Disabili non eroi : parla il direttore di superando

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Disabili non eroi : parla il direttore di superando

Il tema della disabilità entra nella quotidianità di chi lavora con l’informazione con un obiettivo preciso: parlare in modo rigoroso, scegliere le parole con attenzione e mettere al centro esperienze reali, evitando narrazioni costruite su schemi stereotipati. Con il recente passaggio di direzione, l’attenzione si concentra su un giornalismo che punta a superare tanto il pietismo quanto l’esaltazione “eroica”, rafforzando al tempo stesso visibilità per donne e giovani e una più solida cultura dell’accessibilità, tra digitale e libri.

superando.it e il nuovo direttore responsabile filippo visentin

Filippo Visentin, giornalista pubblicista nato a Padova dove vive e lavora, è stato nominato direttore responsabile di Superando.it. Classe 56 anni, Visentin diventa il primo direttore non vedente della testata. L’impegno professionale si intreccia con competenze specifiche: per necessità di studio e per attività lavorativa si occupa di accessibilità digitale. Ha conseguito una laurea in Lettere Moderne, una seconda laurea magistrale in Scienze Filosofiche e lavora nella pubblica amministrazione. È inoltre diplomato in pianoforte jazz ed esegue spesso concerti come solista.

accessibilità digitale: passi avanti e disomogeneità reale

Nel parlare di accessibilità digitale, Visentin riconosce che l’Italia ha compiuto passi avanti, soprattutto sul piano normativo. La valutazione cambia quando si osserva la situazione concreta: la fruizione autonoma da parte di una persona non vedente risulta spesso ostacolata, perché molte piattaforme, servizi online e contenuti editoriali restano difficili o impossibili da usare.

un sito accessibile non si limita alla compatibilità con screen reader

Visentin sottolinea che un sito accessibile non equivale soltanto a essere “compatibile” con uno screen reader. La costruzione deve garantire chiarezza, navigabilità e coerenza, tenendo conto delle diverse modalità di fruizione. In riferimento all’esperienza di consultazione, dichiara di navigare spesso sul sito di Fatto.it e di apprezzarne l’accessibilità.

libri digitali ed ebook accessibili: tecnologie disponibili, cultura ancora incompleta

Oltre al digitale, l’attenzione si estende ai libri. Visentin evidenzia che oggi esistono tecnologie avanzate e possibilità concrete per realizzare ebook accessibili e software di lettura evoluti. Nonostante questo, molti testi continuano a essere pubblicati solo in formato cartaceo, segno di una carenza culturale: spesso manca l’idea di accessibilità fin dall’inizio del progetto editoriale.

lingua straniera e differenze nel mondo anglofono

Un elemento di confronto riguarda i libri in lingua straniera. Visentin afferma che, nel mondo anglofono, la disponibilità di testi accessibili risulterebbe enormemente superiore rispetto ad altre realtà, evidenziando una distanza che non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche organizzazione editoriale e prassi.

direzione e responsabilità culturale: diritti, autonomia e inclusione

Assumere un ruolo alla guida di una testata storica del settore non viene presentato come un fatto puramente organizzativo, ma come una responsabilità culturale. Visentin parla di un compito “giornalistico ma anche culturale” e descrive Superando come uno spazio autorevole di informazione e confronto su diritti, autonomia e inclusione sociale. La disabilità visiva, secondo la sua prospettiva, incide sul modo di guardare il mondo, ma l’incarico non viene configurato come una narrazione eccezionale o eroica.

obiettivo editoriale: approfondimento serio e linguaggio attento

Il focus dichiarato è rendere la testata un luogo di approfondimento serio, libero e plurale, attento alla complessità e al linguaggio. L’intento centrale è anche favorire la costruzione di contesti realmente accessibili, in cui una persona possa mettere in campo competenze, sensibilità e professionalità.

relazione con redazione e collaboratori: dialogo, ascolto e lavoro condiviso

Visentin descrive il rapporto con la redazione come un percorso fondato su apertura e scambio. La direzione che desidera riprende, nel “solco di chi ha preceduto”, un modello di confronto: lavoro condiviso, ascolto reciproco e valorizzazione delle diverse sensibilità presenti in redazione tra collaboratori e lettori.

restituire complessità e creare uno spazio autentico

Raccontare questi temi, secondo Visentin, significa soprattutto restituire complessità alle esperienze delle persone e costruire uno spazio di riflessione autentico. L’approccio si concentra sulla costruzione di un racconto che non riduca la disabilità a categorie emotive o semplificate.

continuità e novità: accessibilità, vita indipendente, non autosufficienza, lavoro e scuola

Tra continuità e cambiamenti, Visentin indica temi principali su cui mantenere alta l’attenzione. La linea editoriale prevista include accessibilità, vita indipendente, non autosufficienza, lavoro e scuola. Una parte rilevante riguarda anche il modo in cui la disabilità viene rappresentata dai media e dal linguaggio pubblico.

non solo problemi: trasformazioni sociali e culturali

Il racconto non dovrebbe fermarsi alla sola esposizione delle difficoltà: è necessario dare spazio alle trasformazioni sociali e culturali utili a costruire una società più giusta e realmente inclusiva. In linea con questa impostazione, viene indicata l’intenzione di ampliare la presenza di esperienze dirette, evitando che siano sempre altri a parlare al posto delle persone con disabilità.

media e narrazione sulla disabilità: dai limiti attuali a una comunicazione più competente

Il percorso verso la direzione responsabile arriva dopo anni di presenza sul sito, con una riflessione personale sviluppata seguendo i temi affrontati nel tempo. Visentin afferma che la narrazione mediatica sulla disabilità, ancora oggi, risulta spesso fuorviante e talvolta anche errata, con una tendenza a non dare voce ai protagonisti diretti, cioè alle persone con disabilità.

tra schemi semplificati e approccio paternalistico o emotivo

Secondo Visentin, negli ultimi anni la comunicazione avrebbe mostrato miglioramenti rispetto al passato, ma permangono limiti. La disabilità verrebbe frequentemente raccontata con schemi semplificati, approcci paternalistici o chiavi emotive, alternando tra pietismo ed esaltazione “eroica”.

una narrazione equilibrata: diritti, servizi, autonomia e partecipazione

Per voltare pagina, Visentin indica la necessità di una narrazione più equilibrata e competente, capace di parlare di diritti, servizi, autonomia, lavoro, cultura e partecipazione sociale. Il giornalismo, in questa prospettiva, avrebbe un ruolo determinante nel costruire immaginari e linguaggi. Il miglioramento richiesto passa da maggiore preparazione, ascolto diretto delle persone con disabilità e da una loro presenza più stabile anche all’interno delle redazioni e dei processi comunicativi.

figure citate nel contesto della direzione e della testata

Nel quadro descritto emergono riferimenti a figure collegate alla guida editoriale e alla continuità della gestione.

  • Filippo Visentin
  • Stefania Delendati
  • Franco Bomprezzi
  • Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (Fish)
  • Fatto.it
“Disabili, non eroi da compatire: basta pietismo dai giornalisti, serve ascolto e professionalità”: colloquio con Filippo Visentin
Categorie: Tecnologia

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