È morto Maurizio Gozzelino, inventore del crodino: la ricetta segreta e gli ingredienti noti
Il mondo dell’aperitivo analcolico ha un simbolo capace di evocare immediatamente uno stile riconoscibile: il Crodino, il “biondo” che ha attraversato generazioni grazie a un’identità costruita con cura, intuizione e racconto. Dietro quel posizionamento che ha fatto storia, compare una figura centrale: Maurizio Gozzelino, enologo piemontese scomparso nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio all’età di 91 anni. La notizia è stata confermata dalla famiglia e rilanciata nelle ultime ore da diverse testate piemontesi e nazionali.
maurizio gozzelino e la nascita del crodino
Nato a Saluzzo nel 1935, Maurizio Gozzelino era conosciuto come “mago delle essenze”, per l’esperienza nel settore liquoristico e aromatico e per il suo fiuto nel comporre sapori e profumi. Dopo gli studi all’Istituto Enologico di Alba, nei primi anni Sessanta venne chiamato dall’imprenditore Piero Ginocchi a lavorare per le Terme di Crodo, in Val d’Ossola.
Il progetto puntava a realizzare un aperitivo analcolico capace di competere con i grandi bitter italiani presenti all’epoca. Un obiettivo percepito come difficile, che ha trovato una risposta concreta: da quelle premesse è nato il Crodino.
ricerca, sperimentazioni e prime bottigliette
La creazione del prodotto è passata attraverso anni di prove e sperimentazioni, fino a un traguardo storico. Il 28 luglio 1965 uscirono dallo stabilimento di Crodo le prime 53mila bottigliette della bevanda destinata a diventare familiare a molti.
La formula, ancora oggi considerata segreta, prevedeva una combinazione di erbe, spezie e radici. Tra gli ingredienti citati figurano scorza d’arancia, vaniglia, zenzero, coriandolo e chiodi di garofano. Il processo di affinamento prevedeva che il composto venisse lasciato maturare in botti di rovere per mesi.
tv, pubblicità e il payoff che ha fatto storia
Il percorso che ha trasformato il Crodino in un fenomeno nazionale ha avuto un ruolo decisivo anche fuori dall’ambito produttivo. La diffusione è stata accelerata da televisione e pubblicità, capaci di rendere immediatamente memorabile l’immagine del prodotto.
Gli spot di Carosello e il payoff “l’analcolico biondo che fa impazzire il mondo” sono entrati nel racconto collettivo del costume italiano. Nel tempo, il marchio è poi passato nel portafoglio del gruppo Campari, facendo arrivare la bevanda anche all’estero: dagli Stati Uniti all’Asia, seguendo il boom globale di drink analcolici e a basso contenuto alcolico.
In ogni passaggio evolutivo, il nome di Gozzelino è rimasto saldamente collegato alla piccola bottiglietta bionda diventata un riferimento riconoscibile.
figure citate nella storia del progetto
- Maurizio Gozzelino
- Piero Ginocchi


