Bilbao, polizia carica i sostenitori della flotilla: 4 arrestati e ammissione di errori del governo basco

• Pubblicato il • 4 min
Bilbao, polizia carica i sostenitori della flotilla: 4 arrestati e ammissione di errori  del governo basco

All’aeroporto di Bilbao, nel nord della Spagna, si è registrata una giornata di forte tensione legata all’arrivo di attivisti pro-Palestinesi. La situazione è degenerata nella zona degli arrivi, trasformandosi in scontri tra sostenitori e forze dell’ordine, con arresti e interventi sanitari, mentre il governo basco ha riconosciuto criticità nella gestione dell’ordine pubblico.

cariche della polizia a bilbao: scontri e arresti all’aeroporto

Sabato, decine di manifestanti pro-Palestinesi attendevano l’arrivo di sei attivisti spagnoli presso lo scalo basco. Il clima, inizialmente teso, ha preso rapidamente una direzione più conflittuale nella zona degli arrivi. Il bilancio della giornata riporta quattro arresti, tra cui due attivisti e due manifestanti, oltre a due agenti medicati per contusioni.

Domenica, il governo basco ha ammesso errori nella conduzione dell’ordine pubblico. L’assessore alla Sicurezza basco Bingen Zupiria ha dichiarato che la polizia basca non è riuscita né a garantire il saluto degli attivisti né a mantenere il normale funzionamento del terminal. Ha inoltre annunciato l’intenzione di indagare su eventuali profili di adeguatezza dell’intervento, riferendosi all’azione dell’Ertzaintza, la forza di polizia autonoma basca.

Nel quadro delle responsabilità, Zupiria ha anche citato la presenza di possibili provocazioni tra alcuni dei presenti. Sullo sfondo, centinaia di persone hanno manifestato chiedendo la liberazione degli arrestati e protestando contro la polizia, con uno striscione che recita: “Governo basco, complice del sionismo. Liberare Palestina”.

ricostruzione ufficiale: tentativo di superare la linea di sicurezza e colluttazione

Secondo la ricostruzione ufficiale, l’episodio è iniziato intorno alle 14 con il tentativo di alcuni sostenitori e familiari di avvicinarsi agli attivisti oltrepassando la linea di sicurezza. In particolare, nel materiale video diffuso dall’emittente Tve, viene descritto come un parente di uno degli attivisti abbia tentato di avvicinarsi, ma un agente di polizia avrebbe impedito l’approssimazione con la forza.

Da quel momento, il confronto si sarebbe trasformato in una colluttazione: spintoni, proteste e successivamente cariche da parte degli agenti. L’escalation ha portato alla sequenza di arresti e alle contusioni riportate.

comunicati della flotilla: versione centrata su brutalità e contrasto tra famigliari e forze dell’ordine

La Global Sumud Flotilla ha fornito una lettura dell’accaduto che insiste sulla violenza subita dagli attivisti. Nel comunicato si afferma che i partecipanti, reduci da giorni di rapimenti sistematici, torture e gravi violenze psicologiche e fisiche imputate alle forze di occupazione israeliane, non avrebbero trovato rifugio ma un’azione immediata e mirata.

La nota della Global Sumud Flotilla collega l’escalation a un momento familiare: secondo la ricostruzione, mentre un familiare era in attesa al terminal degli arrivi, avrebbe cercato di attraversare una barriera per abbracciare i propri cari. In tale contesto, l’Ertzaintza avrebbe reagito in modo improvviso e violento, interrompendo un momento di sollievo e conforto dopo un’esperienza descritta come terribile.

Il comunicato prosegue con una richiesta di risoluzione immediata dei contratti di sicurezza, sorveglianza e tattiche tra istituzioni basche e società di sicurezza israeliane, indicando l’intento di interrompere il canale di approvvigionamento ritenuto collegato alla guerra di controinsurrezione. Viene chiesto anche che avvenga un’attribuzione assoluta delle responsabilità e che la criminalizzazione dei difensori dei diritti umani abbia fine, con l’auspicio di smantellamento degli apparati statali che prendono di mira chi mostra solidarietà con il popolo palestinese.

reazione israeliana: richiesta di spiegazioni e convocazione dell’incaricato d’affari spagnolo

Il ministero degli Esteri israeliano ha risposto con un post su X, chiedendo spiegazioni al governo spagnolo in merito al trattamento riservato agli anarchici della Flotilla. La nota include una critica rivolta ai governi europei che nei giorni precedenti avevano chiesto chiarimenti a Israele per le violenze subite dagli attivisti arrestati.

In parallelo, Israele ha convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata spagnola per richiedere chiarimenti. Durante l’incontro con Francisca Pedrós, il direttore politico del Ministero Yossi Amrani avrebbe sottolineato l’ipocrisia del governo spagnolo: da un lato l’invio di provocatori in Israele, dall’altro la condanna di Israele per azioni descritte come legittime volte a imporre un blocco navale considerato legale. Secondo quanto riportato dal ministero, nello stesso tempo le autorità spagnole avrebbero usato violenza brutale contro i partecipanti alla flottiglia.

Amrani ha inoltre chiesto chiarimenti sul motivo per cui il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez o altri ministri spagnoli non avrebbero ancora condannato la violenza delle autorità spagnole, mentre sarebbero disponibili a condannare Israele per qualunque pretesto. Il comunicato chiude ribadendo la richiesta di risposte su tali aspetti.

principali figure citate nelle comunicazioni e nelle richieste

  • Bingen Zupiria
  • Francisca Pedrós
  • Yossi Amrani
  • Pedro Sánchez
Tag: #Cuba

Per te