Diabete e obesità: nuovi farmaci efficaci ma cresce l uso improprio

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Diabete e obesità: nuovi farmaci efficaci ma cresce l uso improprio

Nuovi farmaci per diabete e obesità stanno modificando in modo significativo la storia naturale del diabete di tipo 2, offrendo benefici clinici rilevanti anche sul peso. L’attenzione cresce rapidamente, ma con essa aumenta anche il rischio di utilizzi impropri. La posizione della Società italiana di diabetologia (Sid) è netta: terapie efficaci devono restare prescrizioni guidate da specialisti, sostenute da controlli nel tempo e da canali di distribuzione autorizzati.

farmaci per dimagrire e diabete di tipo 2: i benefici clinici principali

Negli ultimi anni sono arrivati sul mercato farmaci innovativi, tra cui agonisti del Glp-1 e doppi agonisti Gip-Glp-1. In Italia risultano prescrivibili e rimborsabili per il trattamento del diabete di tipo 2. La presidente Sid, Raffaella Buzzetti, evidenzia che tali terapie agiscono non solo sui valori glicemici, ma anche su molteplici aspetti legati al rischio globale.

Secondo la specialista, questi farmaci riducono la glicemia e l’emoglobina glicata e, grazie a un’azione su più organi, contribuiscono a diminuiscono il rischio cardiovascolare associato al diabete, includendo eventi come infarto e ictus. Viene inoltre richiamata la capacità di proteggere il rene dalla malattia renale cronica.

farmaci anti-obesità e perdita di peso: interesse alto, gestione specialistica essenziale

Uno degli effetti più evidenti è la perdita di peso, che ha alimentato un crescente interesse verso queste terapie anche al di fuori delle indicazioni cliniche. Buzzetti precisa che la riduzione del peso corporeo può essere molto efficace, ma resta il punto centrale: sono farmaci e, come tali, non devono essere usati senza un inquadramento medico.

La prescrizione deve avvenire da parte di specialisti, in particolare diabetologi o endocrinologi. Inoltre i pazienti devono essere seguiti nel tempo con controlli periodici, così da garantire un utilizzo coerente con lo stato clinico e l’andamento della terapia.

rischio principale: uso improprio e influenza di social ed emulazione

Per la presidente Sid il rischio più rilevante riguarda l’uso improprio dei cosiddetti farmaci per dimagrire, spesso favorito da un passaparola distorto e da dinamiche social. Viene segnalato che molti VIP, anche in Italia e non solo negli Stati Uniti, assumono queste terapie per perdere peso e “tornare in forma”, pur non riconoscendolo pubblicamente.

La raccomandazione è di evitare l’adozione basata sull’emulazione: non devono essere assunti perché “un amico” o “un’amica” sarebbe dimagrito. La terapia, secondo Buzzetti, non deve essere impiegata per perdere pochi chili né per ragioni estetiche.

effetti collaterali dei farmaci: nausea e vomito, casi rari di eventi avversi

Tra gli effetti collaterali più frequenti vengono indicati nausea e vomito, generalmente con andamento transitorio. La presidente Sid ricorda inoltre la possibilità, seppur rara, di eventi avversi molto rari, tra cui problematiche oculari di tipo neurologico, trattandosi di casi considerati eccezionali rispetto all’ampiezza della popolazione che utilizza queste terapie.

genere e risposta clinica: differenze sul peso, nessuna differenza sulla glicemia

Vengono riportati anche elementi relativi alla risposta in base al sesso. Buzzetti sottolinea che le donne perdono mediamente 1-2 kg in più rispetto agli uomini. Non risultano invece differenze tra i due sessi per quanto riguarda la riduzione della glicemia e degli altri parametri.

La specialista richiama inoltre che anche i giovani possono necessitare di queste terapie, soprattutto in presenza di diabete o obesità importante.

indicazioni cliniche e prescrizione: non solo sovrappeso, ma reale necessità

La prescrizione deve avvenire solo quando esiste una reale indicazione clinica. Viene richiamato il riferimento a criteri come la presenza di un indice di massa corporea elevato, non per un semplice sovrappeso. Per coloro che devono perdere pochi chili, la strategia indicata resta un approccio non farmacologico: attività fisica regolare almeno 3 volte a settimana, associata a una dieta mediterranea equilibrata e personalizzata.

acquisti online e mercato parallelo: allarme su prodotti non autorizzati

Un ulteriore punto di attenzione riguarda la sicurezza legata al mercato illegale o non tracciabile. Buzzetti invita a diffidare sempre dei prodotti acquistati su Internet e segnala un caso concreto: una ragazza è finita in terapia intensiva per una grave ipoglicemia dopo aver comprato online un prodotto ritenuto uno dei farmaci dimagranti, che invece conteneva insulina.

Il messaggio finale è chiaro: i farmaci devono essere acquistati solo tramite canali ufficiali e devono essere prescritti dal medico. Il problema principale, secondo la presidente Sid, rimane l’autoprescrizione e l’uso incontrollato.

Personaggi citati:

  • Raffaella Buzzetti (presidente della Società italiana di diabetologia, Sid)
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