
  • Alicja
  • Palästina Solidarität Österreich
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