Decaduto renzo testolin presidente della regione valle d’aosta: perché era ineleggibile

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Decaduto renzo testolin presidente della regione valle d’aosta: perché era ineleggibile

La politica regionale della Valle d’Aosta entra in una nuova fase dopo una decisione del Tribunale di Aosta che ha stabilito la decadenza del presidente della Regione Renzo Testolin. Il verdetto riguarda l’ineleggibilità legata ai limiti di mandato previsti dalla normativa regionale, con conseguenze dirette sulla composizione della giunta e sulle prospettive del governo locale.

tribunale di aosta: decadenza renzo testolin per ineleggibilità

I magistrati valdostani hanno dichiarato decaduto il presidente della Regione Renzo Testolin per ineleggibilità, accogliendo il ricorso promosso dai consiglieri di opposizione Avs e respingendo sia la tesi difensiva dell’avvocato del presidente sia le posizioni sostenute dalla Regione.

La pronuncia si fonda sull’applicazione della legge regionale 21 del 2007, che disciplina i limiti agli incarichi di governo nella Regione. Il presidente, secondo quanto previsto dalla norma, avrebbe completato il terzo mandato nella scorsa legislatura.

limiti di mandato: terzo mandato e divieto di una quarta giunta

Il punto centrale riguarda l’interpretazione della disciplina sui mandati. Poiché si parla della quarta volta in giunta, la normativa non consente la rielezione: l’assetto regolatorio non prevede tale evenienza. Il collegio giudicante ha infatti ritenuto dirimente l’interpretazione letterale della legge regionale.

In base a quanto riportato, l’espletamento di un terzo mandato sarebbe ammesso solo quando uno dei due mandati precedenti (il primo o il secondo) abbia avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno. Il Tribunale ha quindi escluso la possibilità di ricoprire cariche di governo all’interno della giunta per quattro legislature consecutive.

questione costituzionale alla consulta respinta

Il collegio ha anche respinto la possibilità di sollevare la questione di incostituzionalità davanti alla Corte costituzionale. La valutazione del Tribunale parte dall’assenza, secondo l’organo giudicante, di dubbi sulla legittimità della legge regionale che stabilisce i limiti ai mandati nel governo della Regione.

La coerenza con la Costituzione viene ricondotta all’assenza di contrasti con l’articolo 51, richiamato nella motivazione riportata.

renzo testolin: incarichi, conferme e contesto politico-giudiziario

Renzo Testolin, nato nel 1958 e indicato come 57 anni, è governatore della Valle d’Aosta dal 2 marzo 2023 e confermato il 6 novembre 2025. Esponente di primo piano dell’Union valdôtaine, è risultato primo degli eletti con 3.808 preferenze personali nelle ultime elezioni regionali.

La sua nomina alla guida di un esecutivo sostenuto dagli autonomisti e da Forza Italia ha innescato una “querelle” politica e poi giudiziaria. Il nodo riguardava l’interpretazione della legge regionale che fissa il limite di tre mandati per gli incarichi di governo, mentre Testolin aveva già ricoperto ruoli nella giunta prima come assessore e poi come presidente, per tre legislature consecutive.

Il presidente risulterebbe inoltre rieletto anche nella legislatura in corso, dopo aver svolto il ruolo ininterrottamente secondo la dinamica descritta dal contesto.

costituzionalista enrico grosso e parere sull’interpretazione

Nel quadro della vicenda, viene citato il costituzionalista Enrico Grosso, autore di un parere a favore dell’incarico. Secondo Grosso, in almeno una delle due legislature immediatamente precedenti a quella del 2025, Testolin avrebbe ricoperto cariche per una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno. Questa circostanza, secondo il parere, avrebbe reso possibile l’ultima elezione.

La lettura adottata dal Tribunale, però, si discosta da tale impostazione: il collegio giudicante stabilisce che la norma ammetterebbe il terzo mandato solo nel caso indicato e che, nel caso concreto, non sarebbe stato soddisfatto il requisito richiesto.

reazioni di avs: vittoria e possibili effetti sulla giunta

La decisione del Tribunale è stata commentata dal leader di Avs in Valle d’Aosta, Elio Riccarand, che ha dichiarato soddisfazione per l’esito della causa. Riccarand ha sostenuto che il Tribunale avrebbe riconosciuto una violazione della legge e che Testolin non poteva più essere eletto in giunta.

Nel commento riportato, viene inoltre precisato che il collegio avrebbe considerato la legittimità della norma, escludendo l’esistenza di questioni costituzionali. La ricostruzione aggiunge che la Regione non avrebbe potuto costituirsi in giudizio, secondo la tesi espressa, per ragioni legate all’interesse pubblico, descritto come assente rispetto alla dimensione soggettiva della posizione del presidente.

La conclusione di Riccarand evidenzia anche un possibile effetto “a ruota” su altri componenti dell’esecutivo: si parla della possibilità che la sentenza coinvolga Bertschy, indicato come vicepresidente della Valle d’Aosta, con l’esito che non potrà fare parte della giunta.

nomi coinvolti nella vicenda

  • Renzo Testolin
  • Elio Riccarand
  • Enrico Grosso
  • Bertschy
  • Avs
Decaduto Renzo Testolin, presidente della Regione Valle d’Aosta: era ineleggibile
Categorie: PoliticaCronaca

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