Biodigestore di villareggia mille abitanti quattro anni di battaglie anche contro il pnrr

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Biodigestore di villareggia mille abitanti quattro anni di battaglie anche contro il pnrr

Nel piccolo comune di Villareggia, alle porte del Canavese e in provincia di Torino, la discussione attorno a un impianto per la produzione di biometano si trascina da oltre quattro anni e continua a mobilitare l’intera comunità. La vicenda coinvolge progettazione, valutazioni tecniche e procedimenti giudiziari, intrecciando questioni ambientali, sanitarie, urbanistiche ed economiche in un confronto acceso tra cittadini, istituzioni e soggetti proponenti.

Al centro della contestazione si trova un biodigestore di grandi dimensioni, previsto in una zona prossima alle abitazioni. La localizzazione scelta e la portata dell’intervento hanno alimentato un’opposizione strutturata, culminata in ricorsi e in una nuova verifica tecnica disposta dai giudici.

impianto biometano a villareggia: progetto, localizzazione e caratteristiche

Il progetto prevede la realizzazione di un grande biodigestore per la produzione di biometano tramite la fermentazione di deiezioni animali e scarti agricoli e agroindustriali. L’impianto dovrebbe sorgere in via Amorosa, a pochi metri dalle abitazioni, in un’area già interessata dalla presenza di un impianto di essiccazione.

La scelta del sito si colloca anche nei pressi del centro abitato, in un contesto che, secondo l’opposizione, rende l’insediamento poco compatibile con la vita quotidiana dei residenti. Fin dalla presentazione del progetto, avvenuta nel marzo 2021, una parte rilevante della popolazione ha percepito l’intervento come sproporzionato rispetto al territorio e inadatto alla localizzazione proposta.

filiera blu e consorzio capac: attori del progetto e dinamica della vertenza

La proposta del grande impianto è promossa da Filiera Blu insieme al Consorzio Capac. Da quel momento, la comunità locale si è mobilitata, dando vita a un confronto serrato tra i diversi portatori di interesse: cittadini, istituzioni e imprese.

La vertenza è rimasta attiva nel tempo attraverso iniziative pubbliche, raccolte di firme e passaggi istituzionali che hanno portato, nel 2023, Comune e comitato a presentare un ricorso al Tar del Piemonte contro l’autorizzazione concessa dalla Città Metropolitana di Torino.

comitato villareggia e comune: mobilitazione locale e ricorso al tar

A Villareggia si è consolidata un’alleanza tra amministrazione comunale e cittadini. Il Comitato “Villareggia: Vita, Ambiente, Sviluppo Sostenibile” ha organizzato assemblee pubbliche, ha raccolto centinaia di firme e ha promosso iniziative di sensibilizzazione, con il supporto del Comune.

Nel corso dei mesi la protesta si è trasformata in una mobilitazione più ampia: si sono susseguiti striscioni, incontri pubblici e campagne informative con un coinvolgimento esteso della comunità locale.

La svolta giudiziaria è arrivata nel 2023, quando Comune e Comitato hanno presentato un ricorso al Tar del Piemonte in risposta all’autorizzazione rilasciata dalla Città Metropolitana di Torino.

motivazioni dell’opposizione: impatto, falda acquifera e viabilità

Le ragioni di contestazione, riportate dall’opinione pubblica locale, coprono più ambiti. Uno dei punti principali riguarda la dimensione dell’impianto rispetto alla scala del contesto territoriale: l’intervento avrebbe un impatto significativo in un’area rurale e abitata.

La vicinanza alle case rappresenta un nodo centrale. La collocazione definita come “a ridosso del centro abitato” viene considerata incompatibile con la qualità della vita dei residenti.

Un ulteriore elemento riguarda la fragilità ambientale della zona: l’area sarebbe ritenuta vulnerabile dal punto di vista della falda acquifera. A questo si aggiunge la previsione di un aumento del traffico di mezzi pesanti, legato al trasporto delle biomasse, mentre la viabilità locale secondo il Comitato risulterebbe inadeguata a sostenere un carico così elevato.

sistema di cogenerazione e qualità dell’uso del calore

Un passaggio tecnico considerato decisivo riguarda il sistema di cogenerazione associato all’impianto. Secondo i ricorrenti, costituiti da Comitato e Comune, il progetto non offrirebbe una garanzia di utilizzo efficiente del calore prodotto.

La questione viene collegata alla necessità di un impiego razionale dell’energia in territori come la Pianura Padana, descritta come area caratterizzata da elevati livelli di inquinamento.

incendio nell’area prevista: sviluppo di una nube maleodorante

Il clima di allarme si è intensificato dopo un episodio avvenuto nell’area dove l’impianto dovrebbe essere realizzato. È stato segnalato lo sviluppo di un incendio dovuto a materiale vegetale accumulato in una trincea, evento che avrebbe generato una nube maleodorante.

L’intervento dei servizi competenti ha richiesto l’arrivo di molti mezzi dei vigili del fuoco per gestire la situazione. L’episodio ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni legate alla gestione e agli impatti dell’area interessata.

conferenza dei servizi, tar e consiglio di stato: evoluzione del contenzioso

Dopo un discusso via libera nella conferenza dei servizi della Città Metropolitana di Torino, Comitato e Comuni hanno presentato ricorso al Tar. La sentenza del Tar, favorevole all’autorizzazione, non ha posto fine alla vicenda.

Comune e Comitato hanno scelto di proseguire, portando la questione al Consiglio di Stato.

politecnico di torino e nuova verifica tecnica nel 2026

Nel 2026 è arrivata una decisione rilevante: i giudici hanno disposto una nuova verifica tecnica indipendente, affidata al Politecnico di Torino. L’atto viene letto come un segnale sulla necessità di rivalutare alcune considerazioni formulate nelle fasi precedenti.

pnrr e accelerazione dell’iter autorizzativo: incentivi e critiche

Il progetto si inserisce nel quadro degli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevede incentivi importanti per lo sviluppo del biometano. La presenza di finanziamenti pubblici viene indicata come un elemento in grado di accelerare l’iter autorizzativo.

Accanto all’accelerazione, la misura ha alimentato anche le critiche: secondo gli oppositori, la pressione legata ai fondi avrebbe ridotto gli spazi per una valutazione più approfondita. Nella prospettiva dei contestanti, un impianto come quello di Villareggia potrebbe incidere sul destino di una comunità locale, ma non risulterebbe in grado di risolvere in modo diretto il quadro energetico complessivo del Paese.

Il caso viene descritto come un esempio in cui la discussione non riguarda esclusivamente un singolo impianto, ma un più ampio confronto su transizione ecologica, pianificazione territoriale e partecipazione dei cittadini. In parallelo, restano aperti i passaggi tra tribunali e relazioni tecniche, mentre la mobilitazione civica continua a tenere alta l’attenzione sulla vicenda.

Il caso del biodigestore di Villareggia: mille abitanti, quattro anni di battaglie (anche contro il Pnrr)

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