Chat di stato nelle mani della zecca: come il governo scavalca la cybersicurezza
Una chat di Stato blindata, pensata per proteggere comunicazioni e scambio di file nella pubblica amministrazione, sta prendendo forma in un progetto in cui convergono sicurezza informatica, infrastrutture strategiche e scelte di governance. L’iniziativa è legata a un disegno costruito tra enti dedicati alla cybersecurity e alla gestione di piattaforme e servizi ad alta rilevanza, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare riservatezza, affidabilità e sovranità digitale.
chat di stato: progettazione e regia tra agenzia cyber e ipzs
Le informazioni sensibili dovrebbero viaggiare in una piattaforma protetta destinata alla pubblica amministrazione. Il lavoro viene delineato in tandem dall’agenzia per la cybersicurezza nazionale e dall’istituto poligrafico e zecca dello Stato (ipzs). Il quadro organizzativo viene descritto come fortemente influenzato dagli equilibri politici, con una governance che vede prevalere esponenti riconducibili al centrodestra, in particolare all’area di fratelli d’italia.
ruoli apicali: composizione degli organismi e presidenza
All’interno della Zecca, risulta indicato che 3 componenti su 5 del consiglio di amministrazione provengano dalla Puglia, territorio di origine di alfredo mantovano. Tra questi, vengono citati due ex candidati di fratelli d’italia. Il quarto consigliere è indicato come stefano corti, ex senatore della Lega.
Per l’Autorità Cyber, viene riportato che la presidenza è affidata a bruno frattasi, descritto come ex prefetto. Nel racconto viene richiamata anche la presenza di frattasi a una convention di partito pescarese nell’aprile 2024, associata a fratelli d’italia.
chat di stato e origine dell’idea: palazzo chigi e deleghe alla cybersecurity
Secondo quanto riportato, l’idea della chat protetta per la pubblica amministrazione nasce a palazzo chigi dopo la risonanza di cronache su accessi abusivi ai sistemi informatici dello Stato, tra cui viene citato il caso striano ed è menzionato anche equalize. L’impulso viene attribuito a alefredo mantovano, sottosegretario a palazzo chigi con la delega alla cybersecurity e all’intelligence.
Il perimetro del progetto coinvolgerebbe anche il dipartimento per l’innovazione della presidenza del consiglio dei ministri, guidato dall’altro esponente di fratelli d’italia richiamato nel testo: alessio butti.
confronto internazionale: la via francese e la logica del funzionario pubblico
La scelta di affidare un’infrastruttura così strategica a figure ritenute “fidate” viene posta a confronto con quanto avviene in Francia. Nel quadro francese, la chat di Stato sarebbe affidata al dinum, un organo interministeriale guidato da stéphanie schaer.
parigi premia il civil servant, secondo un esperto
Viene riportata la lettura di un esperto di sicurezza informatica, secondo cui la Francia valorizzerebbe la figura del funzionario pubblico imparziale. Il riferimento sottolinea la presenza di una cultura istituzionale orientata alla separazione tra ambiti differenti, descritta come storicamente radicata.
Nel testo, tale differenza viene contrapposta al contesto italiano, presentato come “diverso” nella gestione di scelte analoghe.
appalto e capitolato: zecca, acn e indicazioni sul bando
La chat proteggerà le informazioni dello Stato da criminali informatici e da possibili esposizioni legate a controlli esterni. Il testo richiama il cloud act e ricorda che l’amministrazione statunitense può accedere ai dati ospitati da servizi americani, citando tra gli esempi whatsapp, signal, messenger e instagram.
studio di fattibilità e tempi indicati
Si segnala che, nonostante le esigenze di sicurezza nazionale, al momento risulterebbe esistere uno studio di fattibilità firmato dalla Zecca di Stato. Lo studio sarebbe stato commissionato il 5 aprile 2025 dall’agenzia guidata da bruno frattasi. Il documento doveva essere consegnato all’acn entro giugno 2025, secondo quanto riportato.
ruoli non chiaramente separati e variazioni nella comunicazione online
La distinzione tra i compiti di Agenzia e Poligrafico viene descritta come non totalmente netta. Viene richiamato un passaggio presente fino al 19 febbraio sul sito della Zecca, in cui si leggeva che l’ente sarebbe stato incaricato di progettare una piattaforma di messaggistica sicura per la PA, con finalità legate a riservatezza, affidabilità e sovranità digitale.
Successivamente, il testo evidenzia che, dopo un contatto riportato nel racconto, l’ipzs avrebbe smentito di essere incaricato della progettazione e avrebbe modificato lo stralcio online. La formulazione aggiornata viene indicata come una collaborazione allo studio con l’acn.
capitolato di gara: zecca o acn al momento della gara
Viene riportato che poligrafico e agenzia cyber starebbero scrivendo insieme il capitolato di gara. In base a fonti qualificate, la Zecca dovrebbe bandire la gara e indicare il vincitore, mentre l’agenzia per la cybersecurity non avrebbe il ruolo di bandire; l’esito non è presentato come definitivo.
zecca di stato: manager e consiglieri d’amministrazione
Il testo collega le figure apicali a precedenti dinamiche, specificando che i rapporti con palazzo chigi sarebbero diversi rispetto a quelli menzionati per l’acn. Il presidente della Zecca, paolo perrone, è descritto come ex sindaco di Lecce con Forza Italia dal 2007 al 2017. Nel 2018 si sarebbe candidato con fratelli d’italia, senza successo, tornando poi a dirigere la propria azienda di servizi informatici, citata come links management & technology.
Viene riportato che fratelli d’italia avrebbe voluto ricandidarlo nel 2022, scelta che Perrone avrebbe rifiutato. È citata un’intervista al Quotidiano di Puglia del 19 maggio 2023 in cui Perrone dichiara di aver accettato di mettersi a disposizione del governo. Nel racconto figurano anche riferimenti all’appoggio di raffaele fitto e alefredo mantovano, che avrebbero certificato la sua candidatura. Sul rapporto con Giorgia Meloni, nel testo risulta riportato un giudizio come “rapporto ottimo”, con una continuità di risposte quando invitate a scrivere.
consiglieri: stella mele, michele sciscioli e stefano corti
Tra gli altri membri del consiglio di amministrazione della Zecca vengono citati stella mele e michele sciscioli, entrambi collegati alla Puglia come Perrone. Stella Mele è descritta come avvocata di Trani, nel consiglio nazionale di fratelli d’italia, consigliera comunale a Barletta e candidata non eletta nel 2018. Michele Sciscioli è nato a Gallipoli e insegna presso l’Università del Salento; nel racconto è indicato come nominato a capo del dipartimento Politiche giovanili di palazzo chigi nel novembre 2022, sostituendo francesco soro alla Zecca dal giugno 2025.
È menzionata una “curiosità” sul percorso di Soro: nel testo è indicato che, prima di insediarsi al Mef di Giorgetti, tra 2023 e 2024 avrebbe raddoppiato lo stipendio da 108 a 218 mila euro annui. Nel racconto si riportano anche cifre sugli emolumenti: Perrone percepirebbe 31 mila e gli altri consiglieri 16 mila. Sul sito societario, l’unico compenso non specificato sarebbe quello di sciscioli in qualità di amministratore delegato.
Nel consiglio di amministrazione, insieme al terzetto pugliese, compare anche il leghista stefano corti. La quinta componente risulta essere flavia scarpellini, indicata come l’unica senza incarichi di partito nel curriculum, oltre a Sciscioli.
flavia scarpellini e il ruolo di michele sciscioli nel contesto della governance
Per quanto riguarda michele sciscioli, viene richiamata una ricostruzione pubblicata nel 2021 su Repubblica, in cui sarebbe stato descritto come un fedele di Giorgetti con un curriculum contestato. Dopo un passaggio grazie a Mantovano, nel testo viene indicato il trasferimento al dipartimento Politiche giovanili nella presidenza del consiglio dei ministri. Attualmente, risulta sede nel cda della Zecca.
Si specifica inoltre che la Zecca è partecipata al cento per cento dal Ministero dell’Economia e Finanza.
a cosa serve la chat di stato: comunicazioni, archivio e protezione dai rischi
La chat di Stato dovrebbe ospitare le comunicazioni del governo e della pubblica amministrazione, con un perimetro non ancora pienamente definito. Il testo evidenzia che il traffico di informazioni sensibili avverrà lungo la nuova infrastruttura.
esempio su signal e motivazioni di sicurezza nazionale
Viene riportato un caso concreto legato alla messaggistica: informazioni sul libico almasri, condivise a gennaio 2025 da giusi bartolozzi (capo di gabinetto al ministero della giustizia), avrebbero transitato in una chat della piattaforma signal con sede in California. Nel racconto si riporta la motivazione che “questioni delicate” non avrebbero dovuto essere scambiate su una casella mail letta da “mezzo ministero”.
È indicato che quei messaggi su Signal avrebbero avuto alta probabilità di cancellazione. Nell’ipotesi della chat di Stato, invece, il testo afferma che ogni parola potrebbe essere registrata in un archivio protetto, con chiavi crittografiche, finalizzato a identificare e sanzionare chi divulga informazioni destinate a canali più sicuri.
obiettivo: un database utile per la sicurezza e prevenzione degli accessi illegali
L’infrastruttura, come descritto, potrebbe alimentare un database rilevante per la sicurezza della Repubblica. In tale scenario, la prevenzione degli accessi illegali viene presentata come un passaggio cruciale, richiamando il caso striano come esempio di rischio da scongiurare.
personaggi e figure citate
- Bruno Frattasi
- Alfredo Mantovano
- Alessio Butti
- Paolo Perrone
- Stefano Corti
- Stella Mele
- Michele Sciscioli
- Flavia Scarpellini
- Stefanie Schaer
- Francesco Soro
- Giusi Bartolozzi
- Raffaele Fitto
- Giorgia Meloni
