Baby gang, pugni e coltellate: come hanno ucciso sako bakari a taranto in 4 minuti
Sako Bakari, dopo aver preparato rapidamente lo zaino e una bottiglietta d’acqua, ha lasciato la propria zona in bicicletta per raggiungere la stazione. L’andatura quotidiana prevedeva il parcheggio del mezzo e la salita su un treno regionale diretto a Massafra, per lavorare nei campi come bracciante. La routine si è interrotta all’alba di domenica, quando a pochi metri dai binari, in piazza Fontana, il giovane ha incrociato un gruppo di cinque persone: quattro delle quali minorenni. In una sequenza di brutalità durata pochi minuti, l’aggressione si è conclusa con la morte di Bakari.
omicidio a taranto: sako bakari ucciso vicino ai binari
L’episodio è avvenuto al limitare della città vecchia di Taranto, in piazza Fontana. La ricostruzione descrive un iter rapido e violento: fermo, pestaggio e accoltellamento. Le indagini, coordinate dalla procura ordinaria e dalla procura per i minorenni, mirano a ricostruire con precisione quanto accaduto poco prima delle 6 di domenica.
fermi e confessione: il 15enne indica chi ha sferrato le coltellate
La vicenda ha portato al fermo di cinque persone con l’accusa di omicidio aggravato. Tra i fermati, un ragazzo di 16 anni (da compiere nei giorni successivi) ha confessato di essere stato lui a colpire Bakari con le coltellate al torace. La collaborazione del minorenne ha contribuito anche al recupero di elementi collegati al delitto.
Secondo quanto ricostruito, l’arma utilizzata sarebbe stata ritrovata grazie alla confessione. La stessa dinamica indica anche il ruolo di una scarica di pugni e calci inferti alla vittima dalla baby gang, nel contesto della notte precedente.
odio razziale al centro delle indagini: una vittima scelta nel mondo dei vulnerabili
Le investigazioni si concentrano su un possibile movente. Le autorità indicano che le immagini registrate all’interno della sala giochi e i contributi delle telecamere di sorveglianza sono risultati determinanti per l’identificazione dei responsabili. Risulta centrale anche la testimonianza del titolare del bar, che in quei momenti non avrebbe allertato la polizia.
Nel decreto di fermo per quattro indagati, firmato dalla procuratrice per i minorenni daniela putignano e eseguito dai carabinieri, sono descritti gli ultimi minuti di vita di Bakari. Nella ricostruzione della magistrata viene sottolineata la natura della scelta della vittima: una persona selezionata tra i soggetti vulnerabili e indifesi, con un riferimento esplicito al fatto che si trattasse di un ragazzo nero.
La procuratrice di Taranto eugenia pontassuglia conferma che è ancora in corso una pista legata all’odio razziale. Le ipotesi in esame riguardano inoltre la presenza di ulteriori aggravanti, oltre a quelle per ora ricostruite, mentre prosegue il lavoro di ricostruzione dei fatti.
aggressione precedente contro un altro immigrato: manovre per intimidirlo
Bakari non risulta l’unico obiettivo della baby gang all’alba di domenica. Prima dell’accoltellamento, le telecamere avrebbero ripreso una parte del gruppo mentre infastidiva un altro immigrato. A circa sei minuti dall’inizio delle violenze che hanno portato alla morte di Bakari, due persone del gruppo, a bordo di uno scooter, avrebbero compiuto manovre pericolose attorno a un uomo di origine subsahariana, con l’intento di intimorirlo, accompagnato da aggressioni verbali.
cronologia: dall’incontro alle fasi dell’aggressione
La sequenza temporale descritta dagli elementi raccolti si articola in minuti precisi: alle 5.16 del mattino si colloca l’episodio relativo all’intimidazione dell’altro immigrato. Alle 5.22 avviene l’incontro tra la prima parte del gruppo e Bakari, che viene fermato. Nel breve intervallo di circa sessanta secondi, la vittima sarebbe circondata da quattro persone.
sequenza dell’omicidio: pugni, fuga verso un bar e accoltellamento
La ricostruzione dell’aggressione indica un crescendo di violenza. L’episodio si apre con il primo pugno rivolto al ventre, seguito da colpi ulteriori diretti al torace e al volto. Bakari tenta la fuga correndo verso un bar, ma viene raggiunto e accoltellato. Successivamente viene trascinato nel punto in cui verrà rinvenuto dai sanitari, chiamati tramite una segnalazione.
tempi di intervento e decesso durante la rianimazione
Le fasi decisive includono la partenza del gruppo alle 5.26. Otto minuti dopo scattano la chiamata alle forze dell’ordine e al 118. L’ambulanza arriverà in 320 secondi, ma Bakari morirà durante i primi tentativi di rianimazione.
interruzione delle violenze e richiami dalla procura per i minorenni
Nel quadro delle valutazioni della procura per i minorenni, viene sottolineata la frequenza di situazioni simili. La procuratrice per i minorenni daniela putignano ha segnalato che si tratta di contesti che “si stanno moltiplicando” e ha affermato che non sarebbe sufficiente aumentare le pene. Nella lettura proposta, i giovani coinvolti risultano incensurati, ma sarebbero conosciuti agli uffici per provenienza da situazioni di disagio familiare e abbandono scolastico.
Il ragionamento presentato mette in evidenza problematiche già intercettate ma non pienamente superate, con l’esigenza di una nuova grammatica civile e con l’invito a far fronte collettivamente alle criticità emerse.
nomi citati
- sako bakari
- daniela putignano
- eugenia pontassuglia
