Cuba risponde alle sanzioni di trump con le riforme mentre usa continuano le minacce

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Cuba risponde alle sanzioni di trump con le riforme mentre  usa continuano le minacce

Negli ultimi giorni a Cuba il tema della minaccia di guerra è entrato con forza anche nel linguaggio quotidiano delle famiglie, fino a toccare le conversazioni con i bambini. La necessità di spiegare cosa potrebbe accadere e quale comportamento adottare in caso di attacco militare ha avviato un confronto collettivo tra genitori, impegnati a trovare parole adeguate, perché la paura non è solo da gestire: è anche da comunicare.

cuba, genitori alle prese con la spiegazione delle minacce di guerra

Molti genitori, anche con figli molto piccoli, raccontano di vivere una situazione complessa: spiegare che potrebbero esistere minacce di guerra e chiarire che, in caso di attacco, la priorità diventa la ricerca di un rifugio. La difficoltà non riguarda tanto il “come” individuare un riparo, quanto il “perché” davanti alle domande dei bambini: perché qualcuno dovrebbe attaccare militarmente?

domande dei figli e ricerca di risposte comprensibili

Anche genitori che non condividono le politiche del governo cubano dichiarano di trovare comunque complicato rispondere a quesiti diretti e immediati. È dentro questa cornice che si comprende anche la partecipazione a eventi pubblici, come le celebrazioni del Primo Maggio, diventate occasione per riaffermare la richiesta di pace mentre restano vive le preoccupazioni per le conseguenze della tensione internazionale.

primo maggio a cuba: grande partecipazione, pace ed fine dell’embargo

Nonostante le difficoltà legate al blocco petrolifero statunitense, che rende la benzina scarsa e limita i trasporti pubblici, migliaia di persone si sono riversate nelle piazze già dalle prime ore dell’alba. Solo a l’Avana si parla di circa mezzo milione di partecipanti. La manifestazione si è chiusa davanti all’ambasciata statunitense.

Le parole d’ordine indicate erano due: la fine dell’embargo che “strangola” l’isola e la pace.

minacce e sanzioni statunitensi: portaerei e rafforzamento extraterritoriale

Parallelamente, sull’altra sponda dell’oceano, sono emerse affermazioni e decisioni che intensificano il clima di pressione. Al rientro dall’Iran, Trump avrebbe indicato che la portaerei Uss Abraham Lincoln potrebbe fermarsi al largo di Cuba. Inoltre sono state annunciate nuove dure sanzioni contro le imprese statali cubane.

sanzioni con effetto su aziende straniere

Secondo quanto riportato, le misure possono colpire anche le aziende straniere che intrattengono rapporti con imprese statali cubane, anche quando non esiste alcun rapporto produttivo con imprese americane. In sintesi, si rafforza la dimensione extraterritoriale dell’embargo, con un impatto che viene descritto come lesivo non solo della sovranità cubana, ma anche di quella di altri paesi.

sherritt lascia cuba dopo le sanzioni: dissuasione e impatto economico

A seguito delle sanzioni, l’impresa canadese Sherritt, presente a Cuba dal 1991 per l’estrazione del nichel, ha annunciato l’intenzione di lasciare l’isola. Il motivo indicato riguarda l’effetto complessivo delle nuove misure, considerate sufficientemente pesanti da dissuadere la prosecuzione di una collaborazione definita storica, anche se l’azienda non risulterebbe colpita direttamente.

Nel quadro descritto, la forza delle sanzioni non starebbe solo nella capacità di colpire direttamente, ma anche nella capacità di dissuadere gli operatori economici dal continuare a operare.

riforme interne annunciate dal governo cubano: riduzione apparato e semplificazioni

La partecipazione al Primo Maggio non viene presentata come un sostegno senza condizioni al governo cubano. Il primo ministro Manuel Marrero è intervenuto in televisione sostenendo che non sarà “più come prima”, sia nella lotta alla corruzione sia rispetto all’inefficienza della macchina burocratica, descritta come troppo grande per un’economia già sofferente.

riduzione dell’apparato statale e nuove regole migratorie

Pochi giorni prima, Marrero ha annunciato una riduzione dell’apparato statale e un aumento della semplificazione burocratica. Successivamente è stata approvata una nuova legge migratoria che ridefinisce il rapporto tra emigrati e isola, con l’obiettivo di facilitare la possibilità di fare impresa e possedere beni a Cuba.

riforma agraria e regimi di proprietà: imprese miste e cambiamenti strutturali

In meno di due mesi sono state approvate anche una riforma agraria, che elimina il monopolio statale sulla commercializzazione dei prodotti agricoli, e una riforma dei regimi di proprietà, che rende possibile la creazione di imprese miste tra capitale privato e straniero e imprese statali. È inoltre menzionata l’esistenza di una legge sulla casa in discussione.

limiti nell’implementazione: segmentazione dei mercati e integrazione decisionale

Le riforme vengono collegate a richieste presenti da anni in alcuni segmenti della società, soprattutto tra le persone più istruite o avvantaggiate. Pur aprendo nuove possibilità sulla carta, l’attuazione viene descritta come frenata da problemi strutturali persistenti, in particolare la segmentazione dei mercati e le differenze nelle regole di formazione dei prezzi, nei modelli decisionali e negli obblighi. Ad esempio, la legge consente imprese miste, ma non chiarisce come possano integrarsi un modello decisionale burocratico, in cui le imprese restano subordinate ai ministeri, con i modelli decisionali tipici delle imprese private.

discontinuità dall’isola a fronte di pressione esterna

Nel quadro complessivo, il governo cubano viene presentato come protagonista di segnali di discontinuità. Sul piano esterno, invece, restano in evidenza minacce di aggressione e sanzioni considerate capaci di compromettere la vita e la salute di dieci milioni di cubani e cubane.

personaggi e figure citate:

  • Manuel Marrero, primo ministro di Cuba
  • Donald Trump, presidente degli Stati Uniti (citato)
  • Sherritt, impresa canadese (citata come soggetto aziendale)
Davanti alle sanzioni di Trump, Cuba risponde con le riforme. Ma dagli Usa continuano le minacce

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