Comitato Onu contro la tortura: duri rilievi all’Italia e amarezza per la noncuranza percepita

• Pubblicato il • 5 min
Comitato Onu contro la tortura: duri rilievi all’Italia e amarezza per la noncuranza percepita

Ginevra diventa ancora una volta un punto di verifica internazionale: durante la 84esima sessione del Comitato contro la tortura (CAT) delle Nazioni Unite, l’Italia è stata chiamata a una considerazione periodica sul rispetto della Convenzione ONU contro la tortura del 1984. Il confronto ha posto al centro criticità legate a detenzione, garanzie giuridiche e condizioni materiali in diversi contesti, con richieste precise e interrogativi insistenti rivolti alla delegazione governativa.

comitato contro la tortura (cat) e considerazione periodica sull’italia

Il CAT è stato istituito dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984 con l’obiettivo di monitorare l’applicazione degli impegni assunti dagli Stati. L’organismo, con cadenza periodica, interroga ciascun Paese su aspetti considerati critici delle politiche interne, formula raccomandazioni quando necessario e richiama al rispetto degli obblighi internazionali.

In questa tornata, l’esame ha riguardato l’Italia. Al dibattito hanno contribuito anche considerazioni portate al Comitato da Antigone, in collaborazione con una componente di Medici Senza Frontiere rappresentante della rete ReSST. Il confronto si è sviluppato in aula con domande puntuali e un’attenzione particolare alle ricadute concrete sulla tutela dei diritti delle persone coinvolte.

detenzione e condizioni nelle strutture penitenziarie

Nel corso dell’audizione, il Comitato ha posto questioni di notevole impatto rispetto alle condizioni detentive e alla gestione degli spazi di reclusione. Le verifiche hanno riguardato la situazione di carceri sovraffollate e condizioni descritte come indegne.

carceri italiane: sovraffollamento e piano di edilizia penitenziaria

Tra i temi trattati, il governo ha ribadito l’intenzione di costruire 10.000 posti aggiuntivi entro il 2027. L’impegno, secondo quanto emerso dal confronto, viene richiamato periodicamente senza una soluzione concreta ai problemi esistenti. Il piano di edilizia penitenziaria governativo è stato lanciato all’inizio del 2025, ma la fotografia attuale indica 460 posti effettivi in meno rispetto a un anno prima.

carceri minorili italiane: sovraffollamento e processi per tortura

Il Comitato si è anche soffermato sulle carceri minorili italiane. Per la prima volta nella storia, sono state descritte come sovraffollate e sono stati segnalati due processi per tortura a carico di minorenni reclusi: uno a Milano e uno a Roma.

cpr e detenzione amministrativa: degrado, monitoraggio ed esternalizzazione

Un’ampia parte dei rilievi ha riguardato i centri di detenzione amministrativa per stranieri (cpr). Il Comitato ha valutato informazioni relative a condizioni di estremo degrado, manifestando una preoccupazione significativa anche per l’ipotesi di esternalizzazione dei centri in Albania.

albania e rischi di mancato controllo legale

Il confronto ha evidenziato timori legati a possibili mancanze di supervisione legale e a un monitoraggio efficace non pienamente garantito. Il tema è stato trattato in modo diretto, collegando l’organizzazione dei centri a garanzie procedurali e capacità di controllo.

immigrazione, respingimenti e art. 3: garanzie tra cittadini europei e immigrati

L’argomento dell’immigrazione ha rappresentato uno dei pilastri del dibattito. Diversi rilievi si sono concentrati su un documento redatto dal governo italiano insieme a quello danese e firmato da molti Paesi del Consiglio d’Europa. Nel testo viene sostenuta l’esigenza che le garanzie previste in riferimento all’art. 3 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo—che riguarda proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti—non si applichino allo stesso modo anche per gli immigrati.

reazioni del comitato sul significato delle garanzie

Nel corso dell’esame, il Comitato ha sollevato interrogativi sulla portata pratica di tali impostazioni. È stato chiesto, con attenzione alle conseguenze concrete, se l’approccio descritto dal documento implichi la possibilità di procedere con respingimenti anche verso Paesi in cui le persone possano subire torture o maltrattamenti.

paesi sicuri e collegamenti con le misure di respingimento

Il Comitato ha inserito tra gli aspetti discussi anche l’elenco dei paesi sicuri predisposto dal governo italiano in vista dei respingimenti. Nell’esame sono stati richiamati Stati come Egitto e Bangladesh, connessi alla discussione sulle procedure e sui presupposti che governano l’individuazione di Paesi considerati sicuri.

novità legislative: rivolta penitenziaria e fermo preventivo

Nel confronto sono stati esaminati anche interventi normativi. Il Comitato ha espresso sorpresa per l’introduzione del reato di rivolta penitenziaria, configurabile anche in caso di resistenza passiva a un ordine impartito, con la previsione di pene molto severe.

richiesta di depenalizzazione della rivolta penitenziaria

Il CAT ha chiesto, nella forma trattata in aula, la depenalizzazione della fattispecie. L’attenzione del Comitato si è concentrata sull’effetto sostanziale attribuito alla norma: l’obiettivo sarebbe quello di ridurre la possibilità di contestazione da parte delle persone detenute, descritte come sempre meno in grado di difendere i propri diritti e di denunciare abusi.

fermo preventivo e controllo durante le manifestazioni

Il Comitato ha mostrato preoccupazione anche per la possibilità di fermo preventivo introdotta con l’ultimo decreto sicurezza. La misura, come rappresentata nel dibattito, consentirebbe il fermo di polizia fino a dodici ore nei confronti di chi si sta recando a una manifestazione, sulla base del mero sospetto che la persona possa compiere azioni considerate problematiche nel corso della protesta.

quadro complessivo dei rilievi del cat

Dalla sessione emergono rilievi complessivi definiti estremamente duri dal Comitato rispetto all’operato e alle scelte del Paese sui temi affrontati. Il confronto ha riguardato condizioni di detenzione, sovraffollamento, procedure collegate all’immigrazione, regole di sicurezza e ricadute operative sul piano dei diritti. La discussione si è conclusa con l’attesa di conoscere le risposte del governo e la valutazione sulla loro capacità di rispondere alle criticità sollevate.

presenze e soggetti coinvolti nel confronto

  • Antigone
  • Medici Senza Frontiere (in rappresentanza della rete ReSST)
Molto duri i rilievi all’Italia del Comitato Onu contro la tortura: si percepiva l’amarezza di una certa noncuranza

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