Caro assessore Bertolaso quando libera la sedia dopo le dichiarazioni a Report

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Caro assessore Bertolaso quando libera la sedia dopo le dichiarazioni a Report

L’ultima puntata di Report riporta un confronto acceso sulla gestione della sanità in Lombardia, concentrandosi su criticità legate al San Raffaele, alle modalità di controllo delle attività e alle ricadute operative sulla gestione delle liste di attesa. Al centro della discussione emerge anche una specifica risposta attribuita all’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, che collega la propria responsabilità alla tutela del settore pubblico e richiama un modello reputato esemplare nella sanità regionale.

report e gestione del san raffaele: responsabilità e controlli

Il pezzo, presentato come “La punta dell’iceberg” con la firma di Giulio Valesini, pone l’accento su una gestione giudicata non adeguata del San Raffaele, con particolare riferimento a quanto riguarda infermieri e rischi gravi per i pazienti. La replica attribuita a Bertolaso si orienta su una cornice di responsabilità riferita al settore pubblico della sanità nella regione.

Nel merito, la discussione richiama un passaggio in cui viene indicata Niguarda come “fiore all’occhiello” della sanità lombarda. L’impostazione viene letta come una linea di difesa del pubblico rispetto al privato, elemento che accende ulteriori contrasti sulla distinzione tra proprietà e ruolo nell’ambito del Servizio sanitario.

accreditamento e risorse regionali: 300 milioni

Un punto determinante della contestazione riguarda il fatto che il San Raffaele risulta privato ma accreditato con il Servizio sanitario nazionale. Nel 2024, anno citato per i risultati di gestione disponibili, il San Raffaele avrebbe incassato dalla Regione Lombardia 300 milioni “dei soldi nostri” per prestazioni legate al SSN.

Di conseguenza, viene sostenuto che la responsabilità non riguarderebbe soltanto il perimetro “pubblico” in senso stretto, ma anche la necessità di controllare “chi fa cosa, come e perché”, con l’obiettivo ricondotto al bene dei cittadini.

investimenti per le liste di attesa: 91 milioni e vincoli operativi

Accanto al tema della gestione del San Raffaele, la discussione si sposta sulle scelte regionali per ridurre le liste di attesa. Viene richiamata una decisione di investimento pari a 91 milioni di risorse regionali, dichiarate come “nostri”, con l’obiettivo di aprire ambulatori anche la sera e il sabato.

copertura delle liste: visite, esami e interventi

La criticità evidenziata riguarda il modo in cui le liste di attesa vengono considerate: nell’impostazione presentata, le liste riguarderebbero non soltanto visite, ma anche esami e interventi. La questione viene inoltre collegata alla necessità di valutare se, aumentando l’attività tramite strutture e accordi, si rischino effetti collaterali sulle diagnosi o sulla loro sicurezza.

Nel testo viene inoltre posto un interrogativo sulla possibilità di controllare che, entro i margini di incremento deliberati, non si verifichino altre richieste aggiuntive presso strutture accreditate attraverso modalità private o “di solvenza smart”.

richiamo a stop attività private nelle strutture accreditate

Una parte centrale del contenuto si concentra su un presunto indirizzo già indicato in precedenza: l’indicazione descritta come già spiegata al Colonnello Bentivogli, indicato come capo dei Nas Lombardia. Nel racconto, viene riferito che in quel contesto la giunta aveva firmato un accordo sul controllo legato proprio alle liste di attesa.

La richiesta formulata è di far sospendere ogni attività privata in tutte le strutture pubbliche private accreditate, fino a quando non si raggiungano liste di attesa eque per visite, esami e interventi. La motivazione riportata include anche l’idea che eventuali maggiori pagamenti regionali per prestazioni possano risultare preferibili rispetto all’impiego delle risorse per finalità descritte come non pienamente orientate alla salute comune.

richieste e posizione finale

La conclusione del contenuto richiama una chiamata netta all’intervento politico e amministrativo. Viene evocata la richiesta di un cambio di direzione sulla sanità, con una frase riportata in forma esortativa che chiede strumenti concreti per “cambiare la sanità”. In alternativa, viene indicata l’opzione di interrompere l’incarico: l’esortazione finale richiama la possibilità che il responsabile si alz(i) e abbandoni la sedia che occupa.

nominativi citati

Giulio Valesini, Guido Bertolaso, Colonnello Bentivogli, Bentivogli (capo dei Nas Lombardia), Giulio Valesini (autore del pezzo), Nas Lombardia, Niguarda, San Raffaele.

Caro assessore Bertolaso, ho sentito le sue dichiarazioni a Report: quando libera la sedia?

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