Delitto garlasco procura di pavia nega l’accesso agli atti a un giornale

• Pubblicato il • 5 min
Delitto garlasco procura di pavia nega l’accesso agli atti a un giornale

La vicenda legata all’omicidio di Chiara Poggi e al caso di Garlasco continua a generare un forte impatto pubblico, anche a quasi vent’anni dai fatti del 13 agosto 2007. L’attenzione si è riaccesa dopo una richiesta formale rivolta alla Procura di Pavia, avanzata con l’obiettivo di ottenere copia o visione degli atti dell’indagine, al termine della fase istruttoria, in un contesto in cui stampa e televisione hanno già diffuso numerose informazioni sullo stato delle verifiche.

richiesta di accesso agli atti per l’indagine su chiara poggi

In data 11 maggio 2026, una testata giornalistica nazionale ha presentato alla Procura di Pavia una domanda formale per ottenere copia o visione degli atti relativi all’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. La richiesta era indirizzata al procuratore e veniva motivata come esercizio del diritto di cronaca e di informazione previsto dall’articolo 21 della costituzione, richiamando l’elevato interesse pubblico che il caso di Garlasco mantiene nel tempo.

Il quadro informativo sull’indagine, a partire da marzo 2025, è stato caratterizzato da notizie, accertamenti e ricostruzioni presentate anche tramite servizi giornalistici televisivi, con la diffusione di contenuti che avrebbero riguardato anche una pista alternativa del delitto. Nello specifico, era stato riportato che l’impronta 33 rilevata sulla parete destra delle scale che conducono alla tavernetta fosse insanguinata.

perché l’accesso agli atti era considerato decisivo

Secondo la ricostruzione fornita, l’accesso agli atti depositati sarebbe stato indicato come un punto fermo per consentire a un cronista di leggere, studiare e comprendere meglio su quali basi si fondano le oltre 100 pagine di atto d’accusa lette il 6 maggio all’indagato. In quella circostanza, l’indagato aveva dichiarato di avvalersi della facoltà di non rispondere.

procura di pavia: rigetto dell’istanza e motivazioni giuridiche

La Procura di Pavia ha respinto la domanda. Il provvedimento risulta firmato dal procuratore aggiunto stefano civardi e dalla pubblica ministera valentina rizza, titolari dell’indagine che ipotizza la colpevolezza di andrea sempio e l’innocenza di alberto stasi, già condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni.

limiti alla pubblicazione e bilanciamento tra interessi contrapposti

Nelle motivazioni del rigetto, i magistrati hanno richiamato l’intervento normativo del 2024, che limita la pubblicazione di determinati atti giudiziari, inclusi gli elementi come le ordinanze di custodia cautelare. La Procura ha inoltre sottolineato che il bilanciamento tra interessi oppostidiritto di cronaca, presunzione di innocenza e trasparenza delle fonti—non sarebbe nella disponibilità del singolo magistrato, poiché si tratta di valutazioni generali rimesse al legislatore.

È stato evidenziato anche che l’istanza non avrebbe dimostrato un interesse specifico riconducibile a esigenze particolari, ad esempio legate a difesa in procedimenti per diffamazione o a posizioni tutelabili tramite accesso agli atti. Di conseguenza, secondo l’impostazione del provvedimento, sarebbe rimasto in campo l’ampio e conosciuto diritto di libertà sancito dall’articolo 21 della costituzione.

articolo 116 cpp: esclusione di un diritto assoluto alla copia degli atti

La Procura ha richiamato la giurisprudenza di legittimità nel negare che l’articolo 116 del codice di procedura penale, che disciplina l’accesso a copie, estratti o certificati di singoli atti per chi ne ha interesse, attribuisca un diritto pieno della parte a ottenere copia o consultazione dei documenti processuali.

Nel contempo, è stato ricordato che alcuni contenuti processuali sono stati pubblicati da diverse testate, citando anche ilFattoQuotidiano, circostanza che avrebbe provocato la protesta della difesa di Andrea Sempio e della parte civile. Il tema del segreto istruttorio e dei confini della divulgazione informativa emerge quindi come snodo centrale del conflitto tra pubblicazione e tutela.

proteste e critiche delle difese sulle informazioni diffuse

La difesa di Andrea Sempio ha contestato la pubblicazione di informazioni riguardanti dichiarazioni attribuite all’indagato subito dopo l’incontro in Procura del 6 maggio. I legali, angela taccia e liborio cataliotti, hanno dichiarato che sarebbe stata avviata la richiesta per ottenere quanto prima tutti gli atti e i documenti raccolti durante l’anno di indagine, aggiungendo che sarebbero seguiti giorni di intenso studio e lavoro e chiedendo ai media di adottare maggiore cautela nell’interpretare informazioni divulgate in violazione del segreto istruttorio.

indagine non ancora chiusa e documenti non ancora depositati

L’indagine, secondo la ricostruzione riportata, non risultava ancora chiusa e gli atti non risultavano ancora depositati al momento delle contestazioni. Anche gli avvocati della famiglia Poggi avrebbero rivolto critiche all’operato investigativo, concentrandosi sulle intercettazioni disposte sui familiari della vittima.

Le medesime difese hanno evidenziato che sarebbero stati diffusi impropriamente anche gli esiti di un’attività captativa, indicando che tale diffusione avverrebbe in spregio alle norme penali di riferimento.

rinvio a giudizio e ruolo della corte d’assise

Nel caso in cui Andrea Sempio dovesse essere rinviato a giudizio, la valutazione degli indizi proposti dalla procura spetterebbe a una corte d’assise, composta da giudici togati e giudici popolari. La complessità del percorso processuale è resa evidente dalla circostanza che il caso di Garlasco è rimasto fortemente conosciuto nel tempo.

nomi citati nella vicenda

Personaggi coinvolti nella ricostruzione:

  • Chiara Poggi
  • Andrea Sempio
  • Alberto Stasi
  • Stefano Civardi
  • Valentina Rizza
  • Angela Taccia
  • Liborio Cataliotti
  • Garlasco
  • ilFattoQuotidiano
Garlasco, la Procura di Pavia nega l’accesso agli atti a una testata giornalistica. “Non spetta al magistrato bilanciare cronaca e giustizia”
Categorie: NewsCronaca

Per te