Brutti che diventano cattivi e come uscirne: il racconto di ilenia pastorelli
Ilenia Pastorelli torna a parlare con intensità, mettendo al centro formazione, relazioni e cambiamenti personali. Nel racconto affidato a Verissimo, l’attrice ricostruisce l’evoluzione da bambina “maschiaccio” fino alla ricerca di una femminilità più consapevole, collegandola anche alle esperienze che hanno attraversato il suo percorso professionale e umano. L’intervista si inserisce nel periodo di lancio del suo ultimo film, in uscita il 6 maggio, “L’amore sta bene su tutto”.
ilenia pastorelli: infanzia “da maschiaccio” e scoperta della femminilità
Ripercorrendo i primi anni di vita, Pastorelli descrive un’inclinazione spontanea verso giochi tradizionalmente considerati maschili: “Da bambina ero un maschiaccio”. La vivacità di quel modo di stare al mondo emerge anche dai ricordi di conseguenze fisiche, con ginocchia segnate che preoccupavano la madre.
Il passaggio verso una dimensione più femminile viene collegato a un percorso artistico: la danza classica. Nella narrazione dell’attrice, la pratica della danza classica rappresenta il punto in cui emerge una diversa consapevolezza, “ha tirato fuori la mia femminilità”.
fronte amoroso e analisi personale: “cuore libero” e confini chiari
Quando l’attenzione si sposta sull’ambito sentimentale, Pastorelli definisce la propria situazione con una formula netta: “Sono sfortunata”. Nel medesimo spazio, racconta una dinamica ricorrente: attrazione verso aspetti considerati negativi e gestione successiva dei rapporti.
La prospettiva emerge con precisione: “Sono affascinata dal brutto”, mentre la fase successiva diventa un confine. Se la relazione prende una direzione dannosa, l’attrice afferma di interrompere: quando diventavano cattivi li lasciavo. La motivazione viene ulteriormente chiarita tramite un ragionamento sulla chimica: non riesco a connettermi, con una connessione limitata nel tempo che poi porta a una rottura.
Per comprendere meglio questa sequenza, Pastorelli racconta di aver intrapreso un percorso di elaborazione: “Sono andata in analisi per questo”. Il risultato, al momento dell’intervista, è indicato in modo diretto: il cuore è libero e non c’è la volontà di sostituire la realtà con un riferimento fittizio.
Il concetto viene espresso con chiarezza, rinviando a una possibile comparazione che non trova spazio nel suo presente: non mi posso inventare un Mark Caltagirone.
esperienza al grande fratello: l’uscita dalla casa e la ricalibrazione della vita
Un altro passaggio dell’intervista riguarda la partecipazione di Pastorelli al Grande Fratello, con particolare attenzione al momento dell’uscita dalla Casa. L’attrice descrive un tempo lungo senza contatti: per sei mesi non avevo sentito nessuno. Alla fine del percorso, invece, le condizioni risultano cambiate.
Nella ricostruzione, Pastorelli cita esempi concreti: lo studio in cui lavorava aveva chiuso e un amico si era sposato. Questi eventi, sommati al rientro dopo l’esperienza, portano a un senso di smarrimento, definito come un bisogno di ripartenza.
Il racconto si concentra su un passaggio di gestione interna: “Mi sentivo persa” e si rende necessario ricalibrare la mia vita.
prima del successo: lavori diversi e capacità di vendita
Prima di arrivare al consolidamento come attrice, l’intervista dedica spazio alla fase di costruzione, fatta di incarichi differenti. Pastorelli menziona esperienze lavorative che vanno dalla cameriera alla venditrice, presentate come tappe che hanno contribuito a sviluppare un’attitudine pratica e immediata.
Nel parlare di quelle mansioni, l’attrice sottolinea un tratto specifico: la capacità di riuscire a vendere tutto, anche gli oggetti considerati meno attraenti, ricordando di riuscire a trasformare anche le offerte più difficili in qualcosa di gestibile e presentabile: anche le cose più brutte.
ilenia pastorelli e i riferimenti principali dell’intervista
Tra le figure nominate e i riferimenti presenti nel racconto emergono alcuni elementi centrali legati alle tappe della vita e alle conversazioni avvenute in studio.
- Silvia Toffanin
- Mark Caltagirone


