Epstein files: testimonianza sulle molestie al seno e il pupazzo che somigliava ad andrea

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Epstein files: testimonianza sulle molestie al seno e il pupazzo che somigliava ad andrea

Una figura meno esposta rispetto ad altri nomi al centro delle indagini torna al centro dell’attenzione pubblica grazie a nuovi elementi emersi nei documenti indicati come Epstein Files e alle ricostruzioni collegate alle accuse riferite negli anni. Al centro resta un episodio simbolico, quello del pupazzo comparso in una casa di Manhattan, che viene richiamato sia nelle testimonianze sia nelle fonti editoriali in cui compaiono le stesse parti coinvolte. Nel frattempo, la posizione dell’ambiente reale britannico si è distinta nel tempo: smentite iniziali, poi nuove dichiarazioni orientate al principio secondo cui la giustizia deve seguire il proprio corso.

epstein files e il nome di johanna sjöberg

Il nome di Johanna Sjöberg compare tra le informazioni rese disponibili negli Epstein Files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano. La presenza del nominativo è collegata a documenti connessi a un procedimento per diffamazione: nel materiale menzionato, Virginia Giuffre cita accuse risalenti al 2001 e incluse tra gli atti collegati, pubblicati nel 2015. La stessa figura risulta anche in relazione alle pagine del libro Nobody’s Girl, sempre attribuito a Virginia Giuffre.

La testimonianza attribuita a Sjöberg, pur riferita a un personaggio definito come meno visibile rispetto ad altri protagonisti della vicenda, viene richiamata per il contenuto relativo allo stato della posizione di Andrea Mountbatten-Windsor prima di un nuovo passaggio investigativo. In particolare, l’impostazione descritta riguarda un contesto di accuse: sull’ex principe risulta pendere una contestazione in senso lato riconducibile ad abuso d’ufficio.

l’accusa 2001: l’episodio del divano e del pupazzo

Nel 2001, Johanna Sjöberg avrebbe chiamato in causa Andrea Mountbatten-Windsor sostenendo che l’ex principe avrebbe abusato di lei. Secondo la versione fornita all’epoca agli inquirenti e poi riportata da Bbc, la donna, descritta come oggi quarantenne, racconta un momento ambientato a Manhattan, in un appartamento collegato a Epstein.

La ricostruzione indica che qualcuno avrebbe proposto di scattare una foto, portando il gruppo a sedersi sul divano. Andrea e Virginia sarebbero seduti sul divano insieme al pupazzo posizionato sulle ginocchia. A quel punto, Sjöberg sostiene di essersi seduta sulle ginocchia di Andrea, ritenendo di averlo fatto di spontanea volontà, mentre le mani del pupazzo e i movimenti delle persone coinvolte sarebbero stati orientati verso il corpo di Virginia e verso di lei.

punto chiave: la disposizione dei corpi nella scena

La versione riportata all’epoca descrive un assetto della scena in cui le mani del pupazzo vengono indicate come posate sul seno di Virginia, mentre Andrea avrebbe posizionato le proprie mani su Sjöberg. Il racconto, per la sua articolazione, viene utilizzato come elemento di continuità nelle narrazioni successive collegate alle presunte aggressioni.

supporto alle indagini e cambio di tono nelle dichiarazioni

Quando la narrazione di un episodio simile è riemersa per la prima volta in forma pubblica tramite scritti attribuiti a Virginia Giuffre, Buckingham Palace avrebbe risposto con una smentita decisa. La formulazione attribuita all’epoca afferma che ogni insinuazione relativa a comportamenti scorretti verso minori da parte del duca di York sarebbe stata categoricamente falsa.

La dinamica comunicativa viene poi descritta come mutata nel tempo: una nuova dichiarazione di sostegno alle indagini, collegata a re Carlo III e datata febbraio, ribadirebbe che la giustizia deve fare il suo corso, con riferimento alle responsabilità attribuite al fratello.

foto degli epstein files e conferma dell’esistenza del pupazzo

L’episodio del divano, richiamato in modo parallelo dalle ricostruzioni collegate a due vittime di Epstein, avrebbe ripreso forza grazie alla pubblicazione degli Epstein Files. I documenti includerebbero anche una fotografia utilizzata come prova visiva dell’esistenza dell’oggetto: il pupazzo descritto come “di piacere” sarebbe stato realmente presente in quella scena.

lo scatto: pupazzo, maxwell e cartello

Nella foto citata, il pupazzo a dimensione umana appare seduto sul divano, mentre fa capolino alle spalle di Ghislaine Maxwell. Maxwell è raffigurata in piedi, mentre indossa una tuta verde militare e regge con la mano un cartello che indica divieto di parcheggio nell’area riservata agli elicotteri. Sullo sfondo, sempre nella descrizione dello scatto, viene indicata l’ombra di un altro pupazzo che somiglia ad Andrea.

origini del pupazzo: spitting image e itv

L’oggetto sarebbe arrivato a New York dagli studi televisivi di ITV di Londra, dove all’epoca veniva trasmesso il programma satirico “Spitting Image”. Lo show veniva descritto come una trasmissione che prendeva in giro membri della famiglia reale e personaggi britannici di primo piano.

secondo incontro e descrizione della scena da virginia giuffre

Virginia Giuffre e Johanna Sjöberg, secondo la ricostruzione, sarebbero state nella stessa casa di Manhattan quando il pupazzo di ITV avrebbe fatto la sua comparsa. Virginia avrebbe collegato l’episodio al suo secondo incontro con l’allora principe Andrea, descrivendolo nel libro attribuito a Giuffre.

maxwell, il “regalo scherzoso” e la posa per la foto

La narrazione riporta che Maxwell avrebbe annunciato al principe di avergli acquistato un regalo scherzoso, ossia un pupazzo che gli somigliava. Secondo quanto riferito, Maxwell avrebbe proposto una posa per una foto: Virginia e il principe si sarebbero seduti uno accanto all’altro sul divano, mentre Maxwell avrebbe posizionato il pupazzo sulle ginocchia di Virginia, con una mano sul seno indicato nel racconto. Successivamente, sarebbe stata posizionata Sjöberg sulle ginocchia del principe, con una mano di Andrea associata ancora una volta al seno di Sjöberg.

rinfy andy, pagamenti e riferimenti agli episodi precedenti

Nel racconto attribuito a Virginia Giuffre, il primo episodio descritto come legato agli abusi di Andrea viene citato con il soprannome “il mandrillo”, ossia “Randy Andy”. La ricostruzione indica un pagamento di 15.000 dollari e i complimenti di Ghislaine, con la frase riportata secondo cui il principe si sarebbe divertito. La terza volta, nel resoconto, l’episodio viene collocato nelle Isole Vergini americane.

fede, famiglia e guarigione: dichiarazioni di johanna sjöberg

Johanna Sjöberg avrebbe rilasciato un’intervista circa sei mesi prima, con contenuti collegati al ruolo della fede nel suo percorso di guarigione dopo gli anni indicati come più difficili alla corte di Jeffrey Epstein. Il riferimento alla pubblicazione dell’intervista avviene tramite il The Catholic Heral, dove Sjöberg dichiara di vivere “tranquillamente” negli Stati Uniti.

Nel materiale attribuito, viene indicato che fede, famiglia e amicizie sarebbero i pilastri da cui avrebbe tratto forza. La donna afferma inoltre di aver trovato una strada diversa grazie alla grazia di Dio, aggiungendo che la grazia permetterebbe la guarigione anche quando la giustizia appare incompleta. La chiusura del contenuto evidenzia come, nel presente, la giustizia nei confronti di Andrea sembri aver preso una direzione diversa.

personaggi menzionati

  • Johanna Sjöberg
  • Jeffrey Epstein
  • Ghislaine Maxwell
  • Virginia Giuffre
  • Andrea Mountbatten-Windsor
  • Carlo III
Le mani sul seno e il pupazzo che somigliava ad Andrea: cosa racconta la testimonianza riemersa negli Epstein Files
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