Emma monzeglio esperienza con emergency cinque missioni in un anno e il sorriso dei migranti
Volontariato, cultura di pace, impegno sul campo: la traiettoria di Emma Monzeglio intreccia esperienze legate alle famiglie e alle comunità con un percorso dentro Emergency che, dal 2023, ha trasformato il volontariato in una presenza operativa nelle missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. A farle da filo conduttore è l’idea che il lavoro con le persone richieda organizzazione, competenza e una rete che sappia accogliere, sostenere e garantire assistenza concreta.
emma monzeglio e yep young emergency people
Prima ancora delle missioni in mare, Emma Monzeglio ha costruito una base di esperienza nel terzo settore. Ha seguito attività con bambini e famiglie, includendo aiuto nei dopo scuola e partecipazione a campi estivi. Con Emergency, invece, entra nel 2023: il rapporto matura nel tempo e risale anche a una fase precedente, quando durante gli anni delle elementari seguiva iniziative legate alla pace portando uno straccetto “della pace” collegato allo zaino.
Oggi Emma fa parte di YEP, “Young Emergency People”, la componente giovanile del volontariato dell’associazione. Nel suo racconto rientrano le attività di sensibilizzazione e produzione culturale: sono stati organizzati eventi per diffondere la cultura di pace, oltre a interventi nelle università quando emergeva un bisogno concreto. La componente giovanile ha realizzato anche un magazine con riflessioni su temi e argomenti, e proprio quel percorso ha aperto la possibilità di partecipare alla prima missione sulla Life Support, la nave di Emergency dedicata a ricerca e soccorso nel Mediterraneo.
missione sulla life support: ruoli extra e assistant cook
La prima missione di Emma risale al 4 marzo 2025. Il primo incarico a bordo è stato come “extra”, con un ruolo di supporto alla logistica e ai mediatori culturali nello svolgimento delle attività con le persone soccorse durante le operazioni. In seguito, Emma ha avuto modo di svolgere anche altre missioni, includendo il ruolo di “assistant cook”, un compito di supporto ai cuochi per l’organizzazione dei pasti destinati alle operazioni di soccorso.
Il lavoro descritto si collega a una dimensione pratica che non esclude lo studio: Emma studia legge. Il contributo in missione viene raccontato come un’esperienza capace di mettere alla prova e generare emozioni intense: l’incontro avviene con equipaggi composti da persone provenienti da tutto il mondo, con storie diverse, all’interno di un contesto di gruppo in cui ognuno svolge una parte secondo capacità e competenze.
emozioni, soccorso e organizzazione fino all’attracco
Ogni missione, nel racconto, porta emozioni differenti: l’incontro con “splendidi esseri umani” e con professionisti viene indicato come un tratto ricorrente. Il momento più intenso e complesso è quello del soccorso, seguito dal sollievo di sapere che le persone sono finalmente al sicuro. Subito dopo, però, arriva la fase in cui diventa decisivo gestire tutto ciò che serve dal momento del recupero fino all’attracco.
Lo staff della Life Support si organizza anche tramite i mediatori culturali per comprendere cosa possano mangiare le persone soccorse e quanta alimentazione occorra, spesso riferita a grandi quantità. Parallelamente, il team medico si occupa delle condizioni fisiche. La fase fino all’attracco può essere lunga, perché a volte vengono assegnati dei porti che richiedono giorni di navigazione. Emma sottolinea il peso emotivo di questa variabile, evidenziando quanto possa essere faticoso stare a bordo, in particolare per chi soffre il mal di mare, per la presenza di minori anche molto piccoli, per persone con patologie, per donne incinte e per chi è esausto dal viaggio o ha vissuto una perdita durante la traversata, con conseguenze di vulnerabilità psicologica.
vincoli operativi e decreto piantedosi
Nel racconto rientrano anche gli ostacoli organizzativi legati alle procedure. Emma richiama l’assegnazione di porti distanti e i fermi amministrativi previsti ai sensi del decreto Piantedosi. Lo stesso provvedimento viene descritto come ulteriore limite all’operatività delle Ong: dopo il soccorso le navi della Flotta civile devono raggiungere il porto di sbarco assegnato senza ritardo, riducendo la possibilità di effettuare soccorso multipli.
cinque missioni in un anno e gestione dei soccorsi
Emma ha svolto cinque missioni in un anno, indicate come durate di circa un mese ciascuna. L’inizio, nel suo racconto, non è descritto come semplice. Durante la prima missione è stato riferito che sono state soccorse 35 persone, tra cui ragazzi molto giovani e una famiglia. Emma evidenzia di essere stata molto emozionata, con il supporto di mediatori culturali definiti “eccellenti” che hanno guidato durante la fase di soccorso.
inventario dei vestiti e consegne durante le operazioni
Prima della partenza, Emma ha preparato un inventario di tutti i vestiti che vengono consegnati alle persone soccorse. Nella descrizione emerge che molte persone arrivano bagnate o anche coperte di benzina. Tra gli indumenti menzionati, vengono ricordate anche le sciarpe per le donne che necessitano di un hijab pulito e asciutto.
Un episodio resta particolarmente nella memoria: durante una missione, una donna “devastata” è riuscita faticosamente ad alzarsi e a raggiungere la parte più distante della nave con suo marito e sua bimba. Emma racconta di averle chiesto se potesse ricevere un hijab, che lei stessa ha trovato verde, con lo stesso colore della gonna. La conclusione del momento è legata a un sorriso ricordato come significativo. Il seguito operativo è descritto nella forma dell’arrivo in Italia in sicurezza, senza contatti successivi: dopo lo sbarco, resta solo la possibilità di immaginare e sperare che la vita prosegua nel modo migliore.
focus sul contributo concreto di emma monzeglio
Il percorso raccontato unisce sensibilizzazione e azione diretta. Dal lavoro nella sfera educativa e di comunità alla partecipazione a iniziative giovanili in YEP, fino agli incarichi a bordo della Life Support, l’impegno viene presentato come un sistema integrato di ruoli e procedure. La gestione dei soccorsi passa attraverso la collaborazione tra aree logistiche e culturali, la cura dell’organizzazione dei pasti e l’intervento del team medico, mentre i vincoli amministrativi influenzano tempi e possibilità di intervento.
Personaggi, ospiti o membri del cast menzionati:
- Emma Monzeglio
