Carugi sistema italiano copre il 60% del fabbisogno di plasmaderivati

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Carugi sistema italiano copre il 60% del fabbisogno di plasmaderivati

Il plasma e i plasmaderivati sono al centro di una filiera sanitaria che richiede continuità di approvvigionamento e pianificazione. Nel contesto della consapevolezza sul ruolo del plasma, emerge con forza un nodo operativo: la dipendenza dall’estero per garantire la copertura del fabbisogno nazionale. La disponibilità di questi farmaci incide direttamente sulla cura di patologie complesse e spesso legate a condizioni rare o gravi, rendendo il tema sempre più strategico.

dipendenza dall’estero per il plasma e impatto sulla filiera dei plasmaderivati

La raccolta e l’impiego di plasma rappresentano una componente critica della filiera dei plasmaderivati. Nel sistema italiano, l’autosufficienza raccoglie circa 900 tonnellate di plasma all’anno, ma tale quantità non risulta sufficiente per coprire interamente il fabbisogno nazionale di farmaci plasmaderivati. Attualmente, il piano di autosufficienza riesce a soddisfare circa il 60% della domanda, mentre il restante fabbisogno viene coperto tramite plasma proveniente dall’estero.

La rilevanza del problema è destinata ad aumentare per due fattori principali: la crescita della domanda di plasmaderivati legata sia all’invecchiamento della popolazione sia all’espansione delle indicazioni terapeutiche rese possibili dalla ricerca. Questo scenario rende necessario un monitoraggio costante della dipendenza dalle forniture internazionali e il rafforzamento dell’attrattività dell’Italia come Paese di destinazione dei plasmaderivati.

carenze di plasma: conseguenze dirette per pazienti con patologie rare e gravi

La disponibilità di plasmaderivati è collegata a rischi concreti: eventuali carenze di plasma determinano un impatto immediato sui pazienti. I plasmaderivati risultano essenziali per il trattamento di malattie come immunodeficienze primitive e secondarie, angioedema ereditario, deficit di alfa-1 antitripsina e alcune carenze dei fattori della coagulazione. In numerosi casi si tratta di terapie salvavita e, in altri, di farmaci fondamentali per sostenere una migliore qualità della vita.

resilienza del sistema: donazione volontaria e impossibilità di sintesi in laboratorio

Per rafforzare la filiera, viene indicata la necessità di aumentare la resilienza del sistema. Il punto centrale è strutturale: il plasma non può essere sintetizzato in laboratorio e dipende esclusivamente da donazione volontaria. Ne deriva una disponibilità limitata e differente, per natura e vincoli, da materie prime utilizzate nell’industria chimica tradizionale.

pianificazione istituzionale e coordinamento operativo tra enti e decisori

La strategia proposta si basa su una maggiore programmazione istituzionale, supportata da tavoli tecnici che coinvolgano aziende, Centro nazionale sangue, Aifa e decisori politici. L’obiettivo è migliorare la capacità di governo del sistema e sostenere nel tempo la continuità dell’approvvigionamento.

semplificazione delle donazioni e investimenti industriali sui processi

Tra le priorità viene inclusa la semplificazione del sistema delle donazioni, attraverso strumenti pensati per rendere la donazione più semplice e accessibile. Sul fronte produttivo, sono previsti investimenti industriali finalizzati a migliorare i processi e aumentare la resa dei plasmaderivati a parità di plasma raccolto.

sostenibilità economica e competizione internazionale nell’allocazione dei plasmaderivati

La filiera è descritta come strettamente legata anche alla dimensione economica. La domanda globale di plasmaderivati cresce costantemente e questo alimenta una forte competizione internazionale nell’allocazione dei prodotti. In tale contesto, vengono richiamate misure già adottate in altri Paesi per tutelare la disponibilità e l’attrattività del mercato.

misure fiscali come leva di attrattività: esempio della germania

Tra gli esempi citati, la Germania ha escluso i plasmaderivati da ulteriori tassazioni. Anche per l’Italia viene indicata l’opportunità di escludere i plasmaderivati dalla spesa soggetta a tetto, con l’obiettivo di rendere il Paese più attrattivo per l’allocazione dei prodotti e rafforzare il piano nazionale di autosufficienza.

figure coinvolte nella definizione delle priorità sulla filiera

Nel quadro delle indicazioni presentate, viene richiamata una figura istituzionale con un ruolo specifico nella filiera degli emoderivati.

  • Francesco Carugi (presidente Gruppo aziende emoderivati Farmindustria, Gaef)

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