Blue economy, urso: terminali portuali infrastrutture strategiche e dialogo continuo con il settore
La portualità italiana continua a essere al centro di una riflessione strategica sul ruolo che l’Italia può assumere nelle rotte economiche globali, integrando logistica, industria, commercio e turismo in un sistema capace di sostenere le filiere. Nel messaggio inviato in occasione dell’assemblea pubblica di Assiterminal, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso collega i 25 anni di Assiterminal alla crescita del settore portuale e alla competitività complessiva del sistema logistico e produttivo.
Assiterminal e la portualità italiana tra competitività e continuità delle filiere
Il traguardo dei 25 anni viene presentato come un percorso capace di accompagnare lo sviluppo della portualità italiana. I terminal portuali sono descritti come infrastrutture strategiche in cui confluiscono interessi di industria, commercio, turismo e logistica. La loro funzione viene ricondotta alla continuità delle filiere, alla movimentazione delle merci e alla mobilità delle persone, elementi ritenuti fondamentali per valorizzare il contributo nazionale alle dinamiche internazionali.
sfide del sistema portuale: investimenti, materie prime critiche e sostenibilità
Il Governo viene indicato come impegnato in un confronto continuo con il settore. Il ministro evidenzia gli approfondimenti con il Presidente Cognolato e il Direttore Ferrari sulle principali sfide della portualità italiana. Tra i temi richiamati emergono:
- investimenti infrastrutturali per rafforzare capacità e servizi;
- approvvigionamento delle materie prime critiche, considerato un passaggio chiave per ridurre vulnerabilità;
- competitività industriale del sistema legato alla logistica;
- sostenibilità energetica come elemento di sviluppo nel medio periodo.
regole chiare e tempi certi: sostegno al sistema produttivo nelle Zes e Zls
Nel messaggio viene sottolineata la necessità di supportare il sistema produttivo con strumenti concreti. Il punto centrale riguarda risorse affiancate da regole chiare, tempi certi e una visione industriale coerente. L’accento viene posto sull’accelerazione, in particolare nelle Zes e nelle Zls, con l’obiettivo di attrarre maggiori investimenti privati.
transizione energetica e resilienza: leve del Piano Transizione 5.0
La transizione energetica e la resilienza delle filiere sono indicate come fattori decisivi per ridurre costi e dipendenze. A supporto di questo indirizzo viene richiamato anche il Libro bianco “Made in Italy 2030”. In coerenza con tale cornice, viene citato il nuovo Piano Transizione 5.0, orientato all’efficientamento e all’autoconsumo industriale, considerati leve operative per raggiungere gli obiettivi previsti.
Porto Marghera come hub europeo e indipendenza strategica europea
La visione delineata attribuisce all’Italia il potenziale per diventare il fulcro di logistica, energia e materie prime strategiche. In quest’ottica, la candidatura di Porto Marghera come hub europeo per lo stoccaggio di materie prime critiche viene definita un passaggio rilevante in termini di indipendenza strategica europea. Il percorso descritto richiede la collaborazione tra soggetti diversi e la prosecuzione degli investimenti, includendo anche la dimensione formativa.
formazione tecnica e dialogo tra istituzioni e imprese per la blue economy
Per consolidare il sistema, il messaggio richiama la necessità di uno sforzo corale e di interventi continuativi. Tra le direttrici indicate rientrano il rafforzamento della formazione tecnica e la valorizzazione degli Its e delle relative competenze, finalizzati a costruire il Made in Italy del futuro. Viene inoltre ribadita la volontà di mantenere attivo il dialogo tra istituzioni e imprese per trasformare la filiera della Blue Economy in un sistema integrato e sostenibile di innovazione, occupazione e valore per i territori.
personaggi citati
- Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
- Cognolato, Presidente di Assiterminal
- Ferrari, Direttore di Assiterminal