Bullismo e bullismo digitale barachini come aiutare i ragazzi a usare i social in serenità

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Bullismo e bullismo digitale barachini come aiutare i ragazzi a usare i social in serenità

La Maratona del Bullismo 2026 accende i riflettori sul ruolo dei social nella vita quotidiana dei ragazzi e sulla necessità di un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie e mondo dell’informazione. Al centro dell’intervento del sottosegretario con delega all’informazione e all’editoria c’è l’urgenza di proteggere la crescita dei più giovani da contesti digitali capaci di amplificare linguaggi duri e divisioni, promuovendo invece serenità e un confronto più responsabile.

alberto barachini e la crescita dei ragazzi tra social ed educazione digitale

Nel corso dell’evento organizzato dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini ha richiamato un dato centrale: il 90% dei ragazzi dagli 11 anni in su utilizza i social in modo quotidiano. Secondo quanto evidenziato, i social diventano il loro mondo e la loro bolla, arrivando però a incidere anche sull’educazione.

Barachini ha sottolineato che il mondo digitale può assumere tratti estremamente violenti e può riprodurre un linguaggio capace di ferire, con un impatto che risulta particolarmente delicato all’inizio di un percorso di crescita. Da qui nasce l’indicazione rivolta alle istituzioni: stare vicino ai ragazzi e alle famiglie per accompagnare i giovani in modo efficace e concreto.

La responsabilità educativa viene poi declinata sul ruolo dei genitori. È previsto un compito quotidiano di lettura dei figli, con l’obiettivo di intercettare eventuali momenti emotivi particolarmente critici e offrire supporto. Al tempo stesso, l’attenzione si concentra sulla necessità di aiutare i ragazzi a conoscere meglio gli strumenti digitali, così da migliorare la propria crescita in un contesto più sereno.

linguaggio giornalistico pacato per ridurre aggressività e divisioni

Accanto al lavoro delle famiglie e delle istituzioni, Barachini ha posto l’accento sulla responsabilità del mondo giornalistico. Il punto di partenza è considerare la comunicazione come una leva strategica: ritrovare un linguaggio pacato, caratterizzato da meno polarizzazione, meno divisività e meno aggressività, viene indicato come fondamentale.

La richiesta non riguarda soltanto il settore dell’informazione: secondo l’impostazione dell’intervento, queste scelte comunicative risultano decisive anche per chi si avvicina al mondo giornalistico, perché influenzano il modo in cui vengono affrontati temi sensibili e l’impatto che possono avere sulle persone più esposte.

il confronto digitale come questione educativa e sociale

Il messaggio complessivo dell’intervento collega l’uso dei social alla dimensione educativa e, in parallelo, affronta l’aspetto linguistico come elemento capace di incidere sui comportamenti. L’idea guida è che l’ambiente digitale non si limiti a riflettere la realtà, ma possa anche riprodurre dinamiche dannose, rendendo necessario un accompagnamento costante con un impianto più responsabile.

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