Consiglieri Pd di Torre Annunziata indagati per falsi rimborsi

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Consiglieri Pd di Torre Annunziata indagati per falsi rimborsi

La resa dei conti politica e giudiziaria a Torre Annunziata si intensifica con una serie di passaggi che coinvolgono l’amministrazione comunale, le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo e nuove contestazioni emerse dalle indagini della procura. Sullo sfondo resta anche l’attenzione istituzionale, con una proposta di scioglimento per ragioni legate alla camorra che pende al Viminale.

Il quadro si compone di accuse formulate dal procuratore Nunzio Fragliasso su presunti “zone d’ombra” dell’azione amministrativa e di riscontri su un livello di inquinamento del contesto comunale, emersi in più sedi: durante una cerimonia legata alla demolizione di Palazzo Fienga e in ambito riservato davanti a un comitato della commissione parlamentare anticamorra.

dimissioni del sindaco e intervento della procura su torre annunziata

Le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo si collocano in una fase in cui la gestione comunale è oggetto di contestazioni. Le dimissioni diventeranno irrevocabili il 25 maggio, salvo ripensamenti, mentre prosegue l’iter che vede una proposta di scioglimento per camorra in valutazione presso il Viminale.

Le accuse del procuratore Nunzio Fragliasso si intrecciano con le risultanze emerse da atti giudiziari che interessano specifiche aree dell’amministrazione e singoli consiglieri, con sequestri e procedure che delineano un impianto accusatorio centrato su presunte irregolarità.

sequestro oltre 18 mila euro e rimborsopoli legata ai consiglieri pd

Nelle ore precedenti è arrivata conferma sul livello di inquinamento del contesto comunale sul quale era intervenuto Fragliasso. In parallelo, la procura oplontina e la Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro di oltre 18 mila euro, descritto come una nuova criticità giudiziaria per l’amministrazione guidata da Cuccurullo.

consiglieri indagati e contestazioni: truffa e falsità

Nel procedimento risultano indagati Fabio Giorgio (capogruppo del Pd) e Gaetano Ruggiero, insieme a una terza persona indicata come sindacalista e padre di Giorgio. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati di truffa ai danni del Comune, falsità ideologica e falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulle qualità personali proprie.

rimborsi e gettoni: spese fantasma e attestazioni truccate

Il decreto ricostruisce una vicenda descritta come una “rimborsopoli”, basata su carte e attestazioni ritenute alterate allo scopo di ottenere rimborsi e gettoni collegati all’attività consiliare. Secondo l’impostazione accusatoria, uno dei due consiglieri, Giorgio, sarebbe stato assunto solo fittiziamente come distaccato di un sindacato a Civitavecchia, con il fine di gonfiare le cedole.

L’indagine è partita da una denuncia del segretario generale di Torre Annunziata e dalle sue segnalazioni indirizzate al sindaco. L’attenzione degli investigatori riguarda, in particolare, i gettoni di presenza e i rimborsi erogati dal Comune.

periodi contestati e ritenute condizioni di irregolarità

Secondo quanto emerso dalle attività svolte dai militari, i reati contestati riguardano due intervalli temporali: dal primo aprile 2025 al 31 luglio 2025 e dall’ottobre 2024 all’ottobre 2025. Giorgio, capogruppo del Pd, si era dimesso dopo le dichiarazioni di Fragliasso durante l’intervento legato alla demolizione di Palazzo Fienga.

Nel dettaglio, l’accusa sostiene che gli indagati avrebbero ottenuto rimborsi per spese fantasma, simulando di svolgere attività sindacali a circa 300 km di distanza o affermando la necessità di utilizzare mezzi pubblici per raggiungere le riunioni delle Commissioni consiliari.

Nel ragionamento riportato nell’ordinanza, i fatti vengono definiti “emblematica” di una condizione di irregolarità così evidente da essere stata segnalata in un documento inviato dal Segretario comunale alle figure istituzionali competenti, con la segnalazione di uno sperpero del denaro comunale anche legato ai rimborsi richiesti e ottenuti dai consiglieri.

commissioni consiliari, costi e convocazioni: profili contestati

La ricostruzione dell’ordinanza include anche elementi relativi alle commissioni consiliari. Il segretario generale avrebbe denunciato “un potente spreco di denaro pubblico” e indicato a sindaco, presidente del Consiglio comunale e presidenti delle Commissioni consiliari costi elevati sostenuti nel primo quadrimestre: 94.293,10 euro per le sedute e 12.347,82 euro per i rimborsi, evidenziando l’esigenza di un regolamento che disciplinasse le attività in modo da limitarne i costi.

Tra le criticità segnalate rientra la convocazione giornaliera delle commissioni dal lunedì al venerdì, con la possibilità che alcuni consiglieri, pur convocati con continuità, ottenessero assenze giustificate dal posto di lavoro. In tale scenario, il Comune avrebbe emesso rimborsi spettanti ai datori di lavoro privati.

Nel semestre definito “incriminato” la denuncia indica anche casi di commissioni deserte per mancanza di numero legale: in tali circostanze sarebbe saltato il getto ne di presenza, restando però il diritto al permesso retribuito dal lavoro.

All’interno dell’ordinanza si precisa che alcune circostanze, allo stato, esulano dal merito del procedimento; la denuncia del segretario viene presentata come estremamente dettagliata anche su aspetti del merito delle convocazioni, inclusi oggetti delle commissioni ritenuti generici o comunque non di competenza.

processo per false dichiarazioni su incompatibilità e debiti verso il comune

Oltre alla vicenda dei rimborsi, un ulteriore filone interessa altri consiglieri e un ex assessore. Altri tre consiglieri comunali e un ex assessore risultano sotto processo con la prossima udienza fissata per il 17 giugno.

accusa: false dichiarazioni su incompatibilità e debiti liquidi ed esigibili

L’accusa riguarda la resa al Comune di false dichiarazioni sulla inesistenza di cause di incompatibilità. In particolare, si sostiene che i soggetti avrebbero dichiarato falsamente di non avere debiti liquidi ed esigibili per imposte, tasse e tributi nei confronti del Comune, pur in presenza di un debito che configurerebbe causa di incompatibilità rispetto alla carica ricoperta.

Secondo quanto riportato, ai soggetti sarebbe stata notificata la presenza dell’avviso di accertamento. In seguito alla dichiarazione considerata mendace, i tre consiglieri comunali avrebbero sal dato il proprio debito con il Comune.

personaggi coinvolti nelle vicende giudiziarie e amministrative

Le procedure descritte coinvolgono figure istituzionali e soggetti legati agli atti contestati.

  • Corrado Cuccurullo
  • Nunzio Fragliasso
  • Fabio Giorgio
  • Gaetano Ruggiero
  • sindacalista e padre di Giorgio
  • tre consiglieri comunali sotto processo
  • un ex assessore
Torre Annunziata: dopo le accuse del procuratore, indagati due consiglieri del Pd per un caso di “rimborsopoli”
Categorie: PoliticaCronaca

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