Cervo disorientato ucciso a berbenno di valtellina: si poteva salvare ma lo sceriffo lo colpisce con un colpo di fucile

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Cervo disorientato ucciso a berbenno di valtellina: si poteva salvare ma lo sceriffo lo colpisce con un colpo di fucile
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Un giovane cervo entrato per errore in un centro abitato di Berbenno di Valtellina, vicino a Sondrio, è stato ucciso durante un intervento di gestione della fauna selvatica. L’animale, disorientato e spaventato, si era rifugiato in una piccola corte privata affacciata sulla statale. La presenza è stata notata e sono stati attivati i soccorsi, coinvolgendo Polizia Provinciale e Vigili del fuoco.

Secondo la ricostruzione riportata, la situazione avrebbe potuto essere affrontata in modo controllato, con l’obiettivo di evitare esiti estremi. A emergere con forza è poi la contestazione sulla modalità con cui è stato gestito l’intervento.

giovane cervo ucciso a berbenno di valtellina: contesto e intervento

Il fatto si è verificato nei pressi di Sondrio, a Berbenno di Valtellina. Il cervo, entrato nell’area abitata per errore, si sarebbe spostato fino a trovare riparo dentro una corte privata di dimensioni ridotte, situata lungo la statale. L’animale risultava disorientato e spaventato, condizione che ha portato all’attivazione di un intervento.

Al luogo si sono presentati i soccorritori e le autorità competenti, tra cui Polizia Provinciale e Vigili del fuoco. L’intervento si è svolto nell’ambito della gestione della fauna selvatica, ma l’evento si è concluso con la morte dell’animale, tema centrale delle successive contestazioni.

krios redaelli e il coordinamento con il veterinario

La vicenda è stata raccontata da Krios Redaelli, conduttore del Centro di Recupero Animali Selvatici della Provincia di Sondrio. Secondo la ricostruzione, l’intervento sarebbe stato avviato con un coordinamento fin dall’inizio con un veterinario.

Redaelli avrebbe descritto la dinamica della chiamata e l’arrivo sul posto delle autorità. Il punto di passaggio evidenziato riguarda le possibilità operative considerate per affrontare la presenza del cervo in area urbana, con l’idea di arrivare a una soluzione senza ricorrere all’abbattimento.

centro recupero e il pettirosso: critiche su abbattimento e alternative

Il Centro di Recupero e il Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso avrebbero indicato l’esistenza di soluzioni alternative per salvare l’animale. Tra le opzioni richiamate emergono il contenimento dell’area e l’eventuale utilizzo di sedativi per procedere a una cattura in sicurezza.

La contestazione si concentra sulla scelta adottata durante la gestione dell’episodio. La critica, secondo quanto riportato, sostiene che l’operazione non sarebbe stata adeguata rispetto alla situazione specifica, con la possibilità concreta di affrontare il caso con misure diverse dall’uccisione.

centro fauna selvatica il pettirosso: intervento urbano e accusa di incompetenza

Il Centro Fauna Selvatica “Il Pettirosso” ha espresso una posizione molto netta attraverso i social. Nel messaggio diffuso, viene sostenuto che Il Pettirosso avrebbe potuto salvare l’animale, mentre la mancanza di professionalità e competenza avrebbe portato la Provincia di Sondrio a chiamare lo sceriffo di turno, descritto come responsabile dell’uccisione.

Nella ricostruzione del Centro, si tratterebbe di una semplice situazione di intervento urbano, risolvibile in un cortiletto con strumenti come una rete da cattura. Nel messaggio viene anche richiamata la presenza dei Vigili del fuoco locali e l’uso di una procedura ritenuta “incivile”. L’obiettivo dichiarato della comunicazione riguarda la contestazione della gestione dell’episodio e della decisione finale.

Anche dal Centro di Recupero sarebbe giunta una critica analoga: l’operazione sarebbe stata eseguibile in modo differente, così da evitare la morte del cervo.

personaggi coinvolti nel racconto dell’accaduto

  • Krios Redaelli, conduttore del Centro di Recupero Animali Selvatici della Provincia di Sondrio
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