Eobola grave e difficile secondo loms punto della situazione
Un’epidemia di ebola altamente preoccupante sta accelerando la propria espansione in Africa, con numeri che si aggiornano e con misure operative che si intensificano su più fronti. Mentre in Repubblica Democratica del Congo la situazione resta critica, l’attenzione cresce anche nei Paesi vicini e sul piano delle verifiche sanitarie internazionali.
epidemia di ebola nella repubblica democratica del congo: numeri e rischio
Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha descritto l’evento come un’epidemia estremamente grave e difficile. In un briefing virtuale con le autorità africane, Tedros ha indicato che nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 101 casi con 10 decessi; allo stesso tempo è stato evidenziato che l’epidemia nella Rdc risulterebbe più ampia, con oltre 900 casi sospetti e 220 decessi sospetti.
La stessa ricostruzione ha richiamato il livello di rischio stabilito dall’Oms: venerdì scorso l’agenzia ha innalzato la valutazione nella Rdc da alto a molto alto. Sul piano complessivo, la valutazione resta alta a livello regionale e bassa a livello globale.
rischio regionale elevato e misure immediate per i Paesi confinanti
Nel corso dell’intervento è stato ribadito che i Paesi confinanti con la Rdc sono considerati particolarmente esposti e dovrebbero adottare misure immediate. In aggiunta, è stato annunciato che oggi, 26 maggio, Tedros si recherà nella Repubblica Democratica del Congo insieme a Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’Oms.
oms: risposta operativa con africa cdc, imst e piano multi-agenzia
Tedros ha espresso apprezzamento per la leadership della risposta da parte dei governi della Rdc e dell’Uganda, ricordando che il 17 maggio è stata dichiarata un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic). L’Oms ha inoltre fornito dettagli sul coordinamento regionale e sui supporti tecnici messi in campo.
riunione dei ministri e priorità agli interventi di comunità
È stata menzionata una convocazione dei ministri della Salute africani avvenuta a margine dell’Assemblea mondiale della sanità, con l’obiettivo di aggiornare e sollecitare l’azione. Durante il confronto è stata sottolineata l’importanza degli interventi a livello comunitario, soprattutto in presenza di una carenza di fiducia.
team di supporto per la gestione degli incidenti e piano strategico
In collaborazione con l’Africa Cdc, l’Oms sta istituendo un Team di supporto per la gestione degli incidenti (Imst) a livello continentale. Parallelamente viene finalizzato un Piano strategico di preparazione e risposta multi-agenzia, allineato ai piani nazionali della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda e coordinato con i partner. Secondo quanto riportato, nell’ambito di Imst e del piano strategico viene valorizzata l’esperienza maturata nelle precedenti epidemie.
supporto sul territorio: tracciamento, laboratori, prevenzione e comunicazione del rischio
L’agenzia Onu per la salute risulta presente sul territorio e supporta le autorità nazionali in molte attività, tra cui tracciamento dei contatti, istituzione di centri di trattamento, rafforzamento delle capacità di laboratorio e gestione dei casi. Rientrano inoltre prevenzione e controllo delle infezioni, comunicazione del rischio e coinvolgimento della comunità. È stato indicato anche lo stanziamento di 3,9 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze dell’Oms.
fattori che rendono complessa l’epidemia: ritardi, insicurezza e mancanza di opzioni terapeutiche
Secondo Tedros, diversi aspetti rendono la situazione particolarmente complessa. Il primo elemento è il ritardo nell’individuazione del primo focolaio, con la conseguenza che l’epidemia si trova ora a essere inseguata mentre continua a diffondersi rapidamente. È stato riferito che le operazioni sono in accelerazione, ma l’andamento dell’epidemia risulta superiore alle capacità attuali.
Un ulteriore fattore riguarda la sicurezza nelle province di Ituri e Nord Kivu, dove l’intensificazione dei combattimenti ha determinato lo sfollamento di oltre 100mila persone. È stata inoltre segnalata una forte sfiducia da parte della popolazione verso le autorità esterne, con due episodi di violenza contro strutture sanitarie nell’ultima settimana. In questo contesto, viene indicata come prioritaria l’instaurazione di un rapporto di fiducia con le comunità colpite.
Il quadro include anche un limite clinico rilevante: non esistono vaccini o terapie approvati per il virus Bundibugyo. Sono citati due precedenti focolai di Bundibugyo: nel 2007 in Uganda e nel 2012 nella Repubblica Democratica del Congo.
ricerca e strumenti medici: priorità a anticorpi monoclonali e valutazione di antivirale
La scorsa settimana l’Oms ha riunito i leader di diverse organizzazioni partner nella Rete provvisoria per le contromisure mediche per valutare lo stato di sviluppo di vaccini, terapie e strumenti diagnostici. Nel confronto è stata raccomandata la priorità a due anticorpi monoclonali per l’avanzamento verso sperimentazioni cliniche.
È stata inoltre indicata la raccomandazione della valutazione dell’antivirale obeldesivir in una sperimentazione clinica come profilassi post-esposizione per persone ad alto rischio di contatto. La sperimentazione risulta in fase di sviluppo congiunto con Africa Cdc e con il Collaborative Open Research Consortium on filovuruses. Il percorso include anche discussioni con i partner sui vaccini candidati in fase di sviluppo e produzione.
previsione di tedros e impegno dell’oms
La previsione riportata è che la situazione peggiorerà prima di migliorare. L’OMS afferma di conoscere il virus e di sapere come fermarlo: l’obiettivo dichiarato è arrestare anche questa epidemia. La possibilità di riuscirci viene collegata esplicitamente all’unità e alla rapidità con cui le misure possono produrre effetti, con la consapevolezza della necessità di ridurre le perdite di vite.
È stato ribadito che l’Oms rimane impegnata a lavorare sotto la guida dei governi della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, fianco a fianco con Africa Cdc e gli altri partner, con l’indicazione di non fermarsi finché l’epidemia non sarà sotto controllo.
test a milano su due persone rientrate dall’uganda: esito negativo e rischio basso in italia
I test per ebola effettuati oggi al Sacco di Milano su due persone rientrate nelle ore precedenti dall’Uganda risultano negativi. Le due persone sono state sottoposte, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica nell’ambito delle attività di monitoraggio collegate all’epidemia di malattia da Ebola sviluppatasi nella Repubblica Democratica del Congo. La comunicazione è attribuita al ministero della Salute, in contatto con la Regione Lombardia.
protezione civile e aggiornamenti ufficiali
Il ministero della Salute partecipa al Comitato operativo della Protezione civile per le attività di coordinamento e monitoraggio. L’indicazione fornita è che seguiranno aggiornamenti ufficiali basati sull’evoluzione del quadro epidemiologico, con una valutazione del rischio in Italia che resta molto basso.
ulteriori test: malaria e principali virus respiratori, osservazione specialistica
L’assessore regionale al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, riferisce che i pazienti sono risultati negativi anche ai test per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati. Le condizioni cliniche rimangono sotto osservazione da parte degli infettivologi.
Tra le ipotesi considerate, in base ai primi risultati diagnostici, risulta quella di un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico, con positività alla Shigella in entrambi i soggetti. Sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. Al momento non emergono elementi di allarme per la salute pubblica.
sette casi confermati in uganda: due nuovi contagi da quando l’epidemia è stata rilevata
L’Uganda ha confermato due nuovi casi, portando il totale a sette dalla rilevazione dell’epidemia in questo Paese, avvenuta il 15 maggio. Il ministero della Salute ugandese ha comunicato che si tratta di operatori sanitari ugandesi che lavorano presso una struttura privata a Kampala, la capitale.
personaggi citati
- Tedros Adhanom Ghebreyesus
- Chikwe Ihekweazu
- Guido Bertolaso