Dimartino rabbia di Trump ministro della cultura spara a zero e taglia finanziamenti preoccupazione

• Pubblicato il • 7 min
Dimartino rabbia di Trump ministro della cultura spara a zero e taglia finanziamenti preoccupazione

Con L’improbabile piena dell’Oreto, Colpasce e Dimartino tornano a distanza di anni su un percorso che mette al centro la dimensione personale e la ricerca di senso. Dopo sette anni, Dimartino riprende la strada da solista con il quinto album di studio, costruito tra Milano e Palermo. Il disco si presenta come un racconto sonoro che chiede attenzione: un ascolto senza fretta, capace di tenere insieme vita, appartenenza e interrogativi esistenziali. Sullo sfondo si avverte anche l’eco di Franco Battiato, elemento inevitabile legato alle origini siciliane del cantautore, mentre il simbolo del fiume viene usato come immagine della vita e il cielo come enigma quotidiano, fino al momento in cui si cessa di vivere.

l’improbabile piena dell’oreto e la ricerca del “dopo”

La spinta dell’album nasce da una domanda rivolta direttamente all’ascoltatore: cosa esiste dopo questa vita. Dimartino racconta di essere interessato a interrogarsi senza trasformare il tema in un discorso filosofico. L’idea prende forma attraverso il brano “Contemplare il cielo attraverso le dita”, descritto come uno strumento per porre l’ascoltatore nella condizione di chi ha un dubbio esistenzialista e lo considera una parte legittima del proprio ruolo nel mondo.

la direzione del mondo e le preoccupazioni attuali

Alla domanda su quale piega stia prendendo la società, Dimartino esprime una forte apprensione. La direzione viene descritta come non piacevole, con il ritorno dei fascismi non percepito come qualcosa di nascosto, ma come un fenomeno evidente. Il riferimento include la figura di Trump e l’operato descritto come impossibile da immaginare fino a tempi recenti, richiamando un’immagine tratta dal film “Idiocracy”. Nel quadro generale, l’artista afferma di sentirsi spaventato all’idea di lasciare alle generazioni future un mondo non in pace.

cultura, politica e fragilità delle premesse

La preoccupazione viene collegata anche a parole attribuite a Trump contro il Papa e a un ministro della cultura presentato come protagonista di scelte criticamente valutate, tra cui la sottrazione di finanziamenti. Insieme, questi elementi vengono citati come premesse non positive per immaginare un futuro sereno.

ritornare all’infanzia come possibile risposta

Il tema del “dopo” si intreccia con un’ipotesi alternativa: tornare a una dimensione infantile. Dimartino sostiene che l’idea di ricongiungersi con la parte più giovane possa offrire una risposta ai problemi sociali, ricordando che i bambini avrebbero una visione meno aggressiva verso gli altri esseri viventi. Nel ragionamento compare anche il concetto che “stronzi non si nasce, ma ci si diventa”, con il passaggio del tempo e le vicissitudini che trasformano atteggiamenti e comportamenti. Da qui la proposta di un ritorno alla componente infantile, accantonata nel tempo, presentata come possibile via per affrontare le criticità della società.

cosa c’è dopo questa vita secondo la prospettiva di dimartino

Alla domanda sull’oltremondo, Dimartino afferma di non sentirsi materialista e dichiara una visione spirituale della relazione tra vita e morte. Rispetto a un’idea di fine totale, sostiene che qualcosa accadrà e che non crede che tutto finisca “qui”. Precisa però di non avere una visione cristiana della vita dopo la morte, ritenendo riduttivo limitare l’esistenza alla sola dimensione terrena, al corpo e alla materia. L’artista interpreta quel limite come una costrizione mentale che, a suo avviso, dovrebbe essere superata.

gusci vuoti e il sistema scolastico come separazione

“Gusci vuoti” introduce un’idea legata all’accesso allo studio e al comportamento dei professori verso gli allievi che “vanno bene”. Dimartino collega il contenuto alla propria esperienza e ricorda il suo primo disco del 2010, “Cara maestra abbiamo perso”. La visione sul sistema scolastico resta, secondo quanto dichiarato, sostanzialmente immutata nel tempo. Gli insegnanti universitari vengono definiti come miti da demolire, inserendo una critica centrata sulla distanza tra chi sta su una cattedra e chi sta su un banco.

la distanza tra cattedra e banco e l’effetto sull’apprendimento

La separazione descritta viene presentata come un fattore capace di annullare il concetto stesso di insegnamento. Alla base, secondo Dimartino, c’è la suggestione che l’allievo attribuisce al professore, con conseguenze sul modo in cui gli alunni apprendono. L’artista afferma che quanto accaduto ai suoi tempi negli anni ’90 si sarebbe riprodotto anche in contesti successivi, includendo esperienze legate a scuole di preti e all’università, con esempi di insegnanti giudicati severi o crudeli.

antropologia culturale e manie di onnipotenza

Tra gli episodi raccontati, un professore di Antropologia Culturale chiede di parlare dell’autore del libro usato per l’esame, rivelandosi l’autore stesso. Questo comportamento viene interpretato come una manifestazione di manie di onnipotenza.

progetti dell’adolescenza e sabotaggi lungo il corso della vita

La canzone viene collegata anche a ex compagni che si ritrovano dopo 20 anni e vedono cambiare la loro direzione. Nel testo emerge l’idea di progetti costruiti in adolescenza che, con regolarità, vengono sabotati dal “fiume” descritto come corso della vita. Dimartino ricorda di aver avuto numerosi progetti e di aver dichiarato una coerenza personale già dalla formazione della sua prima band a 14 anni. Racconta inoltre un periodo in cui ha svolto il ruolo di professore a scuola come supplente di musica, indicando di esserne stato “fortunato”.

meravigliosa incoscienza e il mostro da affrontare

In “Meravigliosa incoscienza” si parla di “far pace col mostro”. Dimartino chiarisce che i mostri vengono spesso pensati come qualcosa di esterno, ma la canzone suggerisce che a volte il “mostro” coincide con ciò di cui bisogna spaventarsi dentro di sé. L’immagine è collegata anche a un animale leggendario raccontato dal nonno, “sugghiu”, descritto come una creatura con testa antropomorfa e corpo di lucertola lungo circa due metri. Il nonno, contadino del paese Misilmeri, avrebbe trasportato legna fino a zone come Corleone, raccontando di aver visto “sugghiu” vicino a un corso d’acqua. Da qui nasce l’idea che il fiume nasconda anche qualcosa di inquietante, associata a un sentimento persistente di inquietudine.

storia della mia rabbia e l’addomesticamento del sentimento

“Storia della mia rabbia” include una denuncia legata al fatto che per anni la rabbia è stata indicata come “nemica nerissima”. Dimartino precisa di non considerarsi una persona rabbiosa, ma di aver imparato a non lasciare “vivere” la rabbia senza controllo. Descrive la rabbia come un cane presente accanto a ognuno, gestibile attraverso l’addomesticamento, evitando che resti selvaggio. L’artista sostiene che bisognerebbe imparare a gestire la rabbia, e collega questa capacità a un miglioramento dei rapporti con gli altri. Nel ragionamento, la rabbia di Trump viene immaginata come un orso polare: se fosse stato addomesticato da piccolo, sarebbero stati possibili meno problemi in questo momento storico.

chi può aiutare nella gestione della rabbia

Gli strumenti per addomesticare la rabbia vengono attribuiti a figure e strutture della società: maestri, welfare e la necessità che la comunità fornisca mezzi per gestire questo sentimento. Dopo la pandemia, sui social la rabbia viene descritta come particolarmente diffusa. Nel passaggio conclusivo, l’artista collega la rabbia ai fascismi, interpretandola come un fattore capace di portare verso quei fenomeni.

colpasce e dimartino: un rapporto che resta personale

Il rapporto con Colapesce viene descritto come solido e basato su un’amicizia curata. La collaborazione artistica, secondo quanto dichiarato, non diventa mai una “ditta”: l’idea è mantenere l’individualità di ciascuno, ricordando che i due nascono cantautori separati. Dimartino afferma di aver pubblicato quattro dischi prima di incontrare Colapesce. In prospettiva, una nuova collaborazione musicale avverrebbe solo se ognuno avrà fatto esperienze proprie, con un progetto comune che non viene presentato come una semplice ripetizione di una struttura societaria. In chiusura, l’artista ironizza sull’eventualità di una “Srl”, come forma di scherzosa distanza dal concetto di impresa.

personaggi coinvolti

Colapesce; Dimartino; Franco Battiato; Donald Trump; il Papa; Mike Judge.

Dimartino: “La rabbia di Trump è come quella di un orso polare selvaggio. Il nostro ministro della cultura spara a zero e toglie finanziamenti. Sono preoccupato”
Plasma: “Gli scontri con Anna Pettinelli ad Amici 25? Rifarei tutto, so chi sono. Ho fatto pace con i miei alti e bassi. ‘Colore’ nasce quando ero confuso e da solo. Essere fragili e scrivere canzoni è un privilegio”
Shiva in concerto a Milano con il Vangelo dopo i guai giudiziari: “Il mio successo suona come una grande vendetta per chi mi ha voltato le spalle e non ha creduto in me”
Categorie: TV e Spettacolo

Per te