Bullismo mulè fi non servono nuovi reati ma prevenzione
La lotta al bullismo richiede un cambio di rotta capace di andare oltre l’approccio esclusivamente punitivo e, soprattutto, di intercettare con tempestività strumenti e misure di prevenzione. Nel corso della Maratona del Bullismo 2026, organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè ha impostato l’attenzione su prevenzione, velocità degli interventi e lettura dei fenomeni in evoluzione.
bullismo e prevenzione: oltre la sola risposta repressiva
Giorgio Mulè ha sottolineato che per contrastare il bullismo non risulta sufficiente “tipizzare nuove fattispecie di reato”, poiché il nodo centrale riguarda la capacità di intercettare forme e misure di prevenzione. Secondo la sua impostazione, è necessario uscire da una logica fondata sull’idea di risolvere il fenomeno con “bacchettate”, intese in senso metaforico, anziché affrontare le dinamiche reali che alimentano il problema.
tempi rapidi e deriva incontrollata: la fase nuova
Nel ragionare sul contesto attuale, Mulè ha evidenziato una deriva potenzialmente incontrollata. La rapidità dei cambiamenti sociali viene indicata come un elemento decisivo: i tempi risultano “maledettamente veloci” rispetto alle misure di contrasto messe in campo. Il quadro è descritto come una fase nuova in cui l’evoluzione del fenomeno non consente ritardi.
dal coinvolgimento attraverso i video all’accesso a strumenti letali
Il vicepresidente ha richiamato un passaggio di scenario. In precedenza, l’attenzione pubblica si concentrava su condotte legate alla diffusione di video, con episodi in cui si parlava di uso di armi o strumenti solo come oggetto ripreso e reso visibile. In seguito, la situazione sarebbe cambiata: ragazzi dai 12-13 anni in su avrebbero iniziato a voler acquisire armi e strumenti anche di maggiore pericolosità, come calibro 9 e kalashnikov, entrando in una dimensione criminale.
palermo, napoli, siena e milano: i segnali citati
Mulè ha richiamato alcune città come esempi del tipo di dinamiche osservate: Palermo, Napoli, Siena e Milano. L’elemento comune indicato è la progressione del fenomeno in una direzione che, secondo il suo racconto, avrebbe origine in una mancata cura adeguata delle cause e delle condizioni che lo alimentano.
attenzione alta su cyberbullismo: evitare un salto verso tragedie
Un passaggio centrale dell’intervento riguarda il rischio di affrontare il tema “con le diottrie” di un fenomeno che avrebbe già superato una soglia di attenzione. Mulè ha espresso la preoccupazione che, a distanza di un anno, possano emergere commenti su fatti tragici e drammatici, collegati in modo particolare al cyberbullismo, richiamando ciò che sarebbe già avvenuto in passato.
focus sulle parole di giorgio mulè
Le posizioni ribadite nella cornice della Maratona del Bullismo 2026 ruotano attorno a tre punti: prevenzione come priorità, necessità di intercettare misure efficaci con tempi adeguati e allarme sull’evoluzione del fenomeno verso forme più pericolose.
Personaggi menzionati:
- Giorgio Mulè