Barca della flotilla con 3 italiani a cipro non ci fanno scendere a terra
Un’imbarcazione della Flotilla si è fermata a Cipro al termine della giornata dedicata agli abbordaggi, ma l’equipaggio non può ancora scendere a terra. La situazione, secondo la ricostruzione di un componente dell’equipaggio, è legata a problemi tecnici, all’isolamento dovuto alla presenza di droni e alle procedure richieste dalle autorità portuali del luogo.
barca della flotilla ferma a paphos, equipaggio bloccato a terra
Una delle imbarcazioni della Flotilla, dopo gli eventi di lunedì, ha raggiunto il porto di Paphos. L’arrivo è avvenuto verso mezzanotte. Da quel momento l’equipaggio non è autorizzato a scendere a terra e sta seguendo le comunicazioni con le istituzioni competenti.
Il racconto è quello di Daniele Gallina, 28 anni, imbarcato su Vivi/Sabra. La barca, una vela in acciaio e legno lunga 13 metri, era partita il 26 aprile da Augusta (Siracusa). Il percorso ha incluso Creta e la sosta a Marmaris, in Turchia, e a bordo erano presenti anche persone che seguono il viaggio.
arrivo a paphos, isolamento e necessità di assistenza consolare
Gallina spiega che la distanza dal resto della Flotilla ha reso impossibile raggiungere le altre barche. In parallelo si sarebbero verificati problemi con le batterie e altre criticità, oltre alla presenza a bordo di una persona che non sta bene. In queste condizioni, con l’imbarcazione isolata e circondata dai droni, la decisione sarebbe stata quella di deviare verso Cipro.
Al momento, le indicazioni ricevute sono chiare: non è consentito lo sbarco. L’equipaggio sta chiedendo l’intervento del consolato italiano. A bordo risultano tre italiani, uno spagnolo residente in Italia, un messicano e un marocchino.
stato delle richieste: messico già attivo, marocco più complesso
Secondo Gallina, il console messicano si sarebbe già attivato e potrebbe permettere la partenza di un compagno anche già nella giornata. Per quanto riguarda la posizione del passeggero marocchino, la procedura risulta più complessa perché non sarebbe presente un’ambasciata a Cipro. Le attività sarebbero gestite dalle autorità consolari greche e, fino a quando non sarà possibile anche per lui, l’equipaggio manterrebbe la situazione invariata. Un ruolo di supporto sarebbe riconosciuto anche al consolato messicano.
bandiere palestinesi sulle sartie: richieste portuali e rimozione forzata
Le autorità portuali cipriote avrebbero manifestato preoccupazione in merito alla presenza di bandiere palestinesi sulle sartie della barca. La permanenza in porto sarebbe stata subordinata alla rimozione. Gallina riferisce che il capitano sarebbe stato costretto ad arrampicarsi per eliminare le bandiere.
contesto operativo nell’area: cipriote e schengen, operazione a ovest di isole e gestione degli abbordaggi
Cipro fa parte dell’Unione europea, ma non appartiene all’area Schengen. Il paese intrattiene un legame significativo con Israele; nel contesto descritto, viene segnalato anche che il governo avrebbe dichiarato di non essere stato informato dell’operazione militare compiuta lunedì 18 dalla Marina di Tel Aviv nelle acque internazionali a ovest dell’isola.
La ricostruzione indica che, a circa 250-300 miglia nautiche dalle coste di Gaza e Israele, sarebbero iniziate le intercettazioni delle barche della Global Sumud Flotilla in provenienza dalla Turchia. Il numero riportato parla di almeno 40 imbarcazioni su 52 abbordate e lasciate successivamente alla deriva. Le persone presenti a bordo sarebbero state trasferite su una sorta di “nave prigione” con l’obiettivo di condurle al porto israeliano di Ashdod nella mattinata di mercoledì 20.
precedente a ovest di creta: abbordaggi, attivisti trasferiti e portavoce trattenuti
Nel testo viene richiamato un evento avvenuto nella notte tra 29 e 30 aprile a ovest di Creta, nel primo assalto israeliano alla Flotilla. Risultano 22 barche abbordate e oltre 180 attivisti fermati, poi consegnati alla Guardia costiera greca. Inoltre, i due portavoce della Flotilla, Saif Abuskeshek e Thiago Avila, sarebbero stati portati in Israele e trattenuti con la motivazione di sospetti legati a “terrorismo”, fino al rilascio senza formalizzazione delle accuse.
daniele gallina e il profilo dell’equipaggio coinvolto
La narrazione attribuisce a Daniele Gallina il ruolo di voce principale nel descrivere l’arrivo a Paphos, la causa dell’isolamento e le richieste in corso per consentire lo sbarco o le partenze compatibili con le procedure consolari. Viene indicato che Gallina è giovane piemontese di Villanova Mondovì (Cuneo), con laurea in Relazione internazionali e esperienza come esperto di mercati cinesi e asiatici.
persone menzionate
- Daniele Gallina
- Saif Abuskeshek
- Thiago Avila
- capitano della barca
